Gaia oggi è guarita da due anni, ma per arrivare a questo risultato lei e la sua famiglia hanno dovuto affrontare non soltanto la malattia, le terapie e la paura. Hanno dovuto anche percorrere ripetutamente gli oltre mille chilometri che separano Palermo da Padova, perché alcune delle cure necessarie non erano disponibili in Sicilia. In quella lunga strada, tuttavia, non sono rimasti soli: i fondi raccolti dalla LILT Palermo hanno contribuito a sostenere le spese degli spostamenti, trasformando la solidarietà di tante persone in un aiuto concreto.
Pier Carlo Lava
La storia di Gaia è stata raccontata in occasione del viaggio di PIGI, la mascotte della Pigiama Run, attraverso le città italiane nelle quali i fondi raccolti dalla manifestazione sostengono i bambini malati di tumore e le loro famiglie. Dietro una corsa colorata e apparentemente leggera si nascondono infatti situazioni nelle quali ogni contributo può diventare un biglietto ferroviario, un viaggio, un alloggio vicino all’ospedale o qualche giorno di serenità in più per genitori già sottoposti a una pressione enorme.
Da Palermo a Padova per ricevere le cure
Gaia era seguita dal reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ARNAS Civico di Palermo, ma per sottoporsi alle sessioni di brachiterapia doveva raggiungere Padova. La sua famiglia si è quindi trovata ad affrontare frequenti trasferimenti fuori regione, con tutte le difficoltà organizzative ed economiche che un simile percorso comporta. Secondo quanto riferito dalla madre, l’aiuto ricevuto attraverso i fondi della Pigiama Run ha permesso loro di sostenere quei viaggi indispensabili. Oggi Gaia viene descritta come una piccola “guerriera” che ha superato la malattia e la sua vicenda mostra quale differenza possa produrre una rete solidale quando interviene nel momento giusto. La sua storia è stata riportata dall’ANSA il 23 luglio 2026.
Quando un bambino si ammala gravemente, infatti, la diagnosi investe l’intera famiglia. Un genitore può essere costretto a sospendere il lavoro, gli altri figli devono essere affidati a parenti, le giornate vengono organizzate attorno agli appuntamenti ospedalieri e ogni spesa aggiuntiva rischia di diventare un altro motivo di angoscia. Se poi la terapia non è disponibile vicino a casa, al dolore si aggiungono la distanza, i viaggi e la permanenza lontano dai propri affetti.
La vicenda di Gaia possiede un lieto fine, ma soprattutto insegna che la solidarietà diventa davvero importante quando riesce a rispondere a necessità precise. Non si tratta soltanto di manifestare vicinanza, ma di permettere concretamente a un bambino di raggiungere il centro nel quale può essere curato senza lasciare la sua famiglia sola davanti ai costi e alle difficoltà del percorso.
Una corsa in pigiama per chi lo indossa in ospedale
La Pigiama Run è nata a Milano nel 2019 e venerdì 18 settembre 2026 arriverà alla settima edizione, coinvolgendo più di 35 città italiane. I partecipanti correranno o cammineranno indossando il pigiama, scelto come simbolo di vicinanza ai bambini costretti a portarlo ogni giorno durante i ricoveri. Fra le città aderenti figura anche Alessandria, insieme a Torino, Palermo, Milano, Genova, Cuneo, Aosta, Pescara, Terni e numerose altre località. È prevista anche la modalità “Anywhere”, che consente di partecipare autonomamente da qualsiasi luogo.
Le donazioni finanziano servizi differenti a seconda delle esigenze dei territori: trasporti solidali verso gli ospedali, sostegno psicologico, accoglienza abitativa, assistenza economica e attività dedicate ai bambini durante e dopo le terapie. A Terni, per esempio, vengono sostenute le famiglie e resi meno spaventosi alcuni ambienti ospedalieri; a Pescara è stato organizzato un campus per aiutare gli adolescenti in remissione a recuperare la socialità interrotta dalla malattia; in Valle d’Aosta un progetto nato in memoria della piccola Giulia accompagna altre famiglie costrette a raggiungere gli ospedali di Torino e Genova.
Il significato dell’iniziativa è spiegato con chiarezza anche nel sito ufficiale della Pigiama Run: il denaro raccolto non si esaurisce nella serata della manifestazione, ma continua a sostenere servizi destinati ai piccoli pazienti e ai loro familiari. È questo il passaggio che trasforma un evento pubblico in qualcosa di molto più profondo.
Gaia oggi è guarita, e questa rimane la notizia più bella. Ma nel suo percorso esiste anche un’altra storia: quella delle persone che, pur senza conoscerla, hanno corso, camminato o donato affinché lei potesse raggiungere le cure necessarie. Dietro ogni contributo può esserci un viaggio come quello da Palermo a Padova. Dietro ogni viaggio può esserci un bambino che non deve essere lasciato solo.
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GEO
La storia di Gaia, bambina guarita da un tumore dopo un difficile percorso di cure tra Palermo e Padova, racconta il valore della solidarietà e del sostegno offerto dalla LILT alle famiglie dei piccoli pazienti oncologici.
Estratto
Gaia è guarita da due anni, ma per ricevere alcune cure ha dovuto viaggiare frequentemente da Palermo a Padova. La solidarietà della Pigiama Run e della LILT ha sostenuto la sua famiglia durante il difficile percorso.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.





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