Niki Taverna è un’artista alessandrina che ha iniziato nel 2009 l’attività espositiva nella sua città per poi portare negli anni successivi le sue opere in tutto il mondo anche grazie all’Associazione Italiana Acquarellisti della quale è socia. Niki Taverna lavora molto con l’acquerello, ma ama sperimentare sempre nuove tecniche e oggi le sue opere sono realizzate prevalentemente con tecnica mista. Attualmente propone una pittura astratta “sulla soglia” dell’informale, nella quale è possibile intravedere tracce di figurativo, di forme e figure. L’abbiamo intervistata in occasione della sua ultima personale “AstrAzione” presso Spazio Arte Viva di Tortona.

Qual è la tua formazione in campo artistico? Sei autodidatta o hai seguito un percorso accademico?

Ho frequentato l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e ho fatto vari corsi con svariati maestri a Milano e in Provenza, dove c’è una luce straordinaria per dipingere. Ho iniziato questa attività in maniera più continuativa dal 2008, e l’anno successivo, il 2009, ho iniziato ad esporre. La prima mostra è stata una collettiva presso la Camera di Commercio di Alessandria. All’inizio ho esposto prevalentemente nella mia città, poi i miei quadri sono arrivati a La Morra, a Milano, in Liguria a Genova, Boccadasse e Savona dove nel 2012 ho presentato la personale con l’associazione Arte del XXI secolo, e di nuovo ad Alessandria da Melchionni.

Quali sono state sino ad ora le altre occasioni nella quale hai esposto le tue opere? Hai esposto solo in Italia o anche all’estero?

Come socia dell’AIA, Associazione Italiana Acquarellisti, ho la possibilità di inviare i miei quadri che possono essere selezionati per le mostre che AIA organizza in giro per il mondo. Alcune opere selezionate sono andate a Bilbao, in Australia, in Bulgaria, in Serbia e in Francia. Ho continuato però anche ad esporre in maniera autonoma a Venezia presso Palazzo Albrizzi, a Piacenza presso Palazzo Farnese, e a Torino dove ho vinto un premio, a Genova e a Pietrasanta. Ogni anno partecipo inoltre al Festival di Urbino, evento internazionale dedicato al mondo degli acquarellisti. Lo scorso maggio ho esposto a Bosco Marengo nella collettiva “Il luogo. Potere di una terra” organizzata da Bruno Fara, presso il Complesso di Santa Croce. I miei quadri hanno ricevuto anche un’importante recensione del Professor Paolo Levi di Torino, “L’emozione della trasparenza”

Quali sono le tecniche che usi in prevalenza per realizzare i tuoi dipinti?

La mia attività pittorica è iniziata con gli acquerelli, i primi erano molto delicati, progressivamente sono diventati più densi e corposi, ho iniziato a usare una tecnica completamente diversa da quella tradizionale “a strati”. Non usavo più i godet, ma i tubetti, la mia tecnica è diventata molto istintiva, come “viene viene” … in seguito ho iniziato a usare una tecnica mista nata da un’idea che mi è venuta pulendo i pennelli degli acquerelli. Le carte che usavo per pulirli le tenevo, perché avevano dei colori bellissimi. Usando questo tipo di carta ho iniziato a dipingere quadri a tecnica mista, usando tanto l’acquerello quanto l’acrilico. Queste opere secondo me hanno una bellissima trasparenza, le carte hanno delle rughe, delle grinze che rendono il quadro quasi materico. Dipingo anche ad acrilico, ad acrilico con spatola e ad acquerello con spatola, mentre di solito gli acquarellisti usano il pennello. Nella mia ultima mostra a Tortona ho presentato anche degli acquerelli su tela.

La tua ultima mostra si intitola “AstrAzione”. L’astratto caratterizza la tua cifra artistica di oggi o la tua pittura ha anche un rapporto con il figurativo?

