Spoleto, inaugurate le mostre estive di Palazzo Collicola

IN OCCASIONE DEL “FESTIVAL DEI DUE MONDI” AL VIA ANAFORA DI GIUSEPPE PENONE, GRANDE ASSURDO DI ADELAIDE CIONI E UN SALTO NEL VUOTO DI FILIPPO MARIGNOLI

Sono state inaugurate il 27 giugno in occasione dell’apertura del Festival dei Due Mondi le grandi mostre che saranno ospitate da Palazzo Collicola di Spoleto fino al 10 gennaio 2027.

Anafora di Giuseppe Penone

In occasione del tema del Festival dei Due Mondi 2026 “Radici” a Spoleto è approdato il maestro della Land Art Giuseppe Penone, con un percorso che ha il suo centro nella Galleria di Palazzo Collicola e in un percorso che nel periodo estivo è diffuso per l’intera città di Spoleto.

Al piano nobile di Palazzo Collicola, in dialogo con la collezione permanente e gli ambienti storici del Palazzo, la mostra “Anafora” di Giuseppe Penone, (Garessio, 1947) a cura di Saverio Verini. Il progetto, nato in collaborazione tra il Festival dei Due Mondi e i Musei Civici di Spoleto, presenta una selezione di sculture tra le più significative della produzione dell’artista.

Nel Salone d’Onore è esposto l’imponente Albero di 11 metri, che rappresenta in modo emblematico la poetica dell’artista, incentrata sulla dialettica tra essere umano e natura.

Nella Galleria si trova il nucleo principale delle opere: il percorso si sviluppa in corrispondenza delle grandi finestre, instaurando una relazione continua tra interno ed esterno, come un grande giardino di sculture in bronzo nel quale naturale e artificiale, umano e natura si intrecciano. La disposizione delle sculture genera una scansione ritmica dello spazio, evocata dal titolo stesso della mostra, Anafora. Il percorso è accompagnato da una selezione di dieci scritti dell’artista, composti a partire dagli anni Sessanta ad oggi.

L’arte di Giuseppe Penone, che ha realizzato anche il Manifesto dell’edizione 2026 del Festival dei due Mondi, si è estesa nel corso del Festival anche nel resto della città, con una monumentale scultura in bronzo in Piazza Pianciani, e con la mostra di video dell’artista Ephemeris visitabili negli spazi dell’ex Battistero della Manna d’Oro a cura della Fondazione Carla Fendi.

“Grande Assurdo” di Adelaide Cioni

Al piano terra la mostra personale di Adelaide Cioni (Bologna, 1976), a cura di Saverio Verini.

L’artista bolognese, residente da alcuni anni a Spoleto presenta un inedito progetto espositivo.

“Grande Assurdo” concepita appositamente per gli spazi del Palazzo, è la prima personale di Adelaide Cioni, un percorso immersivo in cui ogni ambiente si apre come una visione autonoma, popolata da forme geometriche, organiche e archetipiche, tra elementi sospesi, prati verticali, simboli ricorrenti e presenze non umane. Attraverso materiali come tessuto, gesso e legno, Cioni dialoga con l’architettura del museo, esaltandone prospettive, lunghezze e punti di vista in un continuo gioco percettivo che trasforma l’abituale configurazione degli spazi espositivi. Il percorso espositivo, al quale si accede dalla prima installazione, un lungo corridoio completamente ripensato dall’artista aperto dalla scritta “Si entra” è nutrita di suggestioni che spaziano dalla storia dell’arte al teatro dell’assurdo, fino alle visioni mistiche, si dipana attraverso una serie di ambienti avvolgenti e sorprendenti, capaci di condurre il visitatore fuori dall’ordinario verso una dimensione poetica e liberatoria.


La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Liceo Artistico Sansi Leonardi Volta e dei suoi studenti, che hanno dato un contributo fondamentale all’allestimento, con la sponsorizzazione tecnica di Fabiana Filippi, che ha messo a disposizione i materiali tessili impiegati dall’artista per la realizzazione di alcune opere, e con la collaborazione con maestranze e artigiani della zona.

“Un salto nel vuoto” di Filippo Marignoli

Il piano terra ospita anche “Un salto nel vuoto” mostra dedicata a Filippo Marignoli (Perugia, 1926 – Seattle, 1995), a cura di Peter Benson Miller, assistita da Gemma Fullone.

Promossa dalla Fondazione Marignoli di Montecorona in occasione del centenario della nascita dell’artista, l’esposizione ripercorre i momenti fondamentali della sua ricerca pittorica attraverso una selezione accurata di opere emblematiche.
Già membro del Gruppo di Spoleto, Marignoli viene raccontato attraverso un percorso che restituisce la ricchezza e l’evoluzione del suo linguaggio visivo, evidenziandone il dialogo con le principali esperienze artistiche del secondo Novecento.
La mostra Un salto nel vuoto è accompagnata da un catalogo edito da Viaindustriae con contributi del curatore, di Davide Ferri e una conversazione tra Fabio Sargentini e Saverio Verini. Il progetto espositivo è realizzato in collaborazione con Mahler & LeWitt Studios e con il supporto della Fondazione CaRiSpo.

Tutte le mostre saranno visitabili fino al 10 gennaio del 2027

Articolo e Foto di Andrea Macciò

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