Leggo volentieri il blog di Luca Muzzi da cui ho tratto spunto per questo articolo. chi vuole come me me supportarlo può trovarlo a questo indirizzo:
Funghi allucinogeni: tra miti, cultura psichedelica e ricerca scientifica
I funghi allucinogeni (o “magici”) sono specie fungine contenenti molecole psicoattive, la cui principale è la psilocibina. Utilizzati da millenni in contesti rituali e sciamanici, negli ultimi due decenni sono tornati al centro della ricerca neuroscientifica e psichiatrica grazie alla cosiddetta rinascita psichedelica.
1. Miti e realtà
Nonostante l’ampia diffusione di stereotipi e disinformazione, il confronto con i dati scientifici ridimensiona diverse credenze popolari:
- Mito: “Danneggiano o bruciano il cervello.”
- Realtà: La psilocibina non presenta tossicità cellulare diretta per i neuroni. Al contrario, favorisce la neuroplasticità (la capacità del cervello di formare nuove connessioni sinaptiche).
- Mito: “Provocano immediata assuefazione e dipendenza.”
- Realtà: La psilocibina non attiva i circuiti dopaminergici della dipendenza. Genera invece una rapida tolleranza (il cervello perde reattività alla sostanza per diversi giorni dopo un’assunzione), rendendo fisicamente inefficace un uso continuativo.
- Mito: “Fanno vedere cose che non esistono (allucinazioni vivide).”
- Realtà: Salvo dosaggi estremamente elevati, non si verificano vere e proprie allucinazioni visive distaccate dalla realtà, bensì pseudo-allucinazioni: distorsioni di oggetti reali, intensificazione dei colori, forme geometriche a occhi chiusi e sinestesie (es. “vedere” un suono).
2. Effetti biologici e psicologici
Una volta ingerita, la psilocibina viene metabolizzata dall’organismo in psilocina, la molecola chimicamente attiva.
Conversione da psilocibina a psilocina. Fonte: ResearchGate
Meccanismo d’azione
La psilocina ha una struttura molecolare simile alla serotonina e si lega in modo selettivo ai recettori serotoninergici 5-HT2A, abbondanti nella corteccia cerebrale.
Inoltre, desincronizza la Default Mode Network (DMN), la rete cerebrale responsabile del pensiero egocentrico, dell’introspezione e della sensazione di continuità del sé. La riduzione d’attività della DMN permette a regioni del cervello solitamente separate di comunicare direttamente tra loro.
Effetti sul corpo e sulla mente
- A livello percettivo: Alterazione della percezione spazio-temporale, aumento della sensibilità sensoriale, illusioni visive e sinestesia.
- A livello emotivo e cognitivo: Sensazione di dissoluzione dell’Ego (sensazione di fusione con l’ambiente circostante), stato d’animo amplificato (dall’euforia alla profonda introspezione).
- Effetti fisici: Mydriasi (pupille dilatate), lieve aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, nausea transitoria.
Rischi e contesti
Gli effetti variano in base al contesto emotivo (set) e all’ambiente fisico (setting). In contesti non controllati o con dosaggi errati, possono verificarsi bad trip (stati d’ansia intensa, paranoia e attacchi di panico). In soggetti predisposti, l’uso di sostanze psichedeliche può inoltre accelerare l’esordio di patologie psicotiche.
3. La ricerca scientifica e le applicazioni cliniche
Istituzioni accademiche come la Johns Hopkins University, l’Imperial College London e la NYU studiano la psilocibina in ambito medico e psicoterapeutico.
Campioni di Psilocybe cubensis. Fonte: JHU Hub – Johns Hopkins University
Principali ambiti di applicazione
- Depressione resistente ai trattamenti: La psilocibina, combinata con sessioni di psicoterapia, ha mostrato una rapida e prolungata riduzione dei sintomi depressivi, favorendo la flessibilità cognitiva e interrompendo i cicli di ruminazione mentale.
- Ansia di fine vita: Nei pazienti con diagnosi oncologiche o malattie terminali, una o due sessioni guidate hanno ridotto in modo significativo la paura della morte e la depressione reattiva.
- Dipendenze (alcol e nicotina): Studi clinici preliminari evidenziano tassi di astinenza a lungo termine superiori a quelli delle terapie convenzionali, favorendo la riscrittura dei comportamenti abituali.
- Cefalea a grappolo: La psilocibina è oggetto di studio per la capacità di interrompere i cicli di attacco della cefalea a grappolo, dove i farmaci classici risultano inefficaci.
Stato legale e prospettive
Nella maggior parte dei paesi la psilocibina rimane inserita tra le sostanze controllate. Tuttavia, l’avanzamento della ricerca clinica ha spinto diversi enti regolatori (come la FDA negli Stati Uniti e la TGA in Australia) a riclassificarla per uso medico controllato o ad avviarne l’iter per l’approvazione terapeutica guidata da professionisti della salute mentale.
In Italia crescono diverse specie di funghi contenenti sostanze psicoattive (principalmente psilocibina, psilocina, muscimolo o acido ibotenico).
