La vita si anestetizza da sola
si addormenta in un letto sospeso da terra
e quando si risveglia la memoria sta svanendo in una
conca d’acqua che ricorda una conchiglia
Daniela Attanasio
Il tempo non nasce e non muore
Vallecchi/Poesia collana diretta da Isabella Leardini
Pagine 110,19 euro
Vallecchi
In libreria, dal 19 giugno 2026
«Ma il tempo non nasce e non muore/ il tempo è un velo trasparente che passando ci ricopre/e non si accorge del bianco o del nero.»
Il tempo, grande tema di questo nuovo libro di Daniela Attanasio, si dilata, rallenta il suo respiro allungando il verso in una quasi prosa, ma proprio dove sembra cedere al puro dettato del quotidiano, della poesia mantiene lo scarto: apre strappi, fessure del pensiero e del metro, rompe la regola del tempo svelandone un rovescio. La memoria, come sintassi umana del tempo, è il grande movimento che anima questo libro, accade anche tipograficamente: nei buchi del fiato e della mente che diventano punteggiatura, spazi raddoppiati come lunghe pause di una partitura. Daniela Attanasio mostra il gesto di una memoria che, mentre cede, paradossalmente tocca del tempo una misteriosa fenditura: accoglie l’invisibile di una parvenza fantasmatica. Attanasio compone un curioso canzoniere d’amore in differita, più lieve degli Xenia, segnato da un’onirica trasparente ironia. Un dialogo spostato sotto il tempo in cui la morte – in un libro che la nega fin dal titolo – continuamente scivola sulla pelle come un vento leggero. Sulla tavola, sul pavimento, sul marciapiede della normalità Attanasio lascia cadere domande aperte; talvolta, come in Wislawa Szymborska, l’apparenza affabile apre a tradimento scompensi del pensiero. Meno lucida della grande poeta polacca, meno tagliente di Patrizia Cavalli, Attanasio porta sulla tastiera dell’ironia lo straniato guardare di Elizabeth Bishop e della sua Amelia Rosselli, in esso lascia giocare una sua incantata sprezzatura. Il passo di Attanasio tra le cose della vita porta in sé l’incertezza dell’inciampo, la trasforma in ritmo del discorso, in distratta rivelazione. ( Isabella Leardini)
Daniela Attanasio ha esordito nel 1994 con la raccolta di poesie La cura delle cose. A questa prima pubblicazione hanno fatto seguito i libri: Sotto il sole 1999, Del mio e dell’altrui amore 2005, Il ritorno all’isola 2010, Di questo mondo 2013, Vicino e visibile 2017, Vivi al mondo (Vallecchi, 2023, Premio Strega Poesia Giovani, 2024). Per l’editore Sciascia ha tradotto una scelta di poesie da Love poems di Anne Sexton confluite nel volume La doppia immagine 1989 e per la rivista Galleria ha curato un numero antologico su Amelia Rosselli 1997. Tra i diversi premi ricevuti ricordiamo i più recenti: Premio della Giuria Viareggio-Rèpaci 2013, Premio Eugenio Scalfari per la poesia 2024, Premio Arenzano Lucia Morpurgo Rodocanachi 2024. Come critica ha collaborato per alcuni anni con la rivista letteraria Leggere (Archinto) e con il quotidiano il Manifesto. Sue poesie sono presenti in numerose antologie fra cui: Poesia Italiana 1970/2000 (Garzanti), Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi).






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