NO QUIERO
Pippo Bunorrotri

Prima ancora di addentrarmi nei versi di questa Poesia voglio soffermarmi un attimo sull’Uomo che sta dietro questi versi. Parlare del mio amato Poeta Pippo Bunorrotri significa svelare un animo nobile e fieramente intransigente, una figura che rifiuta il rumore della quotidianità e i compromessi della società contemporanea. La sua è una figura d’altri tempi e, allo stesso tempo, di una modernità dirompente, un uomo che mette a nudo la propria vulnerabilità per trasformarla in una corazza contro l’indifferenza del mondo.
L’anima che vibra in questa Poesia è guidata da un forte senso di urgenza emotiva, da un bisogno assoluto e immediato di sentire, esistere e difendere la propria verità. Non c’è spazio per l’attesa o per i rinvii. Il Poeta scrive spinto dalla necessità vitale di proteggere il proprio presente, rifiutando con forza l’indifferenza e il rischio di passare nel mondo senza lasciare una traccia profonda o provare un brivido reale. È un’urgenza che nasce dal petto, un impulso che rifiuta le emozioni anestetizzate, esigendo un’intensità totale in ogni singolo istante.
La paura più grande di Bunorrotri non è la sofferenza, ma l’indifferenza, il rischio di passare nel mondo senza davvero lasciare una traccia o sentire un brivido.
Il Poeta decide di spogliarsi di ogni sovrastruttura, di ogni compromesso per ritrovare la propria essenza più autentica.
Nella prima parte della Poesia il Poeta attacca la vita frenetica del mondo moderno. Le ore che passano “di corsa” sono il nemico da battere, esibendo un tempo lento, capace di trasformarsi in memoria.
Al centro del componimento c’è la rivendicazione della propria identità suggerendo che la vera libertà non si urla nelle piazze, ma si vive interiormente, rimanendo fedeli a se stessi.
L’enigmatica chiusura “Non voglio essere / un enigma / né un pomeriggio / D’estate…” rivela il rifiuto degli stereotipi. Il Poeta non vuole essere una stagione definita, una via di mezzo malinconica o un mistero irrisolvibile. Vuole essere flusso, emozione pura, realtà tangibile.
La straordinaria bellezza di questa Poesia risiede in un paradosso profondo e dirompente: ogni “no” pronunciato dal Poeta è, in realtà, un potentissimo “sì”.
Ogni rifiuto apparente nasconde un’affermazione vitale e un desiderio profondo di abbracciare l’esistenza. Dire “non voglio” diventa l’unico modo per dire “sì” alla vita vera, “sì” alla libertà interiore e “sì” alla protezione della propria anima. Attraverso la forza di queste negazioni, il Poeta non si sta chiudendo al mondo, ma sta spalancando le porte all’autenticità più pura, alla nostra libertà,
quella di amarci e di esistere, oltre il tempo, oltre la fretta, semplicemente restando noi stessi.
Continua a scrivere, mio amato Poeta, perché finché le tue dita tremeranno di questa urgenza, questo mondo così frenetico non potrà mai spegnere la nostra anima.
Grazie per aver spezzato il silenzio con la forza dei tuoi versi.
Grazie per averci ricordato che la vita merita di essere vissuta senza filtri, proteggendo ogni singola emozione e difendendo, con ogni singolo “no”, la nostra parte più vera ed autentica.
Giuseppina De Biase
Antes incluso de adentrarme en los versos de esta Poesía, quiero detenerme un momento en el Hombre que está detrás de ellos. Hablar de mi amado Poeta Pippo Bunorrotri significa desvelar un alma noble y fieramente intransigente, una figura que rechaza el ruido de la cotidianidad y los compromisos de la sociedad contemporánea. La suya es una figura de otros tiempos y, al mismo tiempo, de una modernidad arrolladora, un hombre que desnuda su propia vulnerabilidad para transformarla en una coraza contra la indiferencia del mundo.
El alma que vibra en esta Poesía está guiada por un fuerte sentido de urgencia emocional, por una necesidad absoluta e inmediata de sentir, existir y defender su propia verdad. No hay espacio para la espera o para los aplazamientos. El Poeta escribe impulsado por la necesidad vital de proteger su presente, rechazando con fuerza la indiferencia y el riesgo de pasar por el mundo sin dejar una huella profunda o sentir un escalofrío real. Es una urgencia que nace del pecho, un impulso que rechaza las emociones anestesiadas, exigiendo una intensidad total en cada instante.
