Immagine illustrativa realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
La consigliera regionale piemontese della Lega, Gianna Gancia, ha difeso fermamente l’assessore e vicepresidente Maurizio Marrone definendo “stucchevoli” e strumentali le polemiche sollevate dalle opposizioni.
Gianna Gancia
Origini e professione: Nata a Cuneo il 31 dicembre 1972, appartiene alla celebre famiglia piemontese fondatrice dello storico marchio vinicolo Casa Gancia.
Presidenza della Provincia (2009-2014): Attiva da sempre nelle fila della Lega, viene eletta Presidente della Provincia di Cuneo nel giugno 2009.
Consiglio Regionale del Piemonte: Nel 2014 approda in Consiglio Regionale, dove ricopre il ruolo di capogruppo della Lega fino al 2019.
Parlamento Europeo (2019-2024): Nel maggio 2019 viene eletta eurodeputata per la circoscrizione Italia Nord-Occidentale, rappresentando il gruppo ID (Identità e Democrazia) a Bruxelles e Strasburgo.
Attività politica recente: Continua la sua attività istituzionale e politica sul territorio piemontese per la Lega.
Francesca Giordano
Uniamo le forze per il Piemonte”
“Nessun oltraggio. Uniamo le forze per lavorare concretamente per i piemontesi al di là delle polemiche sterili e stupide”. Con queste parole la consigliera regionale della Lega Gianna Gancia risponde alla nota delle minoranze del Consiglio regionale del Piemonte, scaturita dall’utilizzo in aula dell’espressione “Avanti Savoia!”.
La dichiarazione di Gianna Gancia
“Leggo con un certo stupore che avrei oltraggiato il Consiglio regionale e la Costituzione. Mi limito a ricordare ai colleghi dell’opposizione che la fedeltà alla Repubblica, prescritta dall’articolo 54 della Carta, la onoro ogni giorno con il mio lavoro. Nessuno ha il diritto di metterla in dubbio per un’espressione che appartiene alla storia del popolo piemontese prima ancora che a una dinastia.
‘Avanti Savoia!’ Ha per me un significato personale che non intendo nascondere. Quando ero bambina, le mie nonne usavano pronunciare quel motto come sprone, e lo facevano risalire alla Regina Margherita, torinese e prima Regina d’Italia, figura verso cui nella mia famiglia si è sempre nutrita grande stima. Con lo stesso intento l’ho pronunciato oggi in Aula: per invitare i colleghi ad andare avanti con il voto sui provvedimenti che riguardano i piemontesi, al di là delle polemiche politiche sterili del giorno che stavano tenendo in ostaggio i lavori.
Nessuno, e men che mai io che provengo da una famiglia che ha fatto degli insegnamenti liberali una condotta di vita, intende riscrivere la storia della monarchia, il cui giudizio è consegnato ai libri e alla coscienza del Paese”.
A cura di Francesca Giordano
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Articolo 54 della Carta.
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