Alle sei Slavik è tornato a salutarmi

Questa mattina ho sentito suonare il campanello di casa e, subito dopo, l’abbaiare potente di Slavik. Mi sono svegliato. Erano le sei, l’ora in cui ero solito alzarmi per portarlo fuori. Ma lui non c’era più. Forse era passato soltanto un istante, per salutarmi ancora una volta.

Ciao, Slavik.

Mi manchi.

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