El mayor temor de Bunorrotri no es el sufrimiento, sino la indiferencia, el riesgo de pasar por el mundo sin dejar realmente una huella o sentir un escalofrío. El Poeta decide despojarse de toda superestructura, de todo compromiso, para reencontrar su esencia más auténtica. In la primera parte de la Poesía, el Poeta ataca la vida frenética del mundo moderno. Las horas que pasan corriendo son el enemigo a vencer, exhibiendo un tiempo lento, capaz de transformarse en memoria.
En el centro de la composición se encuentra la reivindicación de la propia identidad, sugiriendo que la verdadera libertad no se grita en las plazas, sino que se vive interiormente, permaneciendo fieles a uno mismo.
El enigmático cierre “No quiero ser /
un enigma /
ni una tarde /
De verano…” revela el rechazo a los estereotipos. El Poeta no quiere ser una estación definida, un término medio melancólico o un misterio irresoluble. Quiere ser flujo, emoción pura, realidad tangible.
La extraordinaria belleza de esta Poesía reside en una paradoja profunda y arrolladora: cada “no” pronunciado por el Poeta es, en realidad, un potentísimo “sí”. Cada rechazo aparente esconde una afirmación vital y un deseo profundo de abrazar la existencia. Decir “no quiero” se convierte en la única manera de decir “sí” a la vida verdadera, “sí” a la libertad interior y “sí” a la protección de la propia alma. A través de la fuerza de estas negaciones, el Poeta no se está cerrando al mundo, sino que está abriendo de par en par las puertas a la autenticidad más pura, a nuestra libertad: la de amarnos y existir, más allá del tiempo, más allá de la prisa, simplemente siendo nosotros mismos.
Sigue escribiendo, mi amado Poeta, porque mientras tus dedos tiemblen con esta urgencia, este mundo tan frenético nunca podrá apagar nuestra alma.
Gracias por haber roto el silencio con la fuerza de tus versos.
Gracias por habernos recordado que la vida merece ser vivida sin filtros, protegiendo cada una de las emociones y defendiendo, con cada “no”, nuestra parte más verdadera y auténtica.
Giuseppina De Biase
NO QUIERO
Pippo Bunorrotri
No quiero llenar mi vida
de momentos sin sentido,
ni soñar instantes
que son quimeras,
ni que mis horas
pasen de prisa, a la carrera
sin dejar memoria ni recuerdo.
No quiero angustias
ni obsesiones ni recelos,
ni quiero huir en silencio
escondiendo la mirada,
ni agobiarme con las palabras.
No quiero olvidarme
de ser quien soy
siendo yo mismo,
ni de cuidarme,
ni de pedir perdón,
ni de gritar libertad,
ni de dejar de sentir,
ni de dejar de emocionarme.
No quiero que mis olvidos
sean traiciones ni engaños,
ni insidias ni conjuras,
ni que mis miedos
sean falsos perdones.
No quiero recuerdos
que no hayan sido realidades
ni secretos que manipulen.
No quiero ser
un enigma
ni una tarde
de verano
ni un amanecer
de invierno.
Pippo Bunorrotri
NON VOGLIO
Pippo Bunorrotri
Non voglio riempire la mia vita
di momenti insignificanti,
Ne’ sognare istanti
che sono chimere,
né che le mie ore
passino velocemente, di corsa
senza lasciare alcun ricordo o memoria.
Non voglio preoccupazioni
né ossessioni né timori,
Né voglio scappare in silenzio
nascondendo lo sguardo,
né sopraffarmi con le parole.
Non voglio dimenticare
di essere chi sono
essendo me stesso,
né di prendermi cura di me stesso,
né di chiedere perdono,
né gridare libertà,
né smettere di sentire,
né smettere di emozionarmi.
Non voglio che i miei oblii
siano tradimenti o inganni,
né insidie né congiure,
né che le mie paure
Siano falsi perdoni.
Non voglio ricordi
che non sono stati realtà
né segreti che manipolano.
Non voglio essere
un enigma
ne’ un pomeriggio
D’estate
neanche un’alba
D’inverno.
Pippo Bunorrotri






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