Ci sono storie che nascono da una sola immagine, da un dettaglio apparentemente insignificante che rifiuta di lasciarti in pace.

Per il commissario Laura Martinez, quell’immagine è un tovagliolino di carta stropicciato nel foyer del Teatro alla Scala, consegnatole dalle mani tremanti di un uomo spaventato pochi minuti prima di morire. Per me, come autore, è stata l’idea che sotto l’eleganza patinata della Milano che conta — quella dei velluti rossi, della finanza d’élite e delle stelle Michelin — scorra un fiume carsico di segreti vecchi di quarant’anni.

Così prende forma Il mistero della Scala, la nuova indagine di Laura Martinez.

Oltre il giallo: la mappa di una città a due facce

Se c’è una cosa che ho imparato raccontando Laura, è che un’indagine poliziesca non è mai soltanto la caccia a un colpevole. È prima di tutto un’esplorazione geografica e umana.

In questo romanzo, Milano non fa semplicemente da sfondo: è un personaggio vivo, contraddittorio e profondo. Da un lato c’è la città dei grandi palazzi di Brera, dei patti finanziari sigillati nell’ombra e delle gallerie d’arte; dall’altro ci sono i Navigli che cambiano pelle, le trattorie a conduzione familiare che resistono alla gentrificazione, la periferia di Baggio e i corridoi silenziosi del Cimitero Monumentale.

Quando l’ex sovrintendente Ettore Vianello viene trovato privo di vita in un palchetto del III ordine, Laura ed Esposito si rendono conto che il veleno che lo ha ucciso non è l’unica arma in gioco. Esiste un un’altra forma di violenza, più lenta e silenziosa: quella di chi acquista palazzi, cancella identità, svuota quartieri un contratto d’affitto alla volta e pretende di riscrivere la storia a proprio piacimento.

La memoria non si cancella

Il cuore del romanzo batte attorno a un tema che mi sta particolarmente a cuore: il peso della memoria.

Ogni personaggio del libro fa i conti con ciò che si lascia alle spalle:

  • Laura, che torna sulla tomba di suo padre per cercare nella pietra grigia la bussola morale del suo mestiere;
  • Vianello, che attende quarant’anni per trovare il coraggio di spezzare un silenzio complice;
  • Giovanni Barianicic, che ha costruito un impero finanziario unicamente per cancellare l’ombra di un ragazzo mai riconosciuto;
  • Nadia, che vede vent’anni della propria vita messi a rischio da una sigla societaria senza volto.

Il mistero della Scala è un viaggio dentro le conseguenze delle nostre scelte. Ci ricorda che non si può costruire il futuro distruggendo le tracce del passato, e che la ricerca della verità — per quanto faticosa e dolorosa — è l’unico modo che abbiamo per rimanere umani.

per acquistare clicca qui: https://amzn.eu/d/00q2pNAJ

Sergio Batildi.

“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”

Per approfondire l’attualità nazionale, la cronaca, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post: 
https://piercarlolava.blogspot.com/ e italianewspost.com: 
https://italianewspost.com/