Grande attenzione e interesse ha suscitato il Convegno dal tema “Estetica del Postmoderno” a Palazzo Pisapia a Gesualdo in provincia di Avellino, nel cuore dell’Irpinia, tenutosi venerdì 28 agosto scorso. Organizzato dal Comune di Gesualdo, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Voci dal Borgo” il convegno si è rivelato un’occasione culturale di alto profilo che ha registrato una partecipazione attenta e numerosa. Anche stavolta Gesualdo si conferma come uno dei borghi più vivi del dibattito culturale irpino.

La serata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Gesualdo, Domenico Forgione, e dell’Assessore alla Cultura, Gianfranco Bianco, che hanno sottolineato l’importanza di portare riflessioni filosofiche ed estetiche contemporanee nelle aree interne, valorizzando il patrimonio storico di Palazzo Pisapia come luogo di dialogo. Molto atteso e seguito è stato l’intervento del Prof. Armando Savignano, già Ordinario di Filosofia Morale presso l’Università di Trieste e Direttore del Dipartimento della Formazione e dell’Educazione. Il Prof. Savignano, persona di alto profilo culturale e umano, ha offerto la cornice filosofica indispensabile per comprendere il percorso artistico ed etico.

«Se il moderno – ha asserito Savignano – era ancora animato dalla ricerca di senso, sentimento, bellezza, dalla grande narrazione del progresso e dall’utopia, il postmoderno nasce dalla consapevolezza della sua crisi. L’estetica postmoderna non è più ricerca del bello ideale, ma riflessione sul frammento, disumanizzazione, sulla perdita dell’aura. L’opera non rappresenta più il mondo, ma la condizione stessa dell’uomo contemporaneo, sospeso tra mercato, immagine e assenza di centro.» È stato un intervento denso, applauditissimo, quello del prof. Savignano, che ha dialogato perfettamente con la relazione storico-artistica, offrendo al pubblico chiavi di lettura filosofiche di grande profondità.

A proseguire l’incontro è stato l’intervento di Emanuela Conforti, docente e storica dell’Arte, la quale ha tenuto una lezione dal titolo “Dalla frattura al frammento”, ripercorrendo un secolo di storia dell’arte: dalla rottura della prospettiva con Picasso (1907) alla dissoluzione dell’oggetto con Duchamp, fino al taglio di Fontana che apre la porta al postmoderno, per arrivare a Warhol, Pistoletto e alla dematerializzazione dell’opera con Cattelan. A moderare l’incontro con equilibrio e competenza è stato Michele Zarrella, scrittore e astrofilo. Ad arricchire infine il convegno nella sala sono state esposte le opere d’arte di alcuni artisti contemporanei: Ines De Leucio, Lucio Finale, Carmine Grasso e Rosalia Talamo.

L’evento ha dimostrato come la cultura, quando è pensata e condivisa, può diventare il più potente strumento di rigenerazione per i nostri borghi.