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POESIE DI IBRAIM DŽEMAIL “SCARABEO”
– MACEDONIA da Angela Kosta
Nato a Skopje, in Macedonia, Ibraim Džemail è poeta e scrittore e rappresenta una voce significativa nel panorama della letteratura rom contemporanea. Dopo aver completato gli studi liceali, ha proseguito la propria formazione presso l’Accademia Pedagogica “San Clemente di Ocrida” di Skopje.
Il suo percorso letterario ha avuto inizio nel 1980 con la pubblicazione della prima raccolta poetica, “Scarabeo notturno”. Da allora, la sua scrittura è apparsa su numerose riviste letterarie in Macedonia e all’estero, consolidando nel tempo la sua presenza nel panorama culturale internazionale. Nel 2015, a Skopje, ha pubblicato il secondo volume, “Ritorno alle radici”, titolo che richiama uno dei temi profondamente radicati nella sua poetica: il rapporto tra memoria, identità e appartenenza.
Dal 2016 è membro dell’Associazione degli Scrittori del Nord Reno-Westfalia (NRW). Nel 2017 ha conseguito un certificato al termine di un corso dedicato alla lingua e alla cultura dei Rom, rafforzando ulteriormente il suo impegno nella valorizzazione e nella diffusione della cultura rom.
Il 2018 è stato un anno particolarmente importante nella sua attività letteraria. A Skopje è stata pubblicata la raccolta “Sentimenti arcaici”, mentre a Belgrado è uscito il volume “Dei sul rogo”, pubblicato presso l’Associazione degli Scrittori Rom di Belgrado. Nella stessa associazione è stata pubblicata anche la raccolta poetica “Le chiavi del paradiso”.
Sempre nel 2018, a Belgrado, Džemail ha ricevuto il prestigioso Premio alla Carriera “Slobodan Berberski” per il suo contributo alla letteratura rom, riconoscimento che testimonia il valore e la continuità del suo percorso artistico.
Il suo impegno culturale lo ha portato anche oltre i confini europei. In occasione dell’esodo dei Rom, il 29 e 30 novembre 2018, ha partecipato a un importante evento a Nuova Delhi, in India, contribuendo attraverso la propria presenza alla diffusione della cultura e della letteratura rom.
Nel corso degli anni ha preso parte a numerosi concorsi europei e internazionali di poesia, ottenendo coppe, medaglie, certificati e diplomi conferiti in diversi Paesi europei. I riconoscimenti ricevuti testimoniano la continuità della sua attività poetica e la partecipazione a un dialogo culturale che supera i confini geografici e linguistici.
Nel 2025, durante una manifestazione dedicata alla lingua rom, Džemail è stato insignito per la seconda volta del Diploma alla Carriera. In occasione della presentazione a Skopje del volume “Scarabeo notturno”, ha inoltre ricevuto un ulteriore Diploma alla Carriera dal presidente dei Rom Ilo, Branko Petrevski.
Nel novembre dello stesso anno ha partecipato al Concorso Europeo di Poesia di Podgorica, dove ha ricevuto una coppa, un diploma e un medaglione in riconoscimento della sua partecipazione.
Il 9 aprile 2026, a Belgrado, in occasione delle celebrazioni per il 45° anniversario della letteratura rom e nell’ambito delle iniziative legate all’8 aprile, Giornata internazionale dei Rom, si è tenuta la presentazione del suo libro “Scarabeo notturno”. In quella circostanza Džemail è stato accolto come membro dell’Associazione degli Scrittori di Serbia (DPS), aggiungendo un ulteriore riconoscimento al suo lungo percorso letterario.
Successivamente, il suo itinerario culturale lo ha condotto a Sarajevo, dove è stato pubblicato il volume “Il sogno del passato”. Il 25 aprile 2026, presso la Casa Sevdah, si è tenuta la presentazione dell’opera, nell’ambito delle celebrazioni dedicate ai 45 anni della sua attività e del suo percorso nella letteratura rom.
La poesia di Ibraim Džemail nasce così dall’incontro tra memoria e presente, identità e viaggio, radici e ricerca. La sua opera si inserisce in un percorso letterario nel quale la parola poetica diventa testimonianza, custodia della memoria e strumento di dialogo tra culture. Attraverso i suoi libri, le sue partecipazioni internazionali e i numerosi riconoscimenti ricevuti, Džemail continua a dare voce alla cultura rom, portandone la memoria e la sensibilità oltre i confini della propria terra.
LA LETTERA DI GRASS A DIO
(A Günter Grass)
Günter Grass è deceduto!
Forse ha lasciato questo mondo
perché non era come lo immaginava,
eppure non morirà mai!
Mentre l’alba svaniva,
ho sognato di essermi svegliato
e, con sette paia di zurle e tamburi,
di aver seguito il Sole per addormentarmi.
Mentre nel fango camminavo
e nella terra desolata,
vidi la Notte:
non aveva occhi!
Ho acceso le lanterne
fatte di ciottoli bianchi.
Le zurle e i tamburi,
li sento lamentarsi!
Grass scrive una lettera a Dio
sui Rom!
Mi chiede:
«Arriverà la risposta?»
Sono nel nido sacro,
mi bagno al chiaro di luna.
Cerco di aprire la bocca,
ma ho perso la lingua!
Gli anni orribili
non sembravano essere passati!
Günter Grass e la sua pipa,
insieme agli Dei
che ardevano alla stazione,
sono i miei unici testimoni!
(Bruxelles, 2016)
OH, INDIA!
Tu conoscevi tutte le maledizioni,
India, nostra madre!
Eppure nessuno hai mai dannato!
Hai augurato pace e felicità a chiunque.
Noi, tuoi figli,
siamo stati sfoltiti dalla guerra
e dispersi in tutto il mondo.
I nostri passi possono raggiungere il cielo,
eppure le disgrazie ci minacciano continuamente!
Cantiamo:
«Djelem, djelem, lungone dromesa —
Maladilem e chache djenesa!»
«Cammino, cammino, per lunghe strade,
incontro persone belle e felici!»
Stiamo cantando,
eppure ci stanno profanando!
Stiamo danzando,
eppure ci stanno preparando il rogo!
Oh, India, madre della saggezza!
Manda loro Brgoy,
il nostro Dio del fuoco,
a lasciarli senza fiamma!
Lascia che Vaya,
il nostro Dio del vento,
li sconfigga!
Dì a Kama di preparare le frecce.
Lascia che insegni loro
l’amore e la saggezza!
(Skopje, 2018)
LA SINFONIA DELLA FAME
Ai nidi della Luna
abbiamo offerto la nostra pace.
Ma una maledizione primordiale
diffonde l’attesa.
Qualcuno
raccoglie la nostra sofferenza,
urlandoci contro.
Lei fugge, annaffiandola con il latte
lungo l’oscuro sentiero.
Con le nostre lacrime
abbiamo lavato il percorso,
bevendo il latte,
ed è tutto svanito,
tranne la maledizione.
Ci siamo fermati…
abbracciando un albero.
Abbiamo baciato la nostra ombra,
e la maledizione si è ammutolita.
La vita ci ha teso la mano,
perciò ci siamo rialzati,
attraversiamo il cammino.
Dove ci condurrà la strada,
lo vedremo!
(Traduzione: Angela Kosta)