DA ROMA A VENEZIA: QUANDO LA POESIA DECIDE DI CAMMINARE INSIEME. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

In piedi, Luis Arias Manzo, alla sua sinistra il poeta italiano Stefano Caranti, Segretario Nazionale di Poeti del Mondo per l’Italia. Caranti, è stato l’organizzatore di questo incontro poetico che si è svolto dal 12 al 20 giugno 2026 in diverse città d’Italia: Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Rovigo, Mestre e Venezia. Foto: Cortesia.

DA ROMA A VENEZIA: QUANDO LA POESIA DECIDE DI CAMMINARE INSIEME

Di Carlos Javier Jarquín


L’Italia è stata teatro del II Incontro Internazionale dei Poeti del Mondo, un viaggio culturale che ha riunito voci da quattro Continenti per difendere la vita, la pace e la fraternità tra i popoli.
Mentre il mondo continua a essere segnato da guerre, crisi climatiche, spostamenti umani, polarizzazione politica e un crescente senso di incertezza, un gruppo di poeti, artisti e promotori culturali provenienti dall’America, Europa e Africa ha deciso di percorrere l’Italia portando con sé una proposta apparentemente semplice, ma profondamente rivoluzionaria: incontrarsi per dialogare, ascoltare e costruire ponti attraverso la poesia.

Dal 12 al 20 giugno 2026 si è svolto in Italia il II Incontro Internazionale dei Poeti del Mondo, un’esperienza umana e culturale che ha portato una delegazione internazionale per le città di Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Rovigo, Mestre e Venezia.
Più che un susseguirsi di recital o atti letterari, l’incontro è stato una dimostrazione concreta del fatto che la poesia continua a riunire persone di lingue, religioni, culture e storie diverse attorno a valori universali come la pace, giustizia, solidarietà e difesa della vita.

Un Movimento nato per servire l’umanità
Per comprendere il significato di questo incontro è necessario risalire al 2005, quando il poeta cileno Luis Arias Manzo fondò Poetas del Mundo.
Esiliato politico durante la dittatura cilena e residente per anni in Francia, Arias Manzo ha capito che la poesia non poteva limitarsi solo all’ambito estetico o letterario. In un mondo sempre più frammentato, pensava che i poeti dovessero assumersi una responsabilità etica di fronte alle grandi sfide dell’umanità.
Da questa riflessione è nato un Movimento internazionale che oggi riunisce più di 9.000 membri in oltre 140 Paesi ed è diventato una delle reti poetiche più estese del Pianeta.
La sua proposta è chiara: mettere l’arte e la sensibilità al servizio dell’umanità. Arias Manzo stesso sintetizzò questa visione nel Manifesto Universale dei poeti del mondo, tradotto in numerose lingue e diffuso in tutti i Continenti.

Da allora, Poetas del Mundo ha promosso incontri internazionali, azioni culturali, campagne di sensibilizzazione e progetti volti a rafforzare il dialogo tra i popoli e la coscienza planetaria.

Una carovana della diversità umana
La Delegazione riunita in Italia ha rispecchiato il carattere universale del Movimento.
Insieme a Luis Arias Manzo ha partecipato la poetessa e psicologa Maggy Gómez Sepúlveda, nata in Colombia e residente in Cile, attuale sottosegretario generale di Poetas del Mundo e promotrice di processi di trasformazione umana attraverso la poesia, la biodanza e la danzaterapia.
Dalla Colombia arrivarono anche Julio César Medina Hernández ed Édgar Enrique Páramo Blanquicett, due voci rappresentative della creazione letteraria e della promozione culturale del loro Paese.

Il Brasile è stato rappresentato dai noti pentiristi Chico de Assis e João Santana, eredi di una tradizione popolare dove la poesia improvvisata diventa espressione viva dell’identità collettiva.

