Mercoledì 23 Settembre si apre la stagione 2026/2027 della rassegna “Il Cinema Ritrovato” che ha permesso di proiettare presso il Cinema Politeama Lucioli di Terni i grandi capolavori del cinema in versione restaurata. Il primo appuntamento sarà con il capolavoro di Fritz Lang “M Il Mostro di Dusseldorf.
M è il il primo film sonoro di uno dei più grandi registi di sempre, Fritz Lang. Un capolavoro assoluto, con protagonista Peter Lorre in una delle interpretazioni più memorabili e incisive dell’intera storia del cinema. Un film uscito nel 1931 in Germania che è una metafora di una società che sarebbe precipitata da lì a poco nella dittatura nazista e che anticipa temi ed estetiche del thriller contemporaneo.
E’ un thriller dell’anima- scrivono gli organizzatori- M. non giustifica, Lang, il suo protagonista, ma lo fa parlare, lo mostra in tutta la sua solitudine patologica, in tutta la sua miseria umana. E’ pur sempre un uomo anche se profondamente disturbato, tormentato nel profondo da impulsi che non riesce a controllare, vittima di se stesso e che da se stesso prova inutilmente a fuggire. Compiuti gli atti cerca di ritornare ad una vita normale ma è divorato dal senso di colpa, dai fantasmi di coloro a cui ha fatto del male. Un uomo che tra la massa si muove come un’ombra tra tante ombre, un uomo qualunque, “invisibile”. Impossibile da riconoscere. La banalità del Male e insieme il suo Mistero… Ed è forse per questa ragione che a distanza di un secolo questo film continua a parlare allo spettatore contemporaneo, esercitando su di lui una profonda fascinazione: perché il Male che racconta non è legato a un’epoca, ma a una condizione umana.
E’ un film che contiene una profonda riflessione politica e sociale, M. Uscito nel 1931, è un’allegoria inquietante di ciò che di lì a poco sarebbe accaduto in Germania: la sostituzione della legge con l’autorità della strada. La macchina da presa di Lang è implacabile nel raccontare una società in declino, prossima a farsi fagocitare dalla dittatura nazista senza opporre troppa resistenza…
E‘ un saggio di estetica cinematografica come pochi altri in tutta la storia del cinema, M di Fritz Lang si confronta per la prima volta con il sonoro, riuscendo a utilizzarlo in modo mirabile come strumento espressivo, in funzione narrativa. Il fischiettio del protagonista Lang lo usa per creare suspense, come un presagio funesto. E’ quel fischiettare, è l’ombra di quell’uomo contro un manifesto che annuncia una taglia sulla sua testa, a trasformarlo in una presenza inquietante, fatta di solo Cinema, solo suggerita (almeno nella prima parte del film), così come solo suggeriti e mai mostrati sono i gravissimi atti che compie.
In M c’è, a livello embrionale, tantissima della filmografia che sarebbe venuta dopo – dal thriller procedurale ai vari giustizieri della notte che avrebbero affollato negli anni ’70 e ’80 i cinema americani – ma con l’aggiunta di uno sguardo sull’essere umano tra i più lucidi e rigorosi di sempre. Uno sguardo mai spietato, però. Lo sguardo di Lang è profondamente sofferto e descrive una società allo sbando, fatta di carnefici che diventano vittime, di criminali che si fanno improvvisati giustizieri, di isteria di massa, di caccia alle streghe, di oppressione…
Per queste e tantissime altre ragioni, per ” Sentieri del Cinema” merita di essere (ri)visto sul grande schermo, e nella sua lingua originale (con sottotitoli).
Il film verrà proiettato nei giorni di Cinema in Festa, ragion per cui il biglietto di ingresso avrà un costo di 3,50 euro.
Andrea Macciò