“Ci sono luoghi del mondo dove un sorriso, un quaderno o una medicina possono fare la differenza tra la disperazione e la speranza.”
Mentre gran parte del mondo corre veloce tra tecnologia, consumi e benessere, esistono realtà dove la sopravvivenza quotidiana resta una sfida drammatica. È in questi contesti che si inserisce la 65ª missione umanitaria del professor Francesco Barone, impegnato in Burundi dopo aver dovuto modificare il programma iniziale a causa dell’emergenza Ebola che ha colpito il vicino Congo. Ancora una volta l’Africa diventa il teatro di un impegno concreto fatto di aiuti, solidarietà e presenza sul campo. Le testimonianze raccolte nelle prime giornate della missione raccontano una realtà segnata da forti disuguaglianze sociali, povertà diffusa e gravi carenze nei servizi essenziali, ma anche da una straordinaria capacità di resistenza delle comunità locali. Attraverso la distribuzione di alimenti, medicinali e materiali destinati alla scuola, la missione intende offrire un sostegno immediato alle fasce più fragili della popolazione, ricordando che la solidarietà non conosce confini geografici.
Pier Carlo Lava
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E’ ENTRATA NEL VIVO LA 65^ MISSIONE UMANITARIA DI FRANCESCO BARONE IN BURUNDI:
“Qui forti ingiustizie e disuguaglianze”. di ENNIO BELLUCCI*
A causa dello scoppio della pandemia di Ebola, che in Congo sta provocando centinaia di vittime, il prof. Francesco Barone ha cambiato destinazione ma non si è fermato. Per compiere la sua 65^ missione umanitaria si è recato in Burundi. Ancora una volta in Africa, quindi, per portare gli aiuti umanitari alla popolazione che vive in condizioni di povertà estrema e di vulnerabilità.
Gli interventi, già in atto, riguardano la consegna di tonnellate di beni di prima necessità, di alimenti e grandi quantità di medicinali. In questa primissima fase della missione – Barone è lì da alcuni giorni -, particolare attenzione viene posta alla scolarizzazione dei bambini appartenenti a famiglie che vivono una condizione di particolare indigenza e bisogno.
“Stiamo operando in una situazione di estrema precarietà – ci ha detto Barone raggiunto telefonicamente -. Manca anche il carburante per rifornire i mezzi trasporto. Per procurarselo, al mercato nero, occorrono 5/6 euro al litro: un’enormità.”

” In questo mondo diviso e non condiviso, c’è bisogno di più cuore e meno intelletto – ci dice il professore originario di Bussi sul Tirino -. In questa parte di mondo, dopo aver incrociato certi sguardi ed ascoltato i lamenti, – prosegue -, non si è più disposti a tacere e a negoziare il perché degli avvenimenti. Queste vite sono talmente intense e vere che aiutano a farti gridare contro le ingiustizie e le disuguaglianze. Queste misere esistenze aiutano a riflettere e a comprendere che la vita è una e che il tempo è tiranno.”
“In questi incontri sono racchiusi attimi colmi di emozioni e sentimenti. Qui, dove quasi mai è Natale – aggiunge Francesco -, la maggior parte delle persone non dispone dei più elementari beni di sopravvivenza. Stando tra loro e con loro, si coglie nei loro occhi, negli sguardi la ricerca di Gesù. È impossibile non restare imprigionati in questi silenzi. Esprimono e dicono molto, come quando ti avvicini a uno o una di loro e senza parlare sembra volerti dire: Alla fine della tua esistenza porterai con te soltanto ciò che hai donato e non quello che hai guadagnato.” Cosa dire di più e ancora?!
* Giornalista

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Geo
Il Burundi è uno dei Paesi più piccoli dell’Africa orientale e continua a confrontarsi con importanti difficoltà economiche e sociali. In questo contesto opera il professor Francesco Barone, originario di Bussi sul Tirino, da anni impegnato in missioni umanitarie internazionali. Alessandria Post segue con attenzione le iniziative che promuovono solidarietà, cooperazione e sostegno alle popolazioni più vulnerabili, contribuendo a diffondere testimonianze che invitano alla riflessione sul valore della dignità umana e dell’aiuto reciproco.







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