La Spagna ha contribuito con l’esperienza letteraria di Cristina Galán Rubio e Teresa Sánchez Laguna, mentre El Salvador è stato rappresentato da Óscar René Benítez, vicepresidente continentale di Poetas del Mundo per l’America.
La presenza africana è stata incarnata da Raïs Neza Boneza, nato nella Repubblica democratica del Congo e residente in Norvegia, la cui opera affronta la memoria, l’esilio e la dignità umana.
Dalla Tunisia ha partecipato la poetessa, pittrice e sociolinguistica Rajaa Gharbi, riconosciuta a livello internazionale per aver costruito ponti tra Oriente e Occidente attraverso l’arte.
A loro si sono aggiunti accompagnatori provenienti dalla Colombia e dal Cile, rafforzando il carattere umano e comunitario dell’esperienza.

L’Italia apre le porte
Il viaggio è iniziato a Roma, nello spazio culturale La Casa del Municipio, sotto la coordinazione della poetessa Elisabetta Biondi Della Sdriscia.

Successivamente, la delegazione si è trasferita a Firenze, dove è stata ricevuta dal poeta Carmelo Consoli nella storica Biblioteca Mario Luzi.

La terza tappa si è svolta a Trebbo di Reno, Bologna, grazie al lavoro delle poeti Claudia Piccinno e Raffaella Tamba.

A Ferrara, i partecipanti sono stati accolti dal noto poeta, giornalista e drammaturgo Athos Tromboni, che ha aperto le porte di uno degli scenari culturali più emblematici della città: la Palazzina Marfisa d’Este.
La carovana proseguì verso Rovigo, dove il poeta Stefano Siviero coordinò una nuova giornata di incontro e dialogo interculturale.
Infine, la fase di chiusura si è svolta a Mestre e Venezia sotto la collaborazione della celebre poetessa italiana Isabella Sordi, figura ampiamente riconosciuta per il suo percorso letterario internazionale.

Stefano Caranti: l’architetto silenzioso dell’incontro
Dietro ogni attività, ogni spostamento e ogni scenario c’erano mesi di lavoro invisibile.
Il principale responsabile della realizzazione di questa idea è stato Stefano Caranti, Segretario Nazionale dei Poeti del Mondo per l’Italia.
Dall’ottobre 2025 ha iniziato a contattare associazioni culturali, biblioteche, centri di lettura, poeti e gestori culturali di diverse regioni italiane per costruire un percorso che permettesse di portare la poesia in varie città del Paese.
Il suo lavoro non solo ha reso possibile la realizzazione dell’incontro, ma ha consolidato la presenza di Poeti del Mondo in Italia, continuando un lavoro iniziato nel 2019 quando ha promosso la creazione del portale italiano del movimento.
Durante tutto il percorso, Caranti ha accompagnato personalmente la Delegazione, coordinato le attività, registrato materiale audiovisivo e rafforzato i legami con le organizzazioni culturali italiane che oggi fanno parte attiva di questa rete internazionale.

Anche la poesia si ascolta
Uno dei momenti più simbolici dell’incontro è stata l’interpretazione dell’Inno Nazionale Italiano di Poeti del Mondo.
L’iniziativa è nata proprio da Stefano Caranti e ha visto gli arrangiamenti musicali del maestro, organista e compositore Alberto Guerzoni, mentre l’interpretazione è stata affidata al soprano Rossana Antonioli.
L’inno è diventato un’espressione artistica che sintetizza lo spirito del movimento: l’unione delle differenze sotto un ideale comune di fraternità universale.

La memoria degli istanti
Ogni esperienza ha bisogno di qualcuno che la custodisca. Per questo, l’artista italiano Lucio Russo, fotografo, attore e uomo di teatro, si è assunto il compito di documentare visivamente l’incontro.
La sua camera ha registrato abbracci, letture, conversazioni, paesaggi ed emozioni che ora faranno parte della memoria storica di Poeti del Mondo.
Nelle prossime settimane, il materiale fotografico e audiovisivo sarà raccolto ed editato per essere integrato nell’archivio documentario del movimento e nel portale italiano di Poeti del Mondo.

