Ti muovi alto nella sera,

i capelli un po’ lunghi che sfidano il vento,

la barba e i baffi che stringono il silenzio di uno sguardo.

Indossi una giacca che sembra scolpita
nel mistero

ma tutto si arrende a quell’occhiello.

Lì la gardenia

Profumatissima

Un profumo che non si può spiegare

violento e dolcissimo

che spacca l’aria

e mi entra nei polmoni come una lama di profumo

una scia così densa

che mi toglie il respiro,

un’essenza assordante che mi possiede.

Non è un dettaglio, è una presenza

Non vedo più l’uomo,

non vedo la giacca

Ogni contorno svanisce

Resto solo IO,

travolta da quel bianco,

da questa essenza assordante che mi possiede.

Non sei più un’ombra nel buio,

ma aria stessa che respiro

la sostanza stessa della mia sopravvivenza,

l’anidride che brucia e la vita che esplode

sei il mio eterno ossigeno violento.

© Giuseppina De Biase, 2026
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