Una nuova tecnologia consente di studiare colonna, bacino e arti inferiori nella posizione che il corpo assume davvero ogni giorno
Milano entra tra i primi centri europei a disporre di una tecnologia diagnostica capace di eseguire una TAC mentre il paziente è in piedi, cioè con il peso del corpo realmente distribuito su colonna, bacino, ginocchia, caviglie e piedi. L’innovazione è stata introdotta all’ASST Gaetano Pini-CTO, uno dei riferimenti italiani per ortopedia e traumatologia.
Pier Carlo Lava
Si tratta di un sistema di Cone Beam CT 3D Total Body, una diagnostica tridimensionale pensata per analizzare l’apparato muscolo-scheletrico in condizioni di carico. Un passaggio importante perché molti disturbi ortopedici non si manifestano allo stesso modo quando una persona è sdraiata e quando, invece, cammina, resta in piedi o sostiene il proprio peso.
Non soltanto un’immagine: cambia il punto di osservazione
Nelle TAC tradizionali il paziente viene generalmente esaminato in posizione distesa. È una metodica essenziale e consolidata, ma non sempre restituisce l’assetto reale delle articolazioni nel momento in cui sono sottoposte alla forza di gravità.
La nuova apparecchiatura permette invece di ottenere immagini tridimensionali dello scheletro con il paziente in posizione eretta. In questo modo lo specialista può valutare con maggiore precisione i rapporti tra le strutture ossee e gli eventuali squilibri che compaiono o si accentuano sotto carico.
L’utilità può riguardare, in particolare, lo studio di:
- colonna vertebrale e alterazioni posturali;
- anche e bacino;
- ginocchia e caviglie;
- piedi e appoggio plantare;
- dismetrie degli arti inferiori;
- deformità, esiti traumatici e programmazione chirurgica.
Un aiuto per diagnosi e cure più mirate
L’obiettivo non è sostituire automaticamente tutte le altre indagini, ma offrire agli ortopedici uno strumento in più nei casi in cui la postura e il carico incidono concretamente sul problema del paziente. Pensiamo, ad esempio, a una deviazione della colonna, a un ginocchio che perde il corretto allineamento camminando, a un dolore al piede o all’anca che aumenta stando in piedi.
Avere immagini 3D raccolte nella condizione funzionale può aiutare a definire meglio la diagnosi, impostare un percorso riabilitativo più appropriato e, quando necessario, pianificare interventi ortopedici o protesici con dati più vicini alla realtà quotidiana della persona.
Tecnologia e sanità pubblica
L’arrivo della Cone Beam CT 3D Total Body al Gaetano Pini-CTO rappresenta anche un segnale significativo per la sanità pubblica: investire in tecnologie avanzate non significa soltanto avere macchinari nuovi, ma rendere più accurata la lettura di patologie che possono compromettere mobilità, autonomia e qualità della vita.
Naturalmente sarà sempre lo specialista a stabilire se questo tipo di esame sia indicato e in quale momento del percorso clinico. Ma poter osservare lo scheletro mentre sostiene il corpo apre una prospettiva concreta: quella di curare non solo l’immagine di un’articolazione, ma il modo in cui quella stessa articolazione lavora nella vita di tutti i giorni.
Fonte: ASST Gaetano Pini-CTO e Mondo Sanità.
GEO: Milano, Lombardia, Italia – innovazione nella diagnostica ortopedica e muscolo-scheletrica.
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