Molto più della poesia
Chi osserva dall’esterno potrebbe pensare che si è trattato semplicemente di una serie di recital letterari.
Tuttavia, coloro che hanno partecipato sanno che è stato molto di più.
È stata una convivenza tra persone provenienti da culture diverse.
Era condividere treni, pasti, hotel, città e conversazioni.
È stato ascoltare la storia di un poeta africano insieme all’esperienza di un pensatore brasiliano, una poetessa spagnola, uno scrittore colombiano o un’artista tunisina.
È stato verificare che, al di là delle differenze, ci sono preoccupazioni comuni: la pace, la dignità umana, la giustizia sociale, la preservazione del pianeta e la necessità di costruire una cultura dell’incontro.

Il futuro è già iniziato
Quando l’incontro si concluse a Mestre e Venezia, non terminò un’attività.
Ha inizio una nuova fase.
I partecipanti sono tornati nei loro Paesi portando con sé nuove amicizie, nuovi progetti e la certezza che la poesia ha ancora un ruolo da svolgere nel ventunesimo secolo.
In un tempo in cui i discorsi che dividono abbondano, Poeti del Mondo continua a scommettere sulla parola che unisce.
Una parola che non vuole imporsi, ma dialogare.

Una parola che non fa frontiere, ma ponti.
Perché, come hanno ripetuto i partecipanti a questo viaggio italiano, la poesia resta una delle forme più profonde di umanità.
E perché, dopo aver percorso insieme sette città italiane, si è dimostrato ancora una volta che la poesia non conosce confini.
Vorrei congratularmi con tutti gli organizzatori di questo evento, in particolare con il poeta italiano Stefano Caranti, per la visione e il duro lavoro svolto nel corso di tanti mesi per rendere possibile questa attività. Invio anche il mio riconoscimento al caro poeta Luis Arias Manzo, che dal 2005 ha promosso l’iniziativa del Movimento Poeti del Mondo per promuovere la pace globale; colgo l’occasione per congratularmi in anticipo perché questo 30 giugno compirà 70 anni. Tanti auguri, Luis, per tutto quello che promuovi da questo Movimento planetario!
Estendo inoltre il mio ringraziamento e le mie congratulazioni a tutti i poeti che hanno partecipato a questi incontri e alle varie città e spazi d’Italia che hanno accolto gli artisti con apprezzamento e ammirazione














