Foto cortesia di Mohamed Rahma Ali
Dalla sillaba “ka” a un poeta
Mohamed Rahma Ali
Non conosco nemmeno il significato preciso delle parole:
come potrei mai conoscerlo?
Non ho ancora imparato la pronuncia corretta,
per non parlare dell’arte di costruire frasi.
Dalla sillaba “ka”, mi dirigo verso *kavita* (poesia) e *kavi* (poeta);
dalla sillaba “pa”, mi trasformo in un *poka* (sciocco), divagando senza fine.
Dalla sillaba “ta”, strimpello una *tanpura* spezzata,
priva di ritmo, senza melodia.
Quanto alla vera poesia, rimane un regno lontano e irraggiungibile;
persino le sfumature delle espressioni idiomatiche mi sfuggono completamente.
Le lettere dell’alfabeto erano abbastanza semplici,
ma le regole della grammatica erano tutt’altro che semplici.
L’essenza di un testo mi è sempre sfuggita,
e mi ritrovo completamente spaesato ogni volta che mi viene chiesto di approfondire un’idea.
Non ho mai letto il *Ramayana*, sebbene ne abbia sentito parlare,
ma si può davvero raccontare di nuovo ciò che si è solo sentito di sfuggita?
E sebbene i miei piedi non abbiano mai messo piede in un palazzo reale,
tuttavia abito nel regno di qualche monarca,
e anch’io non sono altro che uno dei suoi sudditi.
From the Syllable “Ka” to a Poet
Mohamed Rahma Ali
I do not even know the precise meanings of words—
how could I possibly know them?
I have yet to master the correct pronunciation of words,
let alone the art of crafting sentences.
From the syllable “ka,” I drift toward *kavita* (poetry) and *kavi* (poet);
from the syllable “pa,” I turn into a *poka* (fool), rambling on without end.
From the syllable “ta,” I strum a broken *tanpura*—
devoid of rhythm, lacking any melody.
As for true poetry, it remains a distant, unreachable realm;
even the nuances of idiomatic expressions lie entirely beyond my grasp.
The letters of the alphabet were simple enough,
but the rules of grammar were anything but.
The essence of a text has always eluded me,
and I find myself utterly adrift whenever I am asked to elaborate on an idea.
I have never read the *Ramayana*, though I have heard tales of it—
but can one truly retell what one has only heard in passing?
And though my feet have never stepped inside a royal palace,
I nonetheless dwell within the kingdom of some monarch,
and I, too, am nothing more than one of his subjects.