Immagine illustrativa realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale
Il caso della truffa all’ex presidente Fideuram dimostra che il pericolo non è una tecnologia che «impazzisce», ma un’umanità che rinuncia alla responsabilità del giudizio.
Cronaca di una vulnerabilità reale
Il fatto: La truffa subita a febbraio da Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram. Messaggi mirati e la voce clonata (deepfake vocale) di un interlocutore autorevole.
Il cambio di paradigma: Il caso dimostra che la vulnerabilità non riguarda la mancanza di competenze digitali o l’ingenuità, ma la manipolazione della familiarità e delle routine di fiducia.
Francesca Giordano
Il riflesso e la tentazione dell’automatismo
Lo specchio deformante: L’AI generativa non sta “impazzendo” come nei racconti di fantascienza; sta funzionando con straordinaria efficienza nel simulare la presenza umana.
La trappola della percezione: Non è l’algoritmo ad aver perso il senno, ma l’utente che rischia di essere ipnotizzato da un riflesso perfetto, scambiando il simulacro per la realtà.
Le Lenti della Filosofia e dell’Economia
Per dare spessore concettuale all’analisi, il testo si sviluppa su due grandi direttrici di pensiero:
Adam Smith e la “voce invisibile”:
Se Smith teorizzava la mano invisibile come forza razionale capace di coordinare i mercati e la società verso il bene comune, l’AI generativa rischia di dar vita a una voce invisibile capace di orchestrare la persuasione e sfruttare l’autorità apparente.
René Descartes (Cartesio) e il genio maligno:
Nel suo dubbio metodico, Cartesio ipotizzava l’esistenza di un genio maligno capace di ingannare tutti i sensi. Quando l’AI clona l’identità di una persona cara o di un collega, quel genio si incarna nel codice, ricordandoci che la prima difesa dell’uomo resta il dubbio sistematico.
Dal Rischio all’Incertezza Radical
Frank Knight e l’asimmetria informativa
L’economista Frank Knight distingueva tra rischio (calcolabile) e incertezza (non misurabile). L’uso scorretto della tecnologia trasforma la normale gestione del rischio professionale in incertezza pura, intaccando il pilastro di ogni relazione economica: la certezza dell’identità.
Günther Anders e la fiducia delegata
Il filosofo analizzava il divario tra la perfezione delle macchine e i limiti della percezione umana. Il rischio attuale è fidarsi più dell’input digitale che del proprio spirito critico.
Usare gli strumenti con intelligenza e responsabilità
Introdurre l’attrito della verifica:
La velocità dell’AI richiede di rallentare i processi decisionali cruciali. La vera intelligenza dell’utente sta nel creare procedure di conferma analogiche o protette.
Sviluppare uno scetticismo sano: L’alfabetizzazione digitale non significa solo saper interagire con una macchina, ma mantenere una costante vigilanza etica ed emotiva.
La responsabilità non si delega: Gli algoritmi eseguono ed elaborano dati, ma la decisione e la validazione della realtà restano responsabilità esclusiva dell’essere umano.
A cura di Francesca Giordano
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“La truffa Fideuram ci ricorda: la tecnologia non è il pericolo, la nostra inerzia sì. Scegliamo la responsabilità, non l’apatia.”
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