Ci sono poesie che nascono dalla contemplazione e altre che sembrano un richiamo, quasi un appello rivolto a chi sta attraversando un momento difficile. “Dire: ci sono!” di Nadezhda Slavova appartiene a questa seconda categoria. È una poesia che non accetta la resa, che invita a rialzarsi dopo le cadute e a ritrovare il coraggio di vivere, amare e condividere la propria umanità con gli altri.
Pier Carlo Lava
Fin dai primi versi emerge con forza il tema della rinascita. “È ora di reagire! Di tornare volando, di cadere per rialzarsi”. L’autrice non nega il dolore né cerca scorciatoie consolatorie. Al contrario, riconosce che la sofferenza fa parte dell’esperienza umana e che il percorso verso la guarigione passa proprio attraverso l’accettazione delle proprie ferite. La poesia propone una visione profondamente autentica della resilienza. Piangere liberamente, immergersi nel dolore, comprendere sé stessi diventano passaggi necessari per ritrovare equilibrio. Non c’è alcuna esaltazione della forza fine a sé stessa; c’è invece la consapevolezza che il coraggio nasce spesso dalla vulnerabilità.
Uno dei passaggi più significativi riguarda il bisogno di liberarsi dal male accumulato nel tempo. “Cancellando il male che hai sulla pelle” è un’immagine intensa che suggerisce come le ferite emotive possano diventare quasi visibili, segnando il corpo e l’anima. Ma la poesia non si ferma alla sofferenza: la trasforma in energia di cambiamento. Il cuore del testo è rappresentato dall’amore. Non un amore possessivo o idealizzato, ma una forza universale che nasce dallo sguardo e batte nel cuore. Nadezhda Slavova descrive l’amore come linguaggio condiviso, capace di superare distanze geografiche e culturali. Bellissima, in questo senso, l’immagine della luna: una sola per tutti, testimone silenziosa dei sogni e della poesia.
La seconda parte della composizione si apre verso una dimensione ancora più ampia. Il vento, le maree, la spiaggia e il silenzio diventano simboli di una connessione profonda tra essere umano e natura. L’autrice costruisce una poesia che guarda contemporaneamente all’interiorità e al mondo esterno, creando un equilibrio armonioso tra emozione e paesaggio. Particolarmente toccante è il richiamo all’amicizia. “https://www.facebook.com/nadezhda.slavovaDi abbracciare un amico e dire ci sono” rappresenta uno dei versi più umani dell’intera composizione. In un’epoca caratterizzata da relazioni spesso superficiali, questa semplice frase assume un valore straordinario. Essere presenti per qualcuno può diventare un atto d’amore tanto importante quanto una dichiarazione sentimentale.
Il finale è potente e liberatorio. “Ed è ora di urlare al mondo: Ti amo.” Dopo un percorso fatto di dolore, consapevolezza e rinascita, la poesia si conclude con una celebrazione della vita e dei sentimenti. Non è un sussurro, ma un’affermazione piena e coraggiosa. Dal punto di vista stilistico, Nadezhda Slavova utilizza un linguaggio diretto e immediato, caratterizzato da un ritmo quasi incalzante. La ripetizione di “È ora” scandisce il testo come una chiamata all’azione, trasformando la poesia in una sorta di manifesto esistenziale. Per intensità emotiva e tensione verso la rinascita, alcuni passaggi possono ricordare la sensibilità di Alda Merini o certi versi di Pablo Neruda, nei quali amore e dolore convivono come elementi inseparabili dell’esperienza umana. Tuttavia la voce di Nadezhda Slavova conserva una propria identità, fondata sulla speranza e sulla fiducia nelle relazioni umane.
“Dire: ci sono!” di Nadezhda Slavova
Dire: ci sono!
È ora di reagire!
Di tornare volando,
di cadere per rialzarsi
piangendo liberamente.
È ora di viversi,
di capire sé stessi,
di immergersi nel dolore
per risalire ancora,
di trovare coraggio
per dire addio
cancellando il male
che hai sulla pelle.
È ora di amare, amando l’amore
che nasce dallo sguardo
ma batte nel cuore,
di spegnere le distanze
perché la luna è una
e parla il linguaggio
dei sogni e della poesia.
È ora di fondere
il vento e le maree,
di scrivere sulla spiaggia
quel che il silenzio ruba,
di abbracciare un amico
e dire ci sono.
Ed è ora di urlare
al mondo:
Ti amo.
Biografia dell’autrice
Nadezhda Slavova è una poetessa che pone al centro della propria scrittura i temi dell’amore, della rinascita interiore, della speranza e della solidarietà umana. Le sue poesie si caratterizzano per un linguaggio diretto e coinvolgente, capace di trasformare emozioni personali in messaggi universali. Nei suoi versi emerge una costante ricerca di luce anche nei momenti più difficili, accompagnata dalla convinzione che la poesia possa diventare uno strumento di guarigione e di incontro tra le persone.
Intervista immaginaria all’autrice
Nadezhda, qual è il significato più profondo di questa poesia?
Ricordare a noi stessi che, anche quando tutto sembra perduto, abbiamo ancora la possibilità di ricominciare.
Perché la frase “ci sono” è così importante?
Perché spesso le persone hanno bisogno soprattutto di sentirsi viste, ascoltate e accompagnate.
E il verso finale “Ti amo”?
È il punto d’arrivo del percorso. Quando impariamo ad accettare noi stessi e gli altri, non abbiamo più paura di dichiarare l’amore.
Conclusione
Con Dire: ci sono!, Nadezhda Slavova ci consegna una poesia che è allo stesso tempo riflessione, incoraggiamento e dichiarazione d’amore verso la vita. È un invito a non nascondersi dietro le ferite, a coltivare la speranza e a ritrovare il coraggio di essere presenti per sé stessi e per gli altri. Un messaggio semplice, ma straordinariamente necessario.
Geo
Nadezhda Slavova propone una poesia che unisce introspezione, amore e desiderio di rinascita. Attraverso immagini legate alla natura e ai sentimenti, l’autrice costruisce un percorso emotivo che invita a ritrovare fiducia nella vita e nelle relazioni umane. italianewspost.com continua a promuovere la poesia contemporanea come spazio di dialogo, bellezza e crescita interiore, valorizzando autori capaci di trasformare l’esperienza personale in patrimonio collettivo.
Nadezhda Slavova racconta attraverso la poesia il coraggio di rialzarsi, la forza dell’amore e il valore di una semplice ma preziosa presenza: “Ci sono”.
Foto della poetessa Nadezhda Slavova dalla sua pagina facebook. Pubblicata a corredo della recensione poetica per finalità culturali e divulgative.
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