CRISI ENERGETICA, BOOM PER L’ECONOMIA CIRCOLARE: +194% ENTRO IL 2035 RIFIUTI E SPRECHI NUOVE MATERIE PRIME, DA BRIANZACQUE I 10 TREND FUTURI

A causa delle guerre, petrolio e materie prime sempre più strategiche stanno cambiando il valore della circolarità: recuperare ciò che oggi viene sprecato significa ridurre costi e dipendenza dall’estero, ma anche creare nuove filiere, investimenti e lavoro. Un pool di esperti dell’Osservatorio BrianzAcque ha monitorato i principali studi e trend internazionali per individuare le 10 trasformazioni destinate a guidare il settore nel prossimo decennio: si va dall’upcycling dei polimeri al recupero delle acque processate. Il mercato globale potrebbe passare da circa 167 a oltre 491 miliardi di dollari entro il 2035. “La sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo e offrirà vantaggi economici ad aziende e cittadini”, commenta Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque.

Crisi energetica e materie prime: l’economia circolare vola a +194% entro il 2035

Le guerre, le crisi energetiche e le tensioni geopolitiche sulle catene di approvvigionamento stanno cambiando radicalmente il valore della circolarità. Oggi, recuperare ciò che viene sprecato non è più soltanto una scelta etica e ambientale, ma una questione cruciale di competitività industriale, sicurezza delle forniture e autonomia economica.

Secondo l’ultimo studio dell’Osservatorio BrianzAcque (basato sui dati globali di DataM Intelligence), il mercato mondiale dell’economia circolare è destinato a passare da circa 167 a oltre 491 miliardi di dollari entro il 2035, segnando un +194% in soli dieci anni.

10 Trend Globali del Prossimo Decennio: L’Osservatorio ha individuato le dieci trasformazioni che guideranno il settore:

  1. Passaporto Digitale dei Prodotti (DPP): Tracciabilità totale (tramite QR code e RFID) di materiali, carbon footprint e linee guida per il riciclo.
  2. Intelligenza Artificiale e Robotica: Selezione automatica e avanzata dei rifiuti per elevare la qualità delle materie prime seconde.
  3. Simbiosi industriale: Integrazione tra depuratori, impianti di rifiuti ed energia (fanghi trasformati in biometano, calore di recupero per il teleriscaldamento).
  4. Modelli Product-as-a-Service (PaaS): Dalla vendita del bene alla vendita del servizio, incentivando la durata, la riparabilità e il disassemblaggio.
  5. Automotive circolare e Battery Passports: Gestione strategica delle batterie per veicoli elettrici e progetti di “second life”.
  6. Up cycling e riciclo avanzato: Tecnologie come pirolisi e depolimerizzazione per recuperare anche le plastiche più complesse.
  7. Ecodesign modulare: Progettare sin dall’origine prodotti facili da riparare, aggiornare e smontare.
  8. Circuiti idrici chiusi: Valorizzazione e depurazione delle acque di processo nei settori industriali ad alto consumo (tessile, chimico, carta).
  9. Logistica inversa predittiva: Ottimizzazione cloud e IoT dei flussi di ritorno per merci obsolete e imballaggi riutilizzabili.
  10. Bioraffinerie territoriali: Estrazione di bio-nutrienti, bioplastiche e molecole ad alto valore da rifiuti organici e scarti agroalimentari.

«La sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo – commenta Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque –. Trasformare rifiuti, acqua, energia e materiali già usati in nuove risorse significa ridurre i costi, recuperare valore e rendere più resilienti i nostri territori.»

Il futuro punta dritto verso un modello in cui non si paga più per smaltire gli scarti, ma si compete per recuperarne l’intero valore.

A cura di Francesca Giordano
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