IL SILENZIO DEI RAGAZZI

Depressione, isolamento e ansia: l’epidemia invisibile che sta travolgendo una generazione

Viviamo in un’epoca che gli esperti definiscono a ragione un’«emergenza silenziosa», un tempo in cui il malessere esistenziale dei nostri giovani non bussa più alla porta, ma abita stabilmente le aule scolastiche, le stanze digitali e i silenzi delle nostre case. Quando le statistiche ci restituiscono l’immagine di una generazione ferita — dove un adolescente su quattro manifesta sintomi depressivi e la sofferenza psicologica si radicalizza precocemente — rischiamo di cadere nella trappola di trattare il fenomeno come una mera patologia clinica o un’emergenza di ordine pubblico.

A offrirci una prospettiva ben più profonda e illuminante soccorre la lezione del grande pedagogista Piero Bertolini. Per Bertolini il disagio giovanile non è mai un corpo estraneo o un semplice “guasto” da riparare con freddi protocolli tecnici, bensì il sintomo acuto di una crisi di senso nel rapporto tra le generazioni. Il fondatore della pedagogia fenomenologica ci ha insegnato che l’adolescenza è per sua natura un “campo di possibilità” e di radicale ridefinizione dell’io; quando la società adulta smette di essere uno specchio affidabile e un interlocutore autorevole, quel campo si trasforma in un labirinto claustrofobico.

Ripartire dai giovani, alla luce del pensiero bertoliniano, significa allora rigettare ogni forma di delega istituzionale e riscoprire il valore pedagogico della comunità educante. Non basta curare il sintomo o arginare l’emergenza con interventi episodici: occorre ricostruire un ecosistema in cui la scuola, la famiglia e il territorio tornino a tessere quella trama di senso capace di intercettare la domanda di aiuto prima che il silenzio diventi insondabile. Accogliere il dolore dei nostri ragazzi significa, in definitiva, ammettere che la loro sofferenza è lo specchio delle nostre fragilità collettive, e che solo uscendo dalla solitudine possiamo sperare di restituire loro il futuro.

Francesca Giordano

ARRIVA A CITTÀ DI CASTELLO (PG) IL TOUR DI SO.STARTI ACCANTO

Il 19 ottobre l’Istituto Tecnico Franchetti Salviani ospiterà il centro mobile MOIGE per contrastare il disagio dei ragazzi

1 ragazzo su 4 ha sintomi di depressione

Parte da Città di Castello (PG), e, più precisamente l’Istituto Tecnico Franchetti Salviani, il tour del progetto “So.starti Accanto”. Alle 9:30 di lunedì 19 ottobre arriverà presso l’istituto il centro mobile del MOIGE. Sono 40 le tappe del tour nazionale della campagna che attraverserà tutta l’Italia.

Dalle 10:00 alle 13:00 si svolgeranno tre sessioni formative della durata di 50 minuti ciascuna, condotte da Antonella Silletti e Sara Valente, psicologhe della task force del MOIGE, che accompagneranno gli studenti nell’approfondimento delle tematiche al centro del progetto. A dare un contributo significativo all’iniziativa sarà anche il Capitano Massimiliano Croce, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Città di Castello, che interverrà direttamente negli incontri con i ragazzi, offrendo il punto di vista e l’esperienza dell’Arma sui temi affrontati e contribuendo a promuovere la cultura della legalità, della prevenzione e della responsabilità.

La partecipazione dei Carabinieri si inserisce nell’ambito del Protocollo d’intesa che lega MOIGE e Arma dei Carabinieri, una collaborazione volta a promuovere attività di informazione e formazione all’interno degli istituti scolastici coinvolti nel tour nazionale, rafforzando il dialogo con i giovani e la consapevolezza sui temi oggetto del progetto.

Nel pomeriggio, il centro mobile sosterà nel cortile della scuola per incontrare e sensibilizzare la cittadinanza. È inoltre previsto un momento di confronto dedicato a genitori e docenti, per coinvolgere l’intera comunità educante e promuovere un’azione condivisa di prevenzione e sensibilizzazione.

L’Italia affronta un’emergenza silenziosa che non può più aspettare: oltre 700.000 giovani italiani convivono con ansia e depressione, quasi il 40% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha consumato almeno una sostanza psicoattiva, e gli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile sono raddoppiati nell’ultimo decennio. In risposta a questa crisi, il MOIGE – Movimento Italiano Genitori lancia “So.Starti Accanto”, un modello inedito di rete nazionale che connette famiglia, scuola e territorio per intercettare il disagio prima che diventi emergenza.

