D’aduggiati nembi il cielo,
sgriccioli d’azzurro l’onde,
una cornice l’orizzonte su
smeraldi strombi di mare.
Aspettare assorto su scogli
aliti di viscia e gioco di venti.
Girare con gl’occhi sul mare,
rivoltarlo come un pensiero.
Di salso respiro salino
l’onde, capriole d’alghe.
Fronde di mare su prode
come frange di scialle.
Ascoltare il canto marino,
nel cuore ubriaco mi canta
d’immenso ora, l’infinito.
VIncenzo Savoca
Marina di Ragusa
8 agosto 2026
Quel mare d’immenso è un componimento di forte suggestione sensoriale e ritmica, che raccoglie e rielabora la grande tradizione lirica marinara italiana.
Quadro visivo e cromatico
La poesia si apre con un contrasto visivo netto: il cielo “aduggiato” (cupo, adombrato da nuvole fitte) si contrappone ai guizzi di luce marina. La metafora degli “sgriccioli d’azzurro” e degli “smeraldi strombi” restituisce un’immagine tridimensionale dell’acqua, dove la luce penetra a frammenti e il mare assume la consistenza opulenta e preziosa della pietra e della conchiglia.
La dimensione contemplativa e la natura vivaNella seconda strofa, la presenza dell’osservatore sugli scogli trasforma la visione in un atto introspettivo:Il gesto dello sguardo: “Girare con gl’occhi sul mare, / rivoltarlo come un pensiero” stabilisce un’equazione profonda tra il movimento dinamico e fluente delle onde e la natura fluida dell’attività mentale. Il paesaggio esterno diventa uno specchio per la mente.
Tattilità e dinamismo: La terza strofa si concentra sui dettagli fisici e concreti: il “respiro salino”, le “capriole d’alghe” e l’immagine poetica delle fronde marine che si adagiano sulla riva come le frange di uno scialle. La natura non è statica, ma viva, giocosa e in continuo movimento.La chiusa e il richiamo classico
Gli ultimi versi portano la poesia verso il suo culmine emotivo e filosofico:Il “canto marino” penetra nell’interiorità del poeta, ubriacandolo di suono e sensazione.
L’evocazione esplicita dell'”immenso” e dell'”infinito” richiama inevitabilmente la lezione leopardiana, ma qui l’infinito non nasce dal riparo di una siepe che ostacola lo sguardo, bensì dall’apertura totale e dall’ascolto immersivo dell’orizzonte marino.
Sergio Batildi
“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”
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