DE ROMA A VENECIA: CUANDO LA POESÍA DECIDE CAMINAR JUNTA

Por Carlos Javier Jarquín

Italia fue escenario del II Encuentro Internacional de Poetas del Mundo, una travesía cultural que reunió voces de cuatro continentes para defender la vida, la paz y la fraternidad entre los pueblos.
Mientras el mundo continúa marcado por guerras, crisis climáticas, desplazamientos humanos, polarización política y una creciente sensación de incertidumbre, un grupo de poetas, artistas y promotores culturales provenientes de América, Europa y África decidió recorrer Italia llevando consigo una propuesta aparentemente simple, pero profundamente revolucionaria: reunirse para dialogar, escuchar y construir puentes a través de la poesía.
Entre el 12 y el 20 de junio de 2026, se desarrolló en Italia el II Encuentro Internacional de Poetas del Mundo, una experiencia humana y cultural que condujo a una delegación internacional por las ciudades de Roma, Florencia, Bolonia, Ferrara, Rovigo, Mestre y Venecia.
Más que una sucesión de recitales o actos literarios, el encuentro fue una demostración concreta de que la poesía sigue siendo capaz de reunir personas de distintas lenguas, religiones, culturas e historias alrededor de valores universales como la paz, la justicia, la solidaridad y la defensa de la vida.
Un movimiento nacido para servir a la humanidad
Para comprender el significado de este encuentro es necesario remontarse al año 2005, cuando el poeta chileno Luis Arias Manzo fundó Poetas del Mundo.
Exiliado político durante la dictadura chilena y residente durante años en Francia, Arias Manzo comprendió que la poesía no podía limitarse únicamente al ámbito estético o literario. En un mundo cada vez más fragmentado, pensó que los poetas debían asumir una responsabilidad ética frente a los grandes desafíos de la humanidad.
De esa reflexión nació un movimiento internacional que hoy reúne a más de 9.000 miembros en más de 140 países y que se ha convertido en una de las redes poéticas más extensas del planeta.
Su propuesta es clara: poner el arte y la sensibilidad al servicio de la humanidad. El propio Arias Manzo sintetizó esta visión en el Manifiesto Universal de Poetas del Mundo, traducido a numerosos idiomas y difundido en todos los continentes.
Desde entonces, Poetas del Mundo ha impulsado encuentros internacionales, acciones culturales, campañas de sensibilización y proyectos destinados a fortalecer el diálogo entre los pueblos y la conciencia planetaria.
Una caravana de la diversidad humana
La delegación reunida en Italia reflejó el carácter universal del movimiento.
Junto a Luis Arias Manzo participó la poeta y psicóloga Maggy Gómez Sepúlveda, nacida en Colombia y residente en Chile, actual Subsecretaria General de Poetas del Mundo y promotora de procesos de transformación humana a través de la poesía, la biodanza y la danzaterapia.
Desde Colombia llegaron también Julio César Medina Hernández y Édgar Enrique Páramo Blanquicett, dos voces representativas de la creación literaria y la promoción cultural de su país.
Brasil estuvo representado por los reconocidos repentistas Chico de Assis y João Santana, herederos de una tradición popular donde la poesía improvisada se convierte en expresión viva de la identidad colectiva.
España aportó la experiencia literaria de Cristina Galán Rubio y Teresa Sánchez Laguna, mientras que El Salvador estuvo representado por Óscar René Benítez, vicepresidente continental de Poetas del Mundo para América.
La presencia africana estuvo encarnada por Raïs Neza Boneza, nacido en la República Democrática del Congo y residente en Noruega, cuya obra aborda la memoria, el exilio y la dignidad humana.
Desde Túnez participó la poeta, pintora y sociólingüista Rajaa Gharbi, reconocida internacionalmente por tender puentes entre Oriente y Occidente a través del arte.
A ellos se sumaron acompañantes provenientes de Colombia y Chile, fortaleciendo el carácter humano y comunitario de la experiencia.
Italia abre sus puertas
La travesía comenzó en Roma, en el espacio cultural La Casa del Municipio, bajo la coordinación de la poeta Elisabetta Biondi Della Sdriscia.
Posteriormente, la delegación se trasladó a Florencia, donde fue recibida por el poeta Carmelo Consoli en la histórica Biblioteca Mario Luzi.
La tercera etapa tuvo lugar en Trebbo di Reno, Bolonia, gracias al trabajo de las poetas Claudia Piccinno y Raffaella Tamba.
En Ferrara, los participantes fueron acogidos por el reconocido poeta, periodista y dramaturgo Athos Tromboni, quien abrió las puertas de uno de los escenarios culturales más emblemáticos de la ciudad: la Palazzina Marfisa d’Este.
La caravana continuó hacia Rovigo, donde el poeta Stefano Siviero coordinó una nueva jornada de encuentro y diálogo intercultural.