Il quadro: un’emergenza che non si può ignorare

I numeri parlano da soli. Il disagio grave tra gli adolescenti è salito dal 13,1% al 16% dopo la pandemia, e il Censis rileva che il 49,4% dei giovani tra i 18 e i 25 anni vive quotidianamente con ansia e depressione. Sul fronte delle dipendenze, i casi patologici registrati dalla rete FICT sono aumentati del +15% in un solo anno, con l’alcol cresciuto del +25,7% e il gioco d’azzardo patologico in aumento del +60% dal 2020. A queste si aggiungono le dipendenze digitali: oltre 1,1 milioni di under 35 sono a rischio elevato di dipendenza da social media, mentre 910.000 giovani consumano sostanze psicoattive regolarmente. Un dato trasversale a tutte queste emergenze è la vergogna: la grande maggioranza dei ragazzi in difficoltà non chiede aiuto per paura del giudizio o per barriere economiche. È proprio qui che “So.Starti Accanto” interviene.

Il progetto: un modello innovativo e integrato

Ciò che rende “So.Starti Accanto” unico nel panorama delle iniziative di welfare giovanile è il suo approccio biologico-psicologico e sociale, che abbandona la logica del singolo intervento per abbracciare quella della comunità educante integrata. Il progetto non si limita a curare il sintomo, ma agisce sulle radici del disagio, costruendo un ecosistema di supporto che circonda il ragazzo a 360 gradi.

Tre sono i pilastri dell’intervento:

  1. La scuola come presidio di benessere. In 110 istituti scolastici secondari distribuiti su tutto il territorio nazionale, docenti e studenti vengono formati per diventare vere e proprie “sentinelle del benessere”: persone capaci di riconoscere precocemente i segnali di crisi, di rompere il muro del silenzio e di attivare le risorse giuste al momento giusto. La scuola smette così di essere solo luogo di istruzione e diventa il primo avamposto della prevenzione.
  2. Il Centro Mobile di Prevenzione: la prevenzione che va dal cittadino. Un’unità itinerante percorrerà l’Italia con 40 tappe nelle piazze cittadine, portando direttamente alle comunità locali consulenze, attività di sensibilizzazione e strumenti di orientamento. L’obiettivo è abbattere le distanze geografiche e culturali che ancora oggi separano molte famiglie – soprattutto nelle aree interne e periferiche – dall’accesso ai servizi di supporto psicologico.
  3. Lo sportello digitale: nessuno deve sentirsi solo. Per garantire un aiuto immediato e accessibile anche a chi non può o non vuole presentarsi fisicamente, saranno operativi uno sportello di ascolto online e servizi di messaggistica istantanea gestiti da professionisti qualificati. Un canale pensato per i ragazzi nativi digitali, che spesso esprimono il disagio prima sul telefono che di fronte a un adulto.
La rete dei partner: una coalizione per il futuro

Il progetto vede al suo fianco una solida rete di partner operativi attivamente coinvolti nella realizzazione delle azioni: Fondazione Longevitas ETS, l’Associazione Articolo 26 APS, l’OPES Comitato Provinciale Firenze APS, l’Aladino ODV, l’Associazione Familiare Laurento APS, l’APS Formiamoci e Nati Nel Metaverso APS. Un ecosistema plurale che unisce competenze cliniche, sociali, educative e digitali, garantendo un intervento coerente su 21 Regioni e Province Autonome italiane.

La visione: un welfare generativo e replicabile

“Questi dati non sono semplici statistiche: sono volti, famiglie, classi scolastiche. Come genitori e come società non possiamo voltarci dall’altra parte. So.Starti Accanto nasce per costruire una comunità che sappia vedere, ascoltare e agire prima che sia troppo tardi. Non vogliamo solo rispondere alle crisi: vogliamo trasformare il benessere dei giovani in una responsabilità collettiva e condivisa”, dichiara Antonio Affinita Direttore Generale del MOIGE.

L’ambizione finale del progetto va oltre l’intervento contingente: “So.Starti Accanto” è progettato per diventare un modello di welfare generativo replicabile, esportabile in altri contesti territoriali e scalabile nel tempo. Una risposta sistemica, non emergenziale, che punta a trasformare strutturalmente il modo in cui l’Italia si prende cura delle sue nuove generazioni.

L’iniziativa è realizzata grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (art. 72, D.Lgs. n. 117/2017) e al contributo del Fondo di Beneficenza ed Opere di Carattere Sociale e Culturale di Intesa Sanpaolo.

A cura di Francesca Giordano

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