EL AZAR DE TUS JORNADAS
Pippo Bunorrotri
Ci sono sere in cui le delusioni pesano così tanto che il mondo sembra spegnersi.
Vi è mai capitato? Immaginate di camminare in un corridoio freddo e vuoto, dove ogni porta si chiude alle vostre spalle con un colpo secco, lasciandovi soli con un tempo senza ore e una corona di spine fatta di pensieri. Non è l’inizio di un thriller, ma lo scenario interiore che Pippo Bunorrotri ha intrappolato in questa poesia, nata dal periodo più buio e intimo della sua vita.
Se avete il coraggio di guardare dentro la solitudine, fermatevi un istante, spegnete il rumore del mondo e lasciatevi spettinare dai versi di “L’occasione dei tuoi giorni”, la poesia che più di ogni altra riesce a dare voce ai nostri inverni più freddi.
La grandezza di Pippo Bunorrotri, in fondo, sta proprio in questo: non cerca di consolarci con facili risposte, ma accetta di perdersi insieme a noi nei corridoi bianchi della solitudine. Ci mostra che toccare il fondo, sentire il peso di quella corona di spine e restare nudi davanti ai propri pensieri non è la fine, ma la dolorosa, umana premessa per ricominciare, un istante alla volta, a respirare.
Giuseppina De Biase
Hay tardes en las que las decepciones pesan tanto che el mundo parece apagarse.
¿Os ha pasado alguna vez? Imaginaos caminando por un pasillo frío y vacío, donde cada puerta si cierra a vuestras espaldas con un golpe seco, dejándoos solos con un tiempo sin horas y una corona de espinas hecha de pensamientos. No es el comienzo de un thriller, sino el escenario interior que Pippo Bunorrotri ha atrapado en este poema, nacido del periodo más oscuro e íntimo de su vida.
Si tenéis el valor de mirar dentro de la soledad, deteneos un instante, apagad el ruido del mundo y dejaos despeinar por los versos de “El azar de tus jornadas” el poema que mejor logra dar voz a nuestros inviernos más fríos. Al fin y al cabo, la grandeza de Pippo Bunorrotri radica precisamente en esto: no busca consolarnos con respuestas fáciles, sino que acepta perderse junto a nosotros en los pasillos blancos de la soledad. Nos muestra que tocar fondo, sentir el peso de esa corona de espinas y quedarse desnudo ante los propios pensamientos no es el final, sino la dolorosa y humana premisa para volver a empezar a respirar, un instante a la vez.
Giuseppina De Biase
EL AZAR DE TUS JORNADAS
En el azar de tus jornadas
abra crepúsculos en que
el inesperado abatimiento
se deslizará por la vertiente
de las horas desgranadas
con sus grises miradas,
dejando sin rumbo
cada recuerdo amasado
en los atardeceres del sentir,
olvidando los versos
de un poema amado
escuchando las inconscientes voces
de un pensamiento derrotado.
Extenuado caminas
por calles sin nombre,
subirás escaleras sin huellas,
recorrerás largos pasillos blancos
cruzando puertas sin bisagras
de habitaciones frías y vacías
que se cerraran con sendos golpes
tras tus pesados pasos,
dejándote preguntas sin respuesta.
Solo te quedara en la amarga ola
de tus innumerables pensamientos,
la soledad muda
de un tiempo sin horas
de un presente
pertrecho de instantes.
A la sombra del silencio
lamerás la amargura
de tu desdicha
enfrentándote a la sombra
del abandono
donde el tiempo
es una corona de espinas.
Pippo Bunorrotri
L’OCCASIONE DEI TUOI GIORNI
Nella casualità dei tuoi giorni
ci saranno crepuscoli in cui
l’inaspettata delusione
scivolerà lungo il pendio
delle ore consumate
dei loro grigi sguardi,
lasciando alla deriva
ogni ricordo impastato
nei tramonti del sentimento,
dimenticando i versi
di una poesia amata
ascoltando le inconsapevoli voci
di un pensiero sconfitto.
Esausto cammini
Per strade senza nome,
salirai le scale senza lasciare impronte,
attraverserai lunghi corridoi bianchi
attraversando porte senza cerniere
di stanze fredde e vuote
che si chiuderanno con forti colpi
dietro i tuoi passi pesanti,
lasciandoti con domande senza risposta.
Ti resterà solo l’onda amara
dei tuoi innumerevoli pensieri,
la solitudine muta
di un tempo senza ore
di un presente
provvisto di istanti.
All’ombra del silenzio
leccherai l’amarezza
della tua sfortuna
affrontando l’ombra
dell’ abbandono
dove il tempo
È una corona di spine.
Pippo Bunorrotri
