“Storia di tutti” è una poesia breve, intensa e profondamente introspettiva, nella quale Silvia De Angelis trasforma la solitudine individuale in una condizione universale. L’autrice, che abbiamo il piacere di annoverare anche tra le nostre apprezzate collaboratrici, costruisce un paesaggio interiore sospeso tra tristezza, silenzio e ricerca di una dolcezza capace di attenuare l’amarezza dell’esistenza.
Fin dal titolo, Silvia De Angelis amplia la dimensione personale dei versi. Non racconta soltanto la storia di un individuo, ma una condizione nella quale molti possono riconoscersi. È la storia di chi si ritrova a fare i conti con il proprio io, con l’assenza di risposte e con quel senso di isolamento che può manifestarsi anche quando intorno non manca la presenza degli altri.
L’immagine iniziale del “ciuffo scarmigliato nella sera” introduce una figura indefinita, forse umana e forse simbolica, poggiata sopra una successione di dune. Il paesaggio appare instabile, mosso dal vento e attraversato da uno “sciame di tristezza”. La parola sciame attribuisce al dolore una natura molteplice e inquieta: la tristezza non arriva da sola, ma sembra circondare il soggetto, muovendosi intorno a lui come una presenza difficile da allontanare.
Particolarmente suggestivo è l’accostamento tra il vagito e “un eco silenzioso”. Il vagito rappresenta normalmente l’inizio della vita, il primo suono pronunciato dall’essere umano. In questi versi, tuttavia, incontra un’eco incapace di restituire una voce. È come se il bisogno di esistere, essere ascoltati e ricevere una risposta si disperdesse in uno spazio vuoto.
Il firmamento senza fiato accentua ulteriormente la sensazione di sospensione. Persino il cielo sembra aver smesso di respirare, mentre l’espressione “essere solo soli” concentra in poche parole una solitudine assoluta. Non si tratta semplicemente di trovarsi fisicamente senza compagnia, ma di percepire dentro di sé una distanza profonda dal resto del mondo.
In questa atmosfera compare una “morbidezza zuccherina”, immagine delicata che sembra offrire una possibilità di consolazione. Potrebbe essere un ricordo, un affetto, un desiderio o quella dolcezza che l’ego continua ostinatamente a rincorrere. Tuttavia, la consolazione rimane fragile e provvisoria: viene messa sotto scacco dalla solitudine e rischia continuamente di svanire.
Il passaggio conclusivo contiene probabilmente il nucleo filosofico della poesia. “Siamo il perno di noi stessi” significa che ogni individuo finisce per ruotare intorno alla propria interiorità, alle proprie attese e alle proprie ferite. Essere il proprio perno può rappresentare forza e autonomia, ma anche una prigione: se il movimento non conduce verso gli altri, rischia di diventare una giravolta ripetitiva e colma di amarezza.
I “balocchi” evocati nell’ultimo verso possono simboleggiare le illusioni, le distrazioni e le piccole gratificazioni alle quali ci affidiamo per rendere più sopportabile la vita. Sono però in bilico, sospesi sulla possibilità del dare e del restituire. Il finale aperto, rafforzato dai puntini di sospensione, lascia al lettore il compito di completare il pensiero e di domandarsi che cosa siamo realmente disposti a offrire agli altri.
La scrittura di Silvia De Angelis si conferma riconoscibile per la capacità di associare parole apparentemente lontane, creando immagini dense e insolite. Il suo linguaggio non descrive direttamente uno stato d’animo, ma lo fa emergere attraverso paesaggi, suoni interrotti e contrasti. Ogni immagine richiede al lettore una pausa e invita a guardare oltre il significato immediato delle parole.
“Storia di tutti” è dunque una poesia sulla solitudine, sull’ego e sulla fragilità delle consolazioni, ma contiene anche un invito implicito a uscire dalla rotazione intorno a noi stessi. La storia può diventare davvero “di tutti” quando l’esperienza personale trova uno spazio di condivisione e il silenzio individuale incontra finalmente un ascolto.
Fonte: Silvia De Angelis, “Storia di tutti”, pubblicata il 2 maggio 2026 sul blog Inganni velati – Scorci emotivi dettati dal profondo.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.






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