Foto profilo di Adel Qassem- Irak
Il volto di una zucca marcia.
Adel Qassem
O Vita,
Siamo onesti l’uno con l’altro: cosa ti abbiamo tolto e cosa ci hai tolto tu?
Non mi interessa metterti alla prova, con tutte queste numerose tragedie e gioie agrodolci, che ancora pesano come un incubo sul mio petto.
Perché, in fondo, ero felice nel nulla e non conoscevo il dolore, quello che è nato dal tuo grembo, nell’ora del parto, per gettarmi nelle tue profondità e davanti al tuo volto accigliato, come il volto di una zucca marcia.
Da allora, brancolo nel buio in questo mare di delusioni, raccogliendo i frammenti di me stesso e ricucendo pazientemente le ferite della mia anima, oppressa dai ricordi.
Quante volte ho pensato di aver raggiunto la fine del mio dolore,
solo per vederti aprire una nuova porta che conduceva a un’altra ancora?
Quante volte ho allungato la mano per cogliere un frutto dai tuoi alberi,
solo per scoprire che le spine lo raggiungevano prima?
Quella che credevo gioia si è rivelata nient’altro che una breve tregua tra due tragedie.
O Vita, non ti chiedo scusa, perché le scuse sono arrivate troppo tardi.
Né mi aspetto un risarcimento,
perché ciò che si perde della vita non può essere restituito da tutti i tesori della terra.
Tutto ciò che voglio chiederti è: perché mi hai risvegliato dal nulla?
Perché mi hai gettato in questo mondo, solo per lasciarmi a cercare un senso in tutta questa sofferenza?
Prima di te, non conoscevo la perdita, non sapevo piangere, e non portavo nella mia memoria un volto che temevo sarebbe scomparso.
Ma ora, tutto in me porta il segno della partenza, e tutto intorno a me mi ricorda che ero lì, in un luogo dove non c’è perdita, non c’è attesa, non c’è vita.
Dimmi dunque, o Vita: chi ha fatto torto a chi? Ero io quando sono venuto da te, o eri tu quando mi hai portato lì?
Adel Qassem- Irak
وَجْهُ يَقْطِينَةٍ مُتَعَفِّنَةٍ.
عادل قاسم
أَيَّتُهَا الحَيَاةُ،
تَعَالَيْ نُصَارِحْ بَعْضَنَا: مَاذَا أَخَذْنَا مِنْكِ، وَمَاذَا أَخَذْتِ مِنَّا؟
أَنَا لَسْتُ مَعْنِيًّا بِاخْتِبَارِكِ، بِكُلِّ هَذِهِ الفَوَاجِعِ الكَثِيرَةِ، وَالمَسَرَّاتِ العَسِيرَةِ، الَّتِي مَا زَالَتْ تَجْثُمُ بِكَابُوسِهَا عَلَى صَدْرِي.
لِأَنَّنِي، بِاخْتِصَارٍ، كُنْتُ سَعِيدًا بِالعَدَمِ، وَلَا أَعْرِفُ شَيْئًا عَنِ الأَلَمِ، ذَلِكَ الَّذِي وُلِدَ مِنْ رَحِمِكِ، فِي سَاعَةِ مَخَاضٍ، لِتَقْذِفِينِي فِي لُجَجِكِ، وَأَمَامَ وَجْهِكِ العَابِسِ، كَأَنَّهُ وَجْهُ يَقْطِينَةٍ مُتَعَفِّنَةٍ.
مُنْذُ ذَلِكَ الحِينِ، وَأَنَا أَتَلَمَّسُ طَرِيقِي فِي هَذَا الازدِحَامِ مِنَ الخَيْبَاتِ، أَجْمَعُ مَا تَنَاثَرَ مِنِّي، وَأُرَقِّعُ بِالصَّبْرِ ثُقُوبَ رُوحِيَ المُثْقَلَةَ بِالذِّكْرَيَاتِ.
كَمْ مَرَّةٍ ظَنَنْتُ أَنَّنِي بَلَغْتُ آخِرَ الحُزْنِ، فَفَتَحْتِ لِي بَابًا جَدِيدًا يُفْضِي إِلَى حُزْنٍ آخَرَ!
وَكَمْ مَرَّةٍ مَدَدْتُ يَدِي لِأَقْطِفَ ثَمَرَةً مِنْ أَشْجَارِكِ، فَإِذَا بِالشَّوْكِ يَسْبِقُنِي إِلَيْهَا، وَإِذَا بِمَا ظَنَنْتُهُ فَرَحًا لَا يَعْدُو أَنْ يَكُونَ اسْتِرَاحَةً قَصِيرَةً بَيْنَ فَاجِعَتَيْنِ.
أَيَّتُهَا الحَيَاةُ، لَا أُرِيدُ مِنْكِ اعْتِذَارًا، فَقَدْ تَأَخَّرَتِ الأَعْذَارُ كَثِيرًا، وَلَا أَنْتَظِرُ مِنْكِ تَعْوِيضًا، فَمَا فَاتَ مِنَ العُمْرِ لَا تُعِيدُهُ كُلُّ خَزَائِنِ الأَرْضِ.
كُلُّ مَا أُرِيدُهُ أَنْ أَسْأَلَكِ: لِمَاذَا أَيْقَظْتِنِي مِنْ عَدَمِي؟ وَأَلْقَيْتِنِي فِي هَذَا العَالَمِ، ثُمَّ تَرَكْتِنِي أُفَتِّشُ عَنْ مَعْنًى لِكُلِّ هَذَا العَذَابِ؟
لَقَدْ كُنْتُ، قَبْلَكِ، لَا أَعْرِفُ الفَقْدَ، وَلَا أُحْسِنُ البُكَاءَ، وَلَا أَحْمِلُ فِي ذَاكِرَتِي وَجْهًا أَخَافُ عَلَيْهِ مِنَ الغِيَابِ.
أَمَّا الآنَ، فَكُلُّ شَيْءٍ فِيَّ يَحْمِلُ أَثَرَ رَحِيلٍ، وَكُلُّ مَا حَوْلِي يُذَكِّرُنِي بِأَنَّنِي كُنْتُ هُنَاكَ، فِي مَكَانٍ لَا فَقْدَ فِيهِ، وَلَا انْتِظَارَ، وَلَا حَيَاةَ.
فَقُولِي لِي، أَيَّتُهَا الحَيَاةُ: مَنْ مِنَّا أَسَاءَ إِلَى الآخَرِ؟ أَنَا حِينَ جِئْتُكِ، أَمْ أَنْتِ حِينَ جِئْتِ بِي؟