Ho iniziato a dipingere con il figurativo, per spostarmi poi gradualmente verso l’astratto. Però il mio astratto non è mai un astratto totale: nei miei dipinti ci sono sempre delle tinte, dei colori in cui chi guarda può percepire delle forme, delle figure. Credo che la mia pittura sia sulla frontiera dell’informale, perché pur prevalentemente astratta permette di intravedere delle immagini. A me piace molto il colore, voglio suscitare emozioni attraverso il colore, di quadri in bianco e nero posso averne dipinti al massimo due o tre.

Quali pittori o correnti artistiche del passato o contemporanee hanno ispirato la tua produzione pittorica?

I pittori che ammiro sono quelli che tutti conoscono, Van Gogh, Monet, tutti gli impressionisti con la loro meravigliosa luce. Ma se dovessi citare un artista che mi piace in modo particolare per l’uso del colore, direi Emil Nolde, che tratta il colore in modo davvero fantastico.

Alessandria è una città con molti artisti, ma nella quale non ci sono moltissimi spazi espositivi. Tu riesci ad esporre con facilità nella tua città o hai avuto difficoltà a individuare luoghi adatti?

Alessandria è la mia città, dove sono nata e vivo da sempre, purtroppo però ci sono pochi spazi per gli artisti. Per farti capire, mi è capitato di dover affittare un negozio vuoto per fare una mostra. Oggi sono molto conosciuta ad Alessandria perché ho almeno 70 acquerelli dedicati alla mia città, che rappresentano i monumenti e gli scorci più significativi. Ho esposto in Piazza Marconi in un negozio e in uno spazio in Via Legnano, prima una mostra dedicata alle case rappresentate in tutti i modi possibili, e poi un’altra dedicata ai fiori. Nel 2022 ho partecipato alla Biennale di Alessandria a Palazzo Monferrato.

Puoi parlarci della tua ultima mostra personale “AstrAzione” a Tortona?

AstrAzioni è stato il titolo della mia mostra a Tortona, perché presentavo lavori in prevalenza astratti. C’è stato un grande lavoro sulla tecnica, ho presentato opere ad acquerello “non tradizionale” opere a tecnica mista su carta, opere ad acrilico e altre con una tecnica innovativa che si chiama “print get” in apparenza sembrano stampe, in realtà sono pezzi unici, che si realizzano usando la spatola su una sorta di lastra. In genere io dipingo sia su carta che su tela, amo cambiare supporti e tecniche. Alcune delle opere che ho presentato a Tortona sono dedicate al tema della solitudine.

Dal 2011 mi hanno diagnosticato una rara patologia che mi abbassa molto le difese immunitarie, per cui devo fare molta attenzione ai luoghi affollati. In “AstrAzione” era esposto un trittico con tre quadri, dove tra i fiori o tra gli sfondi colorati uniti solo da un filo nero c’erano delle figurine isolate, come se fossero in gabbia. Un’altra opera che ho presentato era “Umanità sottosopra”, che avevo già esposto a Matera, realizzata con carta strappata e appiccicata, dove è possibile vedere figurine a testa in su e a testa in giù, simbolo del mondo di oggi. Un altro argomento che mi sta molto a cuore è quello della violenza sulle donne, sempre a Tortona presenterò un’opera a tema per la collettiva del mese di novembre.

L’ultimo giorno della mostra ho fatto anche una piccola dimostrazione a Spatola sul tema delle case. Da Spazio Arte Viva sono trovata molto bene, ho trovato delle belle persone che hanno organizzato e mi è piaciuto lo spazio e la disposizione dei quadri. Sarebbe bello se uno spazio così ci fosse anche ad Alessandria.

Hai altre mostre o eventi attualmente in corso o in previsione nel prossimo futuro?

Non ho nuove mostre in previsione nell’immediato, ma fino al 30 settembre un mio acquerello è stato a Danzica per la collettiva organizzata da AIA. Altri due miei quadri sono attualmente a Milano per un’altra collettiva organizzata dall’Associazione Acquarellisti alla Galleria degli Artisti. Un evento a tema annuale, quest’anno la call era dedicata al tema dell’acqua.

Andrea Macciò

Immagini pervenute e autorizzate alla pubblicazione dall’artista intervistata e da Spazio Arte Viva