La raccolta e la detenzione di funghi psilocibinici sono illegali secondo la normativa italiana sui stupefacenti (D.P.R. 309/90), e la loro identificazione sul campo è estremamente rischiosa a causa dell’elevata somiglianza con specie velenose o mortali.
Ecco le principali specie spontanee presenti sul territorio italiano:
1. Specie contenenti Psilocibina e Psilocina
Psilocybe semilanceata
È la specie psilocibinica più diffusa in Italia, particolarmente frequente nei pascoli e prati montani o subalpini (Appennini e Alpi), dove cresce in autunno su terreni ricchi di sostanza organica o letame. Presenta un caratteristico cappello a forma di cono o campana con un piccolo umbone pronunciato sulla sommità.
Psilocybe semilanceata. Fonte: Wikipedia
Panaeolus cinctulus (sin. Panaeolus subbalteatus)
Molto comune in pianura e collina, cresce spessissimo su terreno fertilizzato, letame secco o nei prati Ben curati dopo abbondanti piogge. Si riconosce per il cappello marrone che prosciugandosi mostra una caratteristica fascia circolare più scura lungo il bordo (da cui il nome cinctulus).
Panaeolus cinctulus. Fonte: Wikipedia
Psilocybe bohemica / Psilocybe serbica
Rintracciabile prevalentemente nelle aree boschive dell’Italia centro-settentrionale, cresce su residui legnosi in decomposizione o terreno ricco di frammenti di legno. Le sue parti tendono a virare al blu/verde se manipolate o danneggiate a causa dell’ossidazione della psilocibina.
Psilocybe bohemica. Fonte: Wikipédia
Warning:
Avviso di sicurezza botanica: La raccolta spontanea di funghi allucinogeni in Italia comporta un elevatissimo rischio di scambio con specie mortalmente velenose (come Galerina marginata, Amanita phalloides o altre specie letali di piccole dimensioni che crescono negli stessi habitat) oltre a violare le normative vigenti sulla detenzione di sostanze stupefacenti.
I funghi piccoli e bruni (spesso definiti LBM – Little Brown Mushrooms) presentano un rischio di scambio elevatissimo sul campo. Molte specie mortali crescono negli stessi habitat dei funghi psilocibinici (prati, pascoli, detriti legnosi) e condividevano dimensioni, forma del cappello o colore del gambo.
Ecco le principali specie tossiche e mortali che vengono frequentemente confuse con i funghi allucinogeni:
1. Galerina marginata (MORTALE)
- Somiglianza: Si confonde facilmente con le specie del genere Psilocybe che crescono su legno (es. Psilocybe bohemica o Psilocybe cyanescens). Ha dimensioni simili, colore marrone-mielato o nocciola e cappello convesso o umbonato.
- Pericolo: Contiene amatossine, le stesse tossine della micidiale Amanita phalloides. Provoca distruzione irrimediabile delle cellule epatiche (fegato) e renali, con esito fatale anche in piccole quantità.
Galerina marginata. Fonte: Beaty / Explore
2. Inocybe rimosa e altre Inocybe (MORTALI / MOLTO TOSSICHE)
- Somiglianza: Presenta un cappello conico o campanulato con un piccolo umbone al centro, molto simile a quello della Psilocybe semilanceata.
- Pericolo: Ricche di muscarina, sostanza che provoca una grave sindrome muscarinica (scialorrea, sudorazione profusa, bradicardia, difficoltà respiratorie e collasso cardiocircolatorio).
Inocybe rimosa. Fonte: Wikipedia
3. Cortinarius rubellus / Cortinarius orellanus (MORTALI)
- Somiglianza: Cappelli conici-umbonati e tonalità bruno-rossastre o fulve. Possono comparire nei medesimi ambienti boschivi o ai margini dei pascoli.
- Pericolo: Contengono orellanina, una tossina a lento effetto (i sintomi compaiono anche dopo 3-14 giorni dalla somministrazione) che distrugge in modo irreversibile i reni (insufficienza renale acuta).
Cortinarius rubellus. Fonte: First Nature
4. Specie del genere Conocybe (es. Conocybe filaris / Pholiotina rugosa)
- Somiglianza: Funghi minuscoli, esili, bruni, che crescono su prato o terreni concimati, del tutto sovrapponibili a Panaeolus e Psilocybe.
- Pericolo: Diverse specie di questo genere contengono amatossine ad azione mortale sul fegato.
Principali differenze morfologiche (Spesso invisibili a occhio nudo)
| Caratteristica | Specie Psilocibiniche (Psilocybe) | Specie Mortali (Galerina, Inocybe, Cortinarius) |
|---|---|---|
| Viraggio | Gambo o cappello virano spesso al blu/verde se danneggiati. | Nessun viraggio al blu (spesso restano bruni o ingialliscono). |
| Impronta sporale | Da bruno-violacea scura a nero-bluastra. | Bruno-ruggine, ocra o cannella. |
| Gambo | Spesso elastico e fibroso, difficile da spezzare nettamente. | Gambo fragile che si spezza o si frantuma facilmente. |
Quindi se non conoscete bene i funghi evitate di raccorglierli e comprate i prataioli in negozio o i porcini secchi o freschi.
Sergio Batildi.
“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”
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