Finalmente, la etapa de clausura se desarrolló en Mestre y Venecia bajo la colaboración de la destacada poeta italiana Isabella Sordi, figura ampliamente reconocida por su trayectoria literaria internacional.
Stefano Caranti: el arquitecto silencioso del encuentro
Detrás de cada actividad, cada desplazamiento y cada escenario hubo meses de trabajo invisible.
El principal responsable de convertir esta idea en realidad fue Stefano Caranti, Secretario Nacional de Poetas del Mundo para Italia.
Desde octubre de 2025 comenzó a contactar asociaciones culturales, bibliotecas, centros de lectura, poetas y gestores culturales de distintas regiones italianas para construir una ruta que permitiera llevar la poesía a diversas ciudades del país.
Su trabajo no solo hizo posible la realización del encuentro, sino que consolidó la presencia de Poetas del Mundo en Italia, continuando una labor iniciada en 2019 cuando impulsó la creación del portal italiano del movimiento.
A lo largo de todo el recorrido, Caranti acompañó personalmente a la delegación, coordinó actividades, registró material audiovisual y fortaleció vínculos con organizaciones culturales italianas que hoy forman parte activa de esta red internacional.
La poesía también se escucha
Uno de los momentos más simbólicos del encuentro fue la interpretación del Himno Nacional Italiano de Poetas del Mundo.
La iniciativa nació precisamente de Stefano Caranti y contó con los arreglos musicales del maestro, organista y compositor Alberto Guerzoni, mientras que la interpretación estuvo a cargo de la soprano Rossana Antonioli.
El himno se convirtió en una expresión artística que sintetiza el espíritu del movimiento: la unión de las diferencias bajo un ideal común de fraternidad universal.
La memoria de los instantes
Toda experiencia necesita quien la preserve. Por ello, el artista italiano Lucio Russo, fotógrafo, actor y hombre de teatro, asumió la tarea de documentar visualmente el encuentro.
Su cámara registró abrazos, lecturas, conversaciones, paisajes y emociones que ahora pasarán a formar parte de la memoria histórica de Poetas del Mundo.
Durante las próximas semanas, el material fotográfico y audiovisual será recopilado y editado para integrarse al archivo documental del movimiento y al portal italiano de Poetas del Mundo.
Mucho más que poesía
Quienes observan desde fuera podrían pensar que se trató simplemente de una serie de recitales literarios.
Sin embargo, quienes participaron saben que fue mucho más.
Fue una convivencia entre personas provenientes de culturas diferentes.
Fue compartir trenes, comidas, hoteles, ciudades y conversaciones.
Fue escuchar la historia de un poeta africano junto a la experiencia de un repentista brasileño, una poeta española, un escritor colombiano o una artista tunecina.
Fue comprobar que, más allá de las diferencias, existen preocupaciones comunes: la paz, la dignidad humana, la justicia social, la preservación del planeta y la necesidad de construir una cultura del encuentro.
El futuro ya comenzó
Cuando el encuentro concluyó en Mestre y Venecia, no terminó una actividad.
Comenzó una nueva etapa.
Los participantes regresaron a sus países llevando consigo nuevas amistades, nuevos proyectos y la certeza de que la poesía sigue teniendo un papel que desempeñar en el siglo XXI.
En tiempos donde abundan los discursos que dividen, Poetas del Mundo continúa apostando por la palabra que une.
Una palabra que no busca imponerse, sino dialogar.
Una palabra que no levanta fronteras, sino puentes.
Porque, como han repetido los participantes de esta travesía italiana, la poesía sigue siendo una de las formas más profundas de humanidad.
Y porque, después de recorrer juntos siete ciudades italianas, una vez más quedó demostrado que la poesía no conoce fronteras.
Quiero felicitar a todos los organizadores de este evento, en especial al poeta italiano Stefano Caranti, por la visión y el trabajo arduo durante tantos meses para hacer posible esta actividad. También envío mi reconocimiento al querido poeta Luis Arias Manzo, quien desde 2005 ha impulsado la iniciativa del Movimiento Poetas del Mundo para promover la paz global; aprovecho para felicitarlo por adelantado porque este 30 de junio cumplirá 70 años. ¡Muchas felicidades, Luis, por todo lo que promueves desde este Movimiento planetario!
Extiendo además mi agradecimiento y felicitaciones a todos los poetas que participaron en estos encuentros y a las distintas ciudades y espacios de Italia que recibieron a los artistas con aprecio y admiración

Poeti che hanno partecipato al II Incontro Internazionale dei Poeti del Mondo, svoltosi dal 12 al 20 giugno 2026 in diverse città italiane: Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Rovigo, Mestre e Venezia. Foto: Cortesia.

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