Foto inviata da Ervin Ramaliu

I COSTUMI E TRADIZIONI D’ALBANIA IN ITALIA

Azzano Decimo (Pordenone), 21 settembre 2026 — La serata al Teatro “Marcello Mascherini” è stata una di quelle esperienze destinate a rimanere nel cuore. Una sala gremita, animata da colori, musica ed entusiasmo, ha accolto non soltanto il pubblico di Azzano Decimo e Pordenone, ma anche numerosi spettatori giunti da Treviso, Trieste, Vicenza e da altre località del Nord Italia.

Sul palco è arrivato l’Ensemblea Nazionale di Canzoni e Danze Popolari di Tirana, protagonista di una serata dedicata alla musica, alla danza e alle tradizioni popolari albanesi.

L’evento, promosso ad Azzano Decimo sotto il patrocinio del consigliere comunale Ervin Ramaliu, è stato ideato e organizzato dal coreografo e direttore manager dell’evento Enkel Zhuti, che ha lavorato a lungo per portare in Italia l’importante formazione artistica.

L’Albania delle canzoni, delle danze e della tradizione

Ad aprire il programma è stata la presentatrice Suela Demiri, che ha accolto il pubblico e gli artisti con parole particolarmente significative:

«Non siamo venuti semplicemente per un concerto: siamo venuti per portarvi qui l’Albania delle canzoni e delle danze, della tradizione, dei ritmi, dei colori e della straordinaria energia degli albanesi».

Parole che hanno trovato piena espressione nello spettacolo. I 33 artisti dell’Ensemblea, con i loro splendidi costumi tradizionali, hanno proposto un viaggio attraverso canti e danze delle diverse regioni albanesi, dal Nord al Sud del Paese.

Musica, danza e costumi hanno restituito al pubblico la ricchezza di un patrimonio culturale che continua a essere custodito e trasmesso anche oltre i confini dell’Albania.

Le esibizioni, tutte accompagnate dal vivo, hanno visto protagonisti i cantanti, i ballerini e i musicisti dell’orchestra professionale proveniente da Tirana, che con gli strumenti della tradizione popolare hanno contribuito a creare un’atmosfera di grande intensità.

Il pubblico ha risposto con applausi e continue ovazioni, lasciandosi coinvolgere dall’energia degli artisti e dalle immagini di un’Albania fatta di musica, colori, tradizioni e memoria.

Un ponte culturale tra Albania e Italia

La serata ha assunto un significato particolare per la comunità albanese residente in Italia. Per molti emigrati, ritrovare sul palco le musiche e le danze della propria terra ha significato riavvicinarsi alle proprie radici e condividere con il Paese che li accoglie una parte importante della propria identità culturale.

L’arte si è così trasformata in un linguaggio capace di superare confini geografici e generazionali, favorendo incontro, dialogo e conoscenza reciproca.

L’Albania, pur essendo un Paese di dimensioni contenute, custodisce una straordinaria varietà di tradizioni, costumi, ritmi e forme musicali, differenti da una regione all’altra ma accomunati da una forte identità culturale.

È proprio questa ricchezza che gli artisti hanno portato ad Azzano Decimo, permettendo al pubblico di vivere una serata nella quale il legame con la terra d’origine si è incontrato con la realtà quotidiana della comunità albanese in Italia.

Un riconoscimento agli artisti e ai responsabili dell’Ensemble

Particolari ringraziamenti sono stati rivolti al Direttore Artistico Sokol Marsi, al coreografo Genc Kastrati e al Direttore Generale Aulon Naçi, oltre che a tutti i musicisti, cantanti e ballerini che hanno dato vita allo spettacolo.

La professionalità dell’intero gruppo ha contribuito al successo della serata, offrendo al pubblico un programma di alto valore artistico e culturale.

Un ringraziamento speciale è andato anche a Suela Demiri, che con la sua esperienza e la sua conduzione ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti dello spettacolo, creando un’atmosfera di partecipazione e familiarità.

L’impegno di Enkel Zhuti e della sua squadra

La realizzazione dell’evento è stata il risultato di un lungo lavoro organizzativo. Enkel Zhuti, ideatore e organizzatore dell’iniziativa, ha inseguito per lungo tempo il progetto di portare l’Ensemble di Tirana in Italia.

Il tour ha toccato quattro città — Brescia, Torino, Azzano Decimo e Rovereto — trasformando quello che era stato a lungo un progetto in una realtà capace di coinvolgere numerose comunità albanesi residenti nel Paese.

Ad Azzano Decimo, il lavoro organizzativo è stato sostenuto anche dalla famiglia di Ervin Ramaliu, dalla moglie Gerta e dalla figlia Alisa, oltre che da collaboratori e amici che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

La partecipazione delle istituzioni e dei media

Alla serata hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali. Un saluto è stato rivolto dal Sindaco Massimo Piccini, dal Presidente del Consiglio Comunale Paul Vatamanu e dal Consigliere comunale Ervin Ramaliu, delegato alle Politiche dell’Immigrazione.

La partecipazione del pubblico ha testimoniato l’interesse suscitato dall’iniziativa, con persone arrivate anche da diverse province del Nord Italia.

Presenti inoltre rappresentanti del mondo dell’informazione, tra cui la giornalista Mirella Piccini, oltre a giornalisti e pubblicisti della comunità albanese.

Tra questi Florim Zeqa, critico, pubblicista e scrittore, che ha seguito l’evento e ne ha raccontato il significato per la comunità albanese.

Una serata di memoria, identità e condivisione

Per gli albanesi emigrati in Italia, la cultura rappresenta uno dei legami più forti con la terra d’origine. La lingua, la musica, le danze, i costumi e le tradizioni accompagnano il percorso delle generazioni e contribuiscono a mantenere viva la memoria collettiva.

La serata al Teatro “Marcello Mascherini” ha rappresentato proprio questo: un incontro tra passato e presente, tra la terra d’origine e quella nella quale oggi molte famiglie albanesi vivono, lavorano e costruiscono il proprio futuro.

Quando le luci del teatro si sono accese e la musica ha iniziato a risuonare, per molti spettatori è stato come ritrovare, nel cuore dell’Italia, un frammento dell’Albania.

Gli applausi finali hanno sancito il successo di una serata nella quale arte, musica e cultura hanno dimostrato ancora una volta la loro capacità di unire le persone.

Un evento che ha lasciato al pubblico non soltanto la bellezza dello spettacolo, ma anche il valore di una cultura capace di viaggiare oltre i confini e di continuare a vivere attraverso le sue comunità.