Irene Tartaglia (responsabile del premio), il regista Lav Diaz e Paolo Ferrarini, presidente della giuria
 
La giuria del Premio Brian ha deciso di conferire il riconoscimento al film “Makikiraan Po (Let us through, dear ancestors)” di Lav Diaz, presentato alla 83esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
 
Quest’anno il Premio Brian, promosso dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è alla sua ventunesima edizione.
In un Paese come le Filippine dove il cristianesimo è una realtà dominante e ineludibile per la maggioranza della popolazione, il film “Makikiraan Po” (Let us through, dear ancestors) di Lav Diaz rappresenta una forte e coraggiosa denuncia del fatto che la Chiesa cattolica, lungi dall’essere un’influenza positiva per la società, irrompendo come potenza coloniale ha agito, e continua ad agire, come un feroce distruttore di civiltà e spietato soppressore delle libertà.
Il regista Lav Diaz rende un prezioso servizio alla causa della laicità sia nel preservare la memoria di un fatto storico, sia nel condividere un monito per i tempi odierni, documentando con uno stile lucido ed evocativo quanto accaduto nel suo Paese d’origine attraverso l’imposizione, agli inizi del XVII secolo, dell’encomienda, il sistema di dominio religioso dei colonizzatori spagnoli. Per questi motivi, la giuria Uaar all’83esima edizione della mostra internazionale del cinema di Venezia è onorata di conferire il Premio Brian al film “Makikiraan Po (Let Us Through, Dear Ancestors)”, di Lav Diaz.
Inoltre la giuria ha deciso di attribuire la menzione speciale al lungometraggio: “No Paradise If You’re Killed By a Woman” di Halkawt Mustafa. Il film rende omaggio alle ragazze peshmerga arruolate nell’esercito di resistenza contro le forze dell’Isis, negli anni in cui venivano compiuti i peggiori abusi e atrocità nei confronti delle comunità curde invase da questi gruppi di fanatici islamisti. Donne che erano state rapite, vendute come schiave e abusate sessualmente rifiutano il semplice ruolo di vittime e intraprendono una battaglia di rivincita e affermazione della propria libertà individuale.
La giuria
Paolo Ferrarini (presidente), Irene Tartaglia (responsabile del premio), Glauco Almonte, Marina Fornasari, Francesco Crifò, Giuseppe Indelicato, Maria Teresa Crisigiovanni, Micaela Grosso, Emanuele Albera, Carmelo Lucchesi.
Il premio
Il “Premio Brian”, dal nome del film satirico dei Monty Python “Brian di Nazareth”, è conferito «al film che meglio promuova una visione laica del mondo e che, attraverso le lenti degli scopi sociali dell’Uaar, evidenzi i valori associati al laicismo, cioè la razionalità e il pensiero scientifico, la democrazia, il pluralismo, l’autodeterminazione, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza discriminazioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e concezioni filosofiche o religiose, nonché l’opposizione diretta a teocrazie e fondamentalismi su base confessionale». 

Sergio Batildi

“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”

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