Pensavo di avere due gatti. In realtà avevo una famiglia

Ci sono momenti in cui guardi i tuoi animali e ti rendi conto che non stanno semplicemente vivendo nella tua casa. Sono diventati una parte della tua storia. E forse, senza che tu te ne accorga, sono diventati una famiglia.

Commento di Pier Carlo Lava

Quando arrivarono a casa erano due cuccioli di Ragdoll. Oggi Wollie e Margot hanno undici anni e, come accade spesso a chi vive con un animale, mi domando dove sia finito tutto questo tempo. Sembra ieri che correvano per casa come due piccole palle di pelo curiose e instancabili. Oggi sono due splendidi gatti adulti che conservano ancora l’eleganza, la dolcezza e il carattere tipici della loro razza, ma che nel frattempo sono diventati molto di più di due semplici animali domestici.

Margot la mia principessa… dorme in bagno ovviamente su un morbido cuscino

In passato avevo già avuto un altro Ragdoll e conoscevo bene le qualità di questa razza. Sapevo che si tratta di gatti particolarmente affettuosi, equilibrati e predisposti al contatto con le persone. Tuttavia devo ammettere che Wollie e Margot sono riusciti a sorprendermi. Soprattutto Wollie. Ho sempre pensato che i Ragdoll fossero gatti straordinari, ma non immaginavo di trovare due compagni di vita così presenti e coinvolti nella quotidianità della famiglia.

Margot sul tiragatti

Pur essendo fratello e sorella, sono molto diversi tra loro. Margot conserva una parte di quella indipendenza che associamo normalmente ai gatti. È affettuosa, dolce e ama la compagnia, ma mantiene una sua autonomia. Ogni mattina mi viene a cercare quando è il momento della colazione e non manca mai di ricordarmi che la sua ciotola merita la dovuta attenzione. La sera, invece, ha un’abitudine che si ripete da anni. Quando ci sediamo sul divano per guardare la televisione, salta accanto a noi e cerca il suo posto preferito. Un piccolo rituale quotidiano che ormai fa parte della normalità della nostra casa.

Wollie in attesa dei croccantini

Wollie è diverso. Se Margot ha conservato qualcosa del carattere tipico del gatto, lui sembra aver preso in prestito molte caratteristiche da un cane. Quando torno a casa spesso è dietro la porta ad aspettarmi. Quando mi sposto da una stanza all’altra mi segue. Quando entro in camera arriva poco dopo. Quando mi fermo sul letto o sulla poltrona pretende i suoi immancabili grattini sotto il collo. Persino quando accompagno Slavik fuori per una passeggiata sembra chiedersi perché lui debba restare a casa.

Wollie in attesa di bere dal rubinetto

C’è poi una scena che da mesi si ripete quasi ogni giorno e che racconta meglio di qualsiasi descrizione il carattere di Wollie. Da tempo ho preso l’abitudine di far bere Slavik nel bidet del bagno di servizio. Apro il rubinetto e lui beve direttamente dall’acqua corrente, come ha sempre preferito fare. A forza di osservare questa scena, Wollie ha deciso che bere dal rubinetto è molto più interessante che utilizzare una normale ciotola. Così, appena capisce che sto accompagnando Slavik in bagno, cerca spesso di anticiparlo e salta direttamente nel bidet. Naturalmente la precedenza spetta sempre al vecchio gigante nero, ma appena Slavik si allontana, Wollie torna immediatamente al suo posto pronto a reclamare la sua parte di acqua corrente. Ormai è diventata un’abitudine così consolidata che a volte basta entrare in bagno perché lui mi segua e salti nel bidet guardandomi come per dire: “Apri il rubinetto, sai benissimo perché sono qui.”

Wollie con me in redazione
Slavik (giovane) si fa bello

E poi c’è Slavik. Per anni è stato il vero capobranco della casa. Con la sua mole imponente e la sua autorevolezza naturale non aveva bisogno di fare molto. Quando le corse dei gatti diventavano troppo movimentate bastava un suo abbaio profondo per ristabilire immediatamente l’ordine. Oggi l’età e i problemi fisici hanno rallentato i suoi movimenti. Non può più intervenire come un tempo. Ma ogni tanto, quando Wollie e Margot si lasciano prendere dall’entusiasmo e iniziano a rincorrersi per casa, dal corridoio arriva ancora quel vocione inconfondibile. Un solo abbaio. Come per ricordare a tutti che lui è ancora lì e che il vecchio capobranco continua a vigilare sulla sua famiglia.

Margot sul balcone

Forse è proprio questo il motivo per cui oggi mi sento particolarmente fortunato. Non soltanto perché ho avuto la possibilità di condividere undici anni con due magnifici Ragdoll e cinque anni con uno straordinario Terrier Russo Nero. Mi sento fortunato perché ognuno di loro ha portato qualcosa di unico nella nostra vita. Margot con la sua eleganza e la sua dolce indipendenza. Wollie con il suo sorprendente carattere da “gatto-cane”. Slavik con la sua fedeltà assoluta e la sua presenza costante.

Molte persone considerano cani e gatti semplicemente animali da compagnia. Io non ci sono mai riuscito. Quando condividi la vita con loro per tanti anni, quando li vedi crescere, invecchiare, gioire, aspettarti dietro una porta o cercare il loro posto sul divano accanto a te, capisci che il rapporto diventa qualcosa di diverso.

Per questo oggi, guardando Wollie, Margot e Slavik, penso che il titolo di questo articolo racconti perfettamente ciò che provo.

Pensavo di avere due gatti.

In realtà avevo una famiglia.

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Geo: Wollie e Margot sono due Ragdoll di undici anni che vivono ad Alessandria insieme a Pier Carlo Lava e alla sua famiglia. Insieme a Slavik, Terrier Russo Nero adottato cinque anni fa, rappresentano una parte importante della vita quotidiana della famiglia e testimoniano il profondo legame che può nascere tra esseri umani e animali.

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Una risposta a “Pensavo di avere due gatti. In realtà avevo una famiglia”

  1. Avatar Dorotj Biancanelli
    Dorotj Biancanelli

    Bellissimo articolo, esempio dell’amore quotidiano che questi dolcissimi animali ci donano con le loro unicità. Anche io ho avuto un cane: un labrador amorevole che è stato 11 anni con me. Oggi a farmi compagnia c’è un gattone bellissimo: un ragdoll coccolone che pretende carezze in continuazione. Come non si può non amare queste creature straordinarie? L’articolo spiega benissimo il perchè diventino famiglia.

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