PREDOSA (AL) – Un’ondata di calore anomala, uno stress idrico estremo per la vegetazione e un veleno invisibile sprigionato improvvisamente dai pascoli. È questa la drammatica combinazione che ha causato la morte fulminea di circa 50 pecore a Predosa, nell’Alessandrino, all’interno di un gregge transumante composto da oltre 2.000 capi.
Un episodio tanto singolare quanto drammatico, che accende i riflettori sui rischi indiretti e imprevedibili del cambiamento climatico sulla pastorizia e sulla salute animale.
La dinamica dell’intossicazione: l’acido cianidrico nel sorgo selvatico
A chiarire le cause della moria improvvisa sono stati gli accertamenti condotti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS).
Le analisi di laboratorio hanno confermato che il decesso degli ovini è stato provocato da un’intossicazione acuta da acido cianidrico (HCN). Il meccanismo scatenante è direttamente legato all’ondata di caldo eccezionale:
- Stress idrico e termico: Le temperature estreme e la prolungata siccità hanno sottoposto le giovani piante di sorgo selvatico (Sorghum halepense) a un forte stress fisiologico.
- Sintesi di tossine: In queste condizioni ambientali estreme, la pianta accumula elevati livelli di glucosidi cianogenetici (in particolare la durrina).
- Ingestione letale: Una volta ingerita dagli animali, la sostanza viene metabolizzata nei rumini trasformandosi rapidamente in acido cianidrico libero, un veleno potente che blocca la respirazione cellulare e causa il decesso in pochissimi minuti.
“In condizioni di forte stress termico e siccità, alcune foraggere e infestanti spontanee attivano meccanismi di difesa accumulando metaboliti secondari ad altissima tossicità per i ruminanti.”
Il tempestivo intervento evita l’ecatombe
Il bilancio, per quanto grave, avrebbe potuto assumere i contorni di una vera ecatombe. Alla vista dei primi animali collassati a terra, l’intervento immediato dei pastori e l’allerta lanciata ai servizi veterinari di zona hanno permesso di bloccare subito il pascolo e somministrare le prime cure sintomatiche.
| I numeri dell’emergenza a Predosa | |
| Capi totali del gregge | ~2.000 ovini |
| Capi deceduti | ~50 pecore |
| Causa accertata | Intossicazione acuta da acido cianidrico (IZS) |
| Fattore scatenante | Stress termico da caldo record sul sorgo selvatico |
L’allontanamento immediato del resto del gregge dalle aree a rischio ha salvato la vita agli oltre 1.900 animali rimanenti.
Nuove sfide per il pascolo nell’era dei cambiamenti climatici
L’episodio di Predosa rappresenta un campanello d’allarme per l’intero comparto zootecnico. Il combinarsi di temperature eccezionali e prolungata assenza di precipitazioni sta modificando l’equilibrio biochimico di diverse specie vegetali comunemente presenti nei prati e nei terreni incolti.
I veterinari dell’Istituto Zooprofilattico e le associazioni di categoria raccomandano ora la massima cautela nell’avviare il pascolo su terreni ricchi di sorgo o altre graminacee spontanee durante i periodi di forte arsura, evidenziando la necessità di un monitoraggio sempre più costante delle condizioni dei pascoli.
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