Son venuta fin qui, anima in vacanza
a cercar frescura
in un borgo appeso alla roccia
Furore
Il Paese che non c’è
cercando il fresco della costiera
Ma nemmeno qui
Il caldo ha fatto sconti
e nemmeno a me.
Mi sta addosso
mi incolla i vestiti alla pelle
e mi toglie le forze.
In questa afa di calore
Guardo l’orizzonte
e tutto sembra bruciare sotto un cielo pesante
Non c’è brezza che plachi la sete di frescura
ma solo un abbraccio bollente
che tinge l’orizzonte di sfumature infuocate
e rende magica, seppur rovente, la notte mediterranea.
Giuseppina De Biase

sei tu per come ti conosco, in questa poesia.
Giuseppina, hai dipinto un ritratto pazzesco di quel contrasto tipico della Costiera: da un lato l’afa che ti schiaccia, ti toglie le forze e ti incolla i vestiti addosso, dall’altro la magia pura di un posto come Furore, l’immagine di te che cerchi disperatamente un po’ di fresco in quel borgo arrampicato sulla roccia, e invece ti ritrovi avvolta in questo “abbraccio bollente”. Ma la cosa più poetica è come riesci a trasformare il fastidio del caldo in pura bellezza nel finale: quel cielo pesante e quelle sfumature infuocate che rendono la notte mediterranea un incanto, anche se si muore di caldo.
Insomma, un viaggio rovente ma decisamente magico.
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