The Peripheral non è soltanto una serie sui viaggi nel tempo o sulla realtà virtuale. È un racconto sul potere: quello di chi possiede tecnologie tanto avanzate da poter trasformare il passato in un laboratorio, intervenendo sulle vite di persone che non sanno di essere osservate e utilizzate.

Pier Carlo Lava

Flynne Fisher, interpretata da Chloë Grace Moretz, vive nel 2032 in una piccola comunità della Carolina del Nord. Lavora in un negozio di stampa tridimensionale, assiste la madre gravemente malata e cerca di aiutare il fratello Burton, ex marine segnato dalla guerra. È intelligente, abilissima nei videogiochi e consapevole di avere ben poche possibilità di cambiare la propria esistenza.

La svolta arriva quando Burton le chiede di sostituirlo nella sperimentazione di un nuovo dispositivo. Quello che sembra un simulatore estremamente realistico conduce Flynne in una Londra collocata circa settant’anni nel futuro. Ma non si tratta di un videogioco: le persone che incontra esistono davvero e ciò che accade in quel mondo può avere conseguenze mortali anche nel suo presente.

Basata sull’omonimo romanzo pubblicato nel 2014 da William Gibson, la serie è stata creata da Scott B. Smith e prodotta, tra gli altri, da Jonathan Nolan e Lisa Joy, già legati all’universo narrativo di Westworld. La prima e unica stagione comprende otto episodi ed è disponibile su Prime Video.

Due futuri profondamente diversi

Uno degli elementi più riusciti è il contrasto fra i due mondi. Da una parte troviamo l’America rurale di Flynne, povera, concreta e apparentemente dimenticata dal progresso; dall’altra una Londra futuristica, elegante, silenziosa e quasi spopolata, dominata da organizzazioni potentissime.

Il futuro immaginato da Gibson non nasce da una singola catastrofe. È il risultato del “Jackpot”, una lunga successione di crisi climatiche, epidemie, guerre, carestie e collassi economici che ha eliminato gran parte dell’umanità. I sopravvissuti dispongono di tecnologie straordinarie, ma vivono in una società controllata da oligarchie, istituti di ricerca e apparati di sicurezza.

È una visione inquietante proprio perché non appare del tutto impossibile. La tecnologia ha sconfitto molte malattie e trasformato le città, ma non ha eliminato la disuguaglianza, l’avidità o il desiderio di dominio. Ha semplicemente messo strumenti più potenti nelle mani di chi già possedeva ricchezza e autorità.

Chloë Grace Moretz sostiene la serie

Chloë Grace Moretz offre una buona interpretazione di Flynne. Il suo personaggio non è una predestinata nel senso tradizionale: è una giovane donna costretta dalle circostanze a sviluppare capacità che possedeva senza esserne pienamente consapevole.

Flynne è vulnerabile ma determinata, affettuosa con la famiglia e progressivamente più combattiva. La sua forza non consiste soltanto nell’abilità con le armi o con i simulatori, ma nella capacità di comprendere rapidamente le intenzioni degli altri.

Convincente anche Jack Reynor nel ruolo di Burton, mentre Gary Carr dona eleganza e umanità a Wilf Netherton, l’uomo che accompagna Flynne nel futuro. Tra i personaggi più affascinanti spiccano inoltre la gelida Cherise Nuland, interpretata da T’Nia Miller, e l’enigmatica ispettrice Ainsley Lowbeer di Alexandra Billings.

Una fantascienza che richiede attenzione

The Peripheral non è una serie da seguire distrattamente. Linee temporali, realtà ramificate, corpi artificiali e diverse fazioni in lotta vengono introdotti senza fornire immediatamente tutte le spiegazioni. Lo spettatore deve ricostruire poco alla volta regole, alleanze e tradimenti.

Questa complessità rappresenta contemporaneamente il maggiore pregio e il principale limite della produzione. La storia è ambiziosa e ricca di idee, ma in alcuni episodi rallenta, appesantita da dialoghi espositivi e vicende secondarie che interrompono la tensione. Alcuni personaggi avrebbero meritato uno sviluppo più approfondito, mentre altri sembrano introdotti soprattutto in previsione delle stagioni successive.

Le sequenze d’azione sono ben realizzate, ma non costituiscono il vero centro della serie. La domanda più interessante non è chi vincerà uno scontro, bensì chi abbia il diritto di modificare la storia e di decidere il destino di milioni di persone.

Il problema di un racconto rimasto incompiuto

La prima stagione non propone una conclusione definitiva. Il finale compie una scelta narrativa importante, ma apre scenari ancora più vasti e lascia numerose domande senza risposta.

Prime Video aveva inizialmente rinnovato la serie, ma nell’agosto 2023 ha rinunciato alla seconda stagione durante i prolungati scioperi degli sceneggiatori e degli attori di Hollywood. Di conseguenza, la vicenda è rimasta incompiuta. Deadline ha confermato la cancellazione dopo una sola stagione.

È un elemento da conoscere prima di iniziare la visione. Non rende inutili gli otto episodi realizzati, ma lascia la sensazione di avere letto soltanto la prima parte di un romanzo del quale mancano gli ultimi capitoli.

Il giudizio

The Peripheral è una produzione di fantascienza intelligente, visivamente curata e capace di affrontare temi molto attuali: il controllo dei dati, l’intelligenza artificiale, la concentrazione della ricchezza, la manipolazione della realtà e la possibilità che il progresso tecnologico aumenti, invece di ridurre, le disuguaglianze.

Non tutto funziona con la stessa efficacia e la trama può risultare eccessivamente complicata. Tuttavia, chi ama la fantascienza ambiziosa, le realtà alternative e le storie che chiedono allo spettatore di riflettere troverà una serie affascinante e diversa da molte produzioni più convenzionali.

Il suo vero rammarico non è ciò che racconta, ma ciò che non ha potuto continuare a raccontare. Flynne Fisher era finalmente riuscita a intravedere un futuro possibile; la cancellazione della serie le ha impedito di raggiungerlo.

Recensione di The Peripheral, serie di fantascienza disponibile su Prime Video e tratta dall’omonimo romanzo di William Gibson. Analisi della trama senza anticipazioni rilevanti, del cast guidato da Chloë Grace Moretz, dei temi legati alle realtà alternative, alla tecnologia e al controllo del futuro, con valutazione dei punti di forza e dei limiti della produzione e un approfondimento sulla cancellazione della seconda stagione.

Due realtà, separate dal tempo ma collegate dalla tecnologia, si incontrano nel futuro inquietante di The Peripheral.
Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

GEO: Stati Uniti – Regno Unito – Italia | The Peripheral è una serie televisiva di fantascienza ambientata tra l’America del 2032 e una Londra del futuro, disponibile in Italia su Prime Video.

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