Le storie d’impresa di alcune realtà territoriali hanno accompagnato un’epoca e contribuito a scriverne la storia, restituendo, a distanza di decenni, un frammento del territorio e del tempo in cui sono nate.
Erano quegli anni in cui cresceva la predilezione per il turismo all’aria aperta, che via via conquistava sempre più famiglie italiane. Roulotte e camper rappresentavano un nuovo modo di viaggiare, all’insegna di una libertà che avrebbe contribuito alla progressiva diffusione di campeggi e strutture dedicate lungo tutta la nostra Penisola.
È in questo contesto, segnato da nuove abitudini di viaggio e da un settore in espansione, che nei primi anni ‘70 prende forma a Pomezia la CAR snc, società nata dall’iniziativa di Romano Franco Biancanelli e Cristoforo Picchi. Due nomi legati alla prima stagione di un’attività specializzata nell’assistenza, nella manutenzione e negli interventi su roulotte e camper che negli anni seppe costruire un rapporto di fiducia con una clientela proveniente anche da fuori della città pometina. Una realtà cresciuta insieme a un settore allora in sviluppo, nel quale competenze tecniche e professionalità diventavano necessarie per accompagnare la diffusione di un nuovo modo di viaggiare.
Ricostruire oggi quella storia significa anche guardare come e quanto sia cambiato, nel tempo, il modo di vivere, il turismo itinerante. Le roulotte che negli anni Settanta e Ottanta accompagnavano le vacanze di tante famiglie italiane hanno progressivamente lasciato spazio a camper sempre più moderni e attrezzati. Allo stesso tempo sono cambiate anche le esigenze dei viaggiatori e il lavoro di chi, per anni, ha messo esperienza e competenza al servizio delle necessità del momento.
La vicenda imprenditoriale proseguita negli anni a venire, dalla famiglia Picchi ne rappresenta un esempio. Fu da quell’esperienza originaria nel settore che si svilupparono successivamente le nuove attività, fino alla specializzazione nella realizzazione e nell’allestimento di veicoli speciali.
È forse proprio questa continuità che rende interessante e affascinante fare un salto indietro e, a più di mezzo secolo di distanza giungere fino alle origini.
Oltre all’assistenza tecnica e alla manutenzione si evidenziava il rapporto diretto con il cliente. Chi entrava alla CAR aveva delle specifiche esigenze, faceva richieste e spesso manifestava anche qualche preoccupazione legata a un mezzo che avrebbe accompagnato la propria famiglia durante le vacanze magari anche per svariati chilometri.
Ecco perché il lavoro incominciava dall’ascolto e finiva con il trovare la soluzione più adatta.
Era un modo ormai divenuto assai raro di fare impresa nel quale il rapporto personale aveva un peso determinante. Il cliente tornava, chiedeva dei consigli e raccontava ciò di cui aveva bisogno trovando dall’altra parte prima di tutto persone e poi professionisti che conoscevano nei minimi dettagli il mezzo e spesso finivano per sapere a menadito anche le sue abitudini di viaggio. Molti interventi nascevano proprio dalla volontà di rendere la roulotte più funzionale e più confortevole o semplicemente più vicina ai desideri di chi la viveva.
È anche attraverso questo rapporto costruito nel tempo che la CAR riuscì a farsi apprezzare oltre i confini della città. Il passaparola aveva allora un valore particolare perché la soddisfazione di un cliente diventava spesso il modo più efficace per portarne un altro. Per un’attività principalmente fondata sull’assistenza, essere scelti nuovamente significava soprattutto aver conquistato fiducia e la fiducia era il valore indispensabile sia come riconoscimento sia come garanzia di continuità.
In fondo, dietro ogni richiesta di un cliente c’era al minimo una partenza da preparare, forse una vacanza attesa e un viaggio da affrontare. Doveva essere proprio questa consapevolezza a rendere il rapporto con il cliente qualcosa che andava oltre il semplice intervento sul mezzo: significava contribuire, a dare sicurezza e serenità.
La storia industriale di un territorio non è composta soltanto dai grandi marchi che hanno occupato stabilimenti e dato lavoro a migliaia di persone, accanto a loro sono esistite officine, piccole società e imprese specializzate capaci di veicolare l’economia a piccoli passi, di intercettare nuovi mercati e di costruire competenze che, in alcuni casi, sono sopravvissute alle trasformazioni di interi settori.
La CAR S.N.C. appartiene a quella Pomezia.
Una Pomezia cresciuta lungo la via Pontina, nella quale industria e piccola imprenditoria vivevano spesso a pochi metri di distanza. Da una parte realtà protagoniste nazionali del settore; dall’altra un centro di assistenza nato dall’iniziativa di due persone, Romano Franco Biancanelli e Cristoforo Picchi che seppero ritagliarsi il proprio spazio facendo della competenza e del rapporto con i clienti il cuore dell’attività e che appartiene a pieno titolo al tessuto imprenditoriale di quegli anni e alla memoria di un territorio che intorno al lavoro costruiva una parte importante della propria identità.
Una storia, dunque, capace di restituire un’immagine diversa e meno raccontata della Pomezia di quegli anni: quella di persone che, osservando un settore nuovo che cresceva, decisero di costruirvi intorno il proprio lavoro, diventando parte di quella stagione di sviluppo economico e imprenditoriale che stava cambiando il territorio.
D’altronde ogni storia porta con sé il nome di chi l’ha costruita.
A mio padre, Romano.
Perché ci sono storie che si raccontano per ciò che hanno rappresentato e altre che, mentre le racconti, ti riportano inevitabilmente a chi hai amato. Questa, per me, è entrambe le cose.
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