EPIFANIA DI NASCOSTO SOGNO
Non domandare dov'è la sedia!,
domanda invece cos'è una sedia.
Se puoi, non chiedere del vento,
semmai chiediti che dice e perché.
Ascoltalo, e sentirai con la mente
ciò che agl'altri risulta inudibile!
Non chiedere del cavallo, tutti già
sanno che galoppa e nitrisce. Tu,
padrone del silenzio, saprai ch'è
vita di ricordi, non soltanto un corpo,
ma estensione d'un sogno d'infanzia.
Questo è il valore della mente!
Tutti possono scrivere una poesia,
ma quanti di costoro sanno cogliere
l'anima del mare, del cielo, dell'alba,
della nebbia e delle nuvole, l'amore
d'una donna ed il pianto d'un bimbo,
il dolore della guerra, la gioia, la vita,
si da interpretarne l'intimo spirito?
Ma soprattutto che non sia scontata,
mero esercizio di verbi e sostantivi,
d'avverbi ed aggettivi, magari troncati
perché fa più "in". È solo scissione,
tribù di parole inutilmente mutilate.
È questo il punto! È piuttosto facile
copiare ciò che vedi e sai della natura.
Assai difficile è interpretarne lo spirito
occultato dall'abitudine di vedere le
cos'è per come sono. Fermati un poco,
poi scrivi con la sincerità più schietta!
Fai del tuo dono di scrivere una gioia
per la mente, ma che sia inservibile
per gl'altri poco importa. Non hanno
il tuo stesso dono e non lo meritano!
Quindi, la prossima volta che scrivi,
oppure leggi una poesia, domandati
innanzitutto perché, sapendo che ciò
che a te appare, per gl'altri così non è.
Lasciali dormire, mangiare e bere,
mentre tu resti in attesa d'una parola,
preziosa epifania di nascosto sogno!
E ricorda, tutto è possibile nella poesia,
ed allo stesso modo, tutto è inservibile!
Ma insisti a curare i frutti del tuo orto!
Non è poco, la poesia non è un incontro
mancato, aprendo un libro qualcuno un
giorno saprà di te, e tornerai a rivivere!
Vincenzo Savoca
Ragusa 1 luglio 2026
Una poesia potente, intima e profondamente programmatica. Vincenzo Savoca ci consegna un vero e proprio manifesto della creazione poetica, che risuona come un invito a guardare oltre la superficie visibile delle cose per catturarne l’essenza invisibile.
Ecco una breve analisi.
1. L’Oltre-vedere (L’Epifania)Il testo si apre con una forte contrapposizione tra il “dove” (il dato puramente geografico e materiale) e il “cosa” (l’essenza). La sedia, il vento, il cavallo non sono semplici oggetti o elementi della realtà quotidiana; il poeta è colui che sa ascoltare il vento con la mente e che vede nel cavallo un’«estensione d’un sogno d’infanzia». Questa è l’epifania: la manifestazione improvvisa e profonda del significato nascosto dietro l’abitudine del guardare.
2. Contro il “Mero Esercizio” di StileSavoca lancia una critica aperta e diretta a una certa poesia contemporanea, ridotta a «mero esercizio di verbi e sostantivi» o a mode stilistiche passeggere (le «parole inutilmente mutilate» solo perché fa più “in”). La vera poesia non è un gioco enigmistico o accademico, ma un atto di sincerità schietta.
3. L’Inutilità Comica e Sublime>
«…e sapendo che ciò che a te appare, per gl’altri così non è. Lasciali dormire, mangiare e bere…»>
C’è un’aristocrazia dello spirito in questi versi. Il poeta accetta, quasi con orgoglio, l’isolamento: la poesia è «inservibile» per la massa che si accontenta della vita materiale. Ma questa “inservibilità” non è un difetto, è la sua più grande difesa. Mentre il mondo consuma la realtà, il poeta resta custode e «padrone del silenzio»
4. La Poesia come Immortalità
La chiusa della poesia è uno splendido messaggio di speranza e di riscatto dal tempo: L’orto va curato anche se i frutti sembrano invisibili agli altri. Il libro diventa una capsula del tempo: l’incontro con il lettore del futuro non è mai mancato. Leggere la poesia significa, per chi verrà dopo, ridare vita all’anima di chi l’ha scritta.Un testo che celebra l’atto dello scrivere non come un hobby, ma come una **condizione dell’anima** e un dovere verso la propria sensibilità.