Dieci donne che la Storia ha cancellato. Un saggio che restituisce voce, nome e carne a figure del Rinascimento condannate all’oblio — con la forza narrativa della letteratura e la precisione dello studio storico.
Giorgio Podestà
Concerto in nero. Dieci voci di donne del Rinascimento
Prefazione Valeria Palumbo
Illustrazioni originali di Roberto Pasqua
Pagine 78 – 15,90 euro
Graphe.it
In libreria, dal 26 settembre 2026
Arabella Stuart, Jane Grey, Isabella di Morra, Maria d’Avalos: nomi che evocano qualcosa, o forse nulla. Eppure dietro ognuno c’è una vicenda di ingiustizia, passione e vitalità che la storiografia ufficiale ha sistematicamente rimosso. Giorgio Podestà usa come chiave metaforica il Canto delle dame, l’ensemble “segreto” di musiciste voluto dal duca di Ferrara nel Rinascimento — qualcosa che non sarebbe dovuto esistere, e invece esistette. Attorno a questa sfida contro il pregiudizio costruisce dieci ritratti che sono al tempo stesso narrazione letteraria e recupero storico. Il risultato è un libro che non si limita a raccontare: restituisce dignità. Per lettori che conoscono già questi nomi e per chi li incontra per la prima volta, leggere queste pagine è insieme un piacere e un debito da saldare.
Con Concerto in nero, Giorgio Podestà fa tre mosse in una sulla scacchiera della lunga marcia per il riconoscimento del ruolo femminile nella storia: dà voce a dieci donne, che, pur di condizione sociale privilegiata, in periodi e luoghi diversi hanno pagato un prezzo salatissimo per il fatto solo di appartenere al loro sesso. Le fa parlare: e quello che alle donne è mancata è stata proprio la voce. Certo, Podestà lo fa da uomo, ma riconosce che, se la presenza femminile nei secoli ha condizionato lo svolgersi della Storia anche nelle circostanze più cruciali e nei luoghi dove si esercitava il potere, è stato il monopolio maschile del racconto ad avere cancellato questa presenza, ad averla umiliata e svilita. Infine, lo fa usando il linguaggio della musica. E questo è notevole perché non solo, a tutt’oggi, quasi nessuno sa nominare una compositrice donna. E ce ne sono state tantissime, nonostante tutti i divieti. Ma attraverso la musica, le donne hanno espresso una parte tutt’altro che secondaria del loro talento, delle loro aspirazioni, delle loro sofferenze. E delle loro gioie. Qui il concerto è “in nero” perché a rileggerle, queste storie, grondano sangue e amarezza. Ma anche consapevolezza e orgoglio (dalla prefazione di Valeria Palumbo)
GIORGIO PODESTÀ è scrittore, poeta e traduttore — tra i suoi lavori, versioni inglesi del Premio Strega Ferdinando Camon. Con Graphe.it ha già pubblicato Breve storia dei capelli rossi (2020) e Come echi sull’acqua (2024), confermando una voce capace di muoversi con rigore e stile tra saggistica e letteratura.