Lilith continua ad affascinare perché racchiude molte figure in una sola: demone notturno, donna ribelle, creatura temuta e, nelle interpretazioni contemporanee, simbolo dell’indipendenza femminile. Nell’articolo “Lilith – La prima donna di Adamo”, pubblicato il 27 luglio 2026, l’autrice Rosa Andronaco ripercorre questa leggenda distinguendola fin dall’inizio dal racconto contenuto nella Bibbia.
Pier Carlo Lava
È proprio questa precisazione iniziale a rappresentare uno degli aspetti più apprezzabili del testo. Lilith non compare nella Genesi come prima moglie di Adamo: la storia della donna creata dalla stessa terra dell’uomo, ribellatasi alla sua pretesa di dominio e fuggita dal giardino dell’Eden appartiene alla tradizione ebraica medievale e alle successive rielaborazioni mitologiche.
Rosa Andronaco non presenta quindi la vicenda come verità biblica, ma come mito capace di attraversare i secoli e assumere significati differenti. Il racconto diventa così il punto di partenza per parlare dei rapporti fra uomo e donna, dell’uguaglianza, della subordinazione e del modo in cui le società hanno interpretato il femminile.
Una ribellione destinata a diventare simbolo
Secondo la versione più conosciuta della leggenda, Lilith sarebbe stata creata dalla polvere proprio come Adamo. Nascendo dalla stessa materia, si sarebbe considerata sua pari e avrebbe rifiutato di sottomettersi. Dopo il conflitto con il compagno avrebbe pronunciato il nome di Dio e abbandonato volontariamente l’Eden, respingendo anche l’invito di tre angeli a fare ritorno.
Questa narrazione compare nell’Alfabeto di Ben Sira, testo anonimo generalmente collocato tra l’VIII e il X secolo. È la più antica fonte conservata nella quale Lilith viene presentata chiaramente come prima moglie di Adamo. Le versioni successive hanno aggiunto numerosi particolari, trasformandola di volta in volta in demone, seduttrice, compagna di creature infernali o nemica di Eva. La Biblical Archaeology Society ricostruisce l’evoluzione medievale del personaggio.
L’articolo di Rosa Andronaco riesce a mettere in luce il nucleo più moderno del mito: Lilith non accetta una relazione fondata sull’inferiorità. Da creatura negativa della tradizione diventa progressivamente un simbolo utilizzato da movimenti e associazioni femminili per rappresentare il diritto all’autonomia, alla dignità e alla libertà di scelta.
Questa trasformazione è particolarmente interessante perché mostra quanto i miti non rimangano immobili. Ogni epoca li rilegge attraverso le proprie domande e sensibilità. La figura che un tempo incarnava il pericolo di una donna non controllabile viene oggi interpretata anche come rappresentazione della resistenza al potere patriarcale.
Lilith non è Eva
Nella parte più personale dell’articolo, Rosa Andronaco riflette sul racconto biblico della creazione di Eva e contesta l’interpretazione secondo cui la donna, essendo stata plasmata dalla costola di Adamo, sarebbe destinata alla subordinazione.
L’autrice propone una lettura opposta: la provenienza dal fianco dell’uomo indicherebbe vicinanza, simmetria e pari dignità. Eva non nasce dalla testa per comandare né dai piedi per essere calpestata, ma dal fianco, come essere chiamato a condividere il cammino dell’uomo. È una riflessione che sposta il discorso dalla presunta gerarchia alla relazione.
Il confronto fra Lilith ed Eva diventa così meno netto di quanto sembri. La prima rivendica apertamente l’uguaglianza e abbandona un rapporto che considera ingiusto; la seconda, nella lettura proposta dall’autrice, non rappresenta necessariamente la sottomissione, ma la complementarità fra due esseri dotati della medesima dignità.
Tra fonti antiche e rielaborazioni successive
La vicenda di Lilith è composta da tradizioni sovrapposte. Alcuni elementi derivano dal folklore ebraico, altri dalla demonologia mesopotamica, dalla mistica medievale o da interpretazioni molto più recenti. Per questo particolari come il rapporto con Lucifero o il coinvolgimento diretto nella tentazione di Eva vanno considerati rielaborazioni leggendarie, non parti del testo della Genesi e neppure necessariamente della versione più antica del mito.
Persino il nome Lilith presenta una storia complessa. Un termine simile compare in Isaia 34,14, ma a seconda delle traduzioni può indicare una creatura notturna, un animale o un essere demoniaco. Non viene comunque descritta come moglie di Adamo.
Questa stratificazione non riduce il valore del personaggio; al contrario, ne spiega la straordinaria vitalità. Nell’arte contemporanea Lilith viene spesso rappresentata come una donna che rifiuta di offrirsi passivamente allo sguardo e al giudizio altrui. Il Metropolitan Museum of Art, commentando l’opera dedicatale da Kiki Smith, sottolinea proprio la sua trasformazione in una figura di sfida e autodeterminazione.
Una riflessione che invita al confronto
Il merito dell’articolo di Rosa Andronaco è quello di non fermarsi alla curiosità mitologica. Il racconto viene utilizzato per porre una domanda ancora attuale: perché una donna che rivendica l’uguaglianza viene così frequentemente trasformata in una figura pericolosa?
La contrapposizione fra la ribelle Lilith e l’obbediente Eva ha attraversato secoli di narrazioni, ma l’autrice suggerisce una lettura meno schematica. La dignità femminile non deve necessariamente manifestarsi soltanto attraverso la fuga e la ribellione; può essere riconosciuta anche nella reciprocità e nella condivisione.
“Lilith – La prima donna di Adamo” è quindi un articolo accessibile, curioso e capace di aprire una discussione. Rosa Andronaco conduce il lettore tra mito e testo biblico con un tono personale, senza nascondere la propria interpretazione e concludendo con una domanda rivolta al pubblico. È una scelta efficace, perché una figura complessa come Lilith non offre risposte definitive: continua invece a interrogarci sul potere, sulla libertà e sulle immagini della donna che ogni società decide di tramandare.
________________________________________________________________________
GEO: Antica Mesopotamia e tradizione ebraica medievale – Lilith, Adamo, Eva, Genesi, mito e simbologia femminile.
Per approfondire l’attualità nazionale, la cronaca, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post e Italia News Post.
Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.







Cosa ne pensi? Condividi il tuo punto di vista.