E’ stata inaugurata giovedì 4 luglio a l Museo Archeologico di Villasimius la mostra “TRACCE. Sculture e incisioni di Manuela Serra” visitabile fino al 6 agosto,
L’arte contemporanea incontra le testimonianze della storia in un dialogo capace di restituire nuova voce al patrimonio culturale.
C’è filo sottile che unisce il passato al presente. È fatto di segni, di materia e di memoria. Da questo intreccio nasce “TRACCE” la mostra di sculture e incisioni di Manuela Serra.

L’esposizione propone un percorso nel quale scultura e incisione calcografica diventano strumenti di riflessione sull’identità, sul tempo e sul valore della memoria condivisa. Al vernissage il pubblico ha potuto degustare i prodotti locali a filiera corta di Terre Ritrovate, rete etica e solidale impegnata nel recupero dei terreni agricoli abbandonati della Sardegna, accompagnato dalle sonorità jazz degli Angiolini Bros Duo, protagonisti di un concerto che ha contribuito a creare un’atmosfera di grande suggestione.
Il titolo della mostra racchiude il nucleo della ricerca di Manuela Serra. La traccia è ciò che il tempo lascia dietro di sé: un’impronta, un segno, una testimonianza. Ma è anche ciò che continua a parlare al presente, trasformandosi in memoria viva e generando nuovi significati. Da questa riflessione prende forma un percorso artistico che invita a interrogarsi su ciò che resiste al trascorrere del tempo e continua a costruire la nostra identità.

«La traccia è ciò che resta e, al tempo stesso, ciò che continua a generare significato», osserva la curatrice Veronica Cavalloni, presidente dell’Associazione Fuori Serie di Piacenza, che da anni segue il lavoro dell’artista e ha sostenuto questo progetto espositivo. Una chiave di lettura che attraversa l’intera mostra, dove il ricordo non è nostalgia del passato, ma elemento dinamico capace di mettere in relazione persone, luoghi e culture.

Le incisioni costituiscono uno dei nuclei più significativi dell’esposizione. Attraverso le tecniche dell’acquaforte e dell’acquatinta, Manuela Serra interpreta il patrimonio archeologico e paesaggistico della Sardegna restituendone non soltanto la forma, ma soprattutto la forza evocativa. Nuraghi, architetture antiche e paesaggi diventano simboli di un viaggio interiore nel quale il segno inciso conserva la memoria del gesto e trasforma il patrimonio culturale in uno spazio di incontro tra esperienza personale e memoria collettiva.
Accanto alle opere grafiche trovano spazio le sculture in terracotta, arricchite da inserti di rame, ferro e legno. La materia racconta il cammino dell’uomo, le trasformazioni dell’esistenza e il legame con le proprie radici. Le figure sembrano affiorare dalla terra portando impresse le tracce del tempo, mentre gli elementi metallici introducono tensioni e contrasti che ne rafforzano la forza espressiva.
Tra i temi ricorrenti emerge la figura femminile, interpretata lontano da ogni idealizzazione. Le donne scolpite da Manuela Serra sono presenze solide e consapevoli, custodi della memoria ma anche protagoniste del cambiamento. Raccontano resilienza, forza interiore e la continua ricerca di equilibrio tra passato e futuro.
Nata a Cagliari nel 1971, Manuela Serra ha affiancato agli studi umanistici una formazione artistica sviluppata tra Cagliari, Genova e Piacenza, approfondendo la scultura e le tecniche incisorie. Un percorso che ha dato vita a una poetica riconoscibile, nella quale materia, memoria e patrimonio culturale si intrecciano in un linguaggio essenziale e fortemente evocativo.
Non è casuale la scelta del Museo Archeologico di Villasimius come sede dell’esposizione. Le opere contemporanee dialogano infatti con uno spazio dedicato alla conservazione delle testimonianze del passato, creando un confronto che amplia il significato della mostra. Come sottolinea la direttrice del museo, Elisabetta Gaudina, questo incontro tra archeologia e arte contemporanea rafforza il valore culturale dell’intero progetto, dimostrando come il patrimonio storico possa continuare a ispirare nuove forme di espressione.
Più che una semplice esposizione, “TRACCE” si presenta come un invito a rallentare lo sguardo. In un tempo dominato dalla velocità delle immagini, Manuela Serra restituisce centralità al gesto, alla materia e alla capacità dell’arte di custodire e trasmettere memoria. Le sue opere chiedono tempo, attenzione e ascolto, trasformando la visita in un’esperienza che va oltre la contemplazione estetica.
Attraversare le sale del museo significa seguire un percorso fatto di superfici incise, terracotte e segni che raccontano il nostro rapporto con il tempo e con ciò che scegliamo di conservare. Perché ogni traccia, anche la più fragile, continua a custodire una storia e a costruire la memoria del futuro.
Comunicato stampa pubblicato da Andrea Macciò