Quello che non vi abbiamo mai detto su Yuka

YukaBuongiorno ,
 In tanti mi scrivete per farmi domande su Yuka! Alcune sono molto pratiche (la più ricorrente di tutte è “Come si finanzia Yuka?” 😄), mentre altre sono decisamente insolite.
Ho deciso di raccogliere le 10 domande che mi vengono poste più spesso, a cui risponderò in modo diretto e senza filtri 👇“Perché una carota come logo?”Volevamo un frutto o una verdura che fosse il simbolo di un’alimentazione sana. La mela era già stata presa 🍎 (e sapete bene da chi…). La scelta è quindi ricaduta naturalmente sulla carota: ha una forma semplice, un colore vivace e un’icona facile da riconoscere. Quando nel 2018 abbiamo esteso Yuka ai cosmetici, ci siamo chiesti se avesse ancora senso mantenere lo stesso logo. Poi ci siamo ricordati che la carota è ricca di beta-carotene, un ingrediente molto apprezzato anche nel mondo della cosmetica, e non avevamo più dubbi. Saremmo rimasti “l’app della carota”!“Andate d’accordo tra soci?”Certo, molto ❤️ François e Benoît sono fratelli, quindi il loro legame è naturalmente molto forte. Ma siamo anche piuttosto complementari di carattere, e non c’è un capo tra di noi: prendiamo insieme la maggior parte delle decisioni. La prova che andiamo davvero d’accordo? Beh, per un anno abbiamo condiviso la stessa casa a New York con le nostre rispettive famiglie: 6 adulti e 5 bambini sotto lo stesso tetto 😅 Se abbiamo superato questo crash test, direi che il nostro rapporto è più che solido 💪imageimageimage“Come vi finanziate?”Solo grazie a voi 💚 Yuka è un progetto 100% indipendente: non riceviamo alcun finanziamento da brand o aziende, non mostriamo pubblicità nell’app e non vendiamo i dati degli utenti. Le nostre entrate provengono esclusivamente dalla versione Premium dell’app, che costa 10 € all’anno (sì, all’anno!). Inoltre, il nostro modello è completamente trasparente: il bilancio è pubblico e potrete consultarlo in qualsiasi momento.“Qual è stato il momento più difficile nella storia di Yuka?”Senza dubbio la vicenda dei nitriti. Nel 2019 avevamo lanciato una petizione insieme a Foodwatch e alla Lega contro il cancro per chiedere il divieto dei nitriti aggiunti nelle carni lavorate. La reazione dell’industria è stata durissima: tre azioni legali nell’arco di sei mesi. Ero in maternità quando François e Benoît mi chiamarono: un ufficiale giudiziario era appena arrivato in ufficio con una scatola piena di documenti. In totale, la lobby dei salumi ci chiedeva 1,4 milioni di euro, quando l’utile netto annuo di Yuka era di soli 20.000 euro. La situazione ci ha davvero messo sotto forte pressione, ma alla fine la giustizia ci ha dato ragione ✊“Vi capita di ricevere messaggi insoliti?” Gli utenti a volte ci segnalano problemi legati ai prodotti: un capello nel pane in cassetta, un odore sospetto nello yogurt, della muffa in un barattolo di marmellata 😅 Capiamo la confusione, ma non siamo noi a gestire il servizio clienti dei brand. Di conseguenza, non abbiamo alcun potere in merito: noi valutiamo i prodotti, non li produciamo 😄image“Qual è la funzionalità che vi viene richiesta più spesso, ma che non farete mai?”Valutare l’alcol! Riceviamo questa richiesta molto spesso. Ma non potremmo mai classificare un vino o una birra come “Eccellente” per la salute… 😅 L’alcol, per definizione, non fa bene alla salute. Sarebbe quindi contraddittorio rispetto alla nostra mission. Siamo stati invece a un passo dal lanciare un’app che scansiona le persone (scherziamo ovviamente!)… 👀“Un marchio può chiedervi di modificare un punteggio?”I marchi possono sempre chiedere 😄 E alcuni non si fanno certo problemi a provarci! Diverse aziende cercano di convincerci a rivedere al rialzo il punteggio dei loro prodotti, spesso anche tramite lettere di avvocati. Scherzi a parte, ci capita di ricevere minacce di questo tipo. Ma potete stare tranquilli, non abbiamo intenzione di cedere. Al nostro fianco c’è Louise, la nostra responsabile legale, che è anche l’avvocato che ci ha aiutato a vincere le tre cause sui nitriti 💪“Voi di Yuka mangiate solo prodotti con valutazioni eccellenti?”Certo che no! Personalmente, mangiare è una delle mie più grandi passioni. Di sicuro faccio attenzione a ciò che scelgo, soprattutto per i miei figli, ma questo non significa rinunciare al piacere del cibo. Per esempio, adoro il formaggio (da quando vivo a New York, ne sento parecchio la mancanza!). E poi ci sono cose a cui faccio fatica a resistere… tra tutte, le caramelle frizzanti, che mangio quando non mi vede nessuno 🙈“A cosa sta lavorando il team in questo momento?”Negli ultimi sei mesi siamo stati impegnati in un progetto davvero importante: il lancio di Yuka in Portogallo, Brasile e Messico all’inizio di luglio. Era da cinque anni che non aprivamo un nuovo mercato. Da luglio Yuka sarà presente in 15 Paesi 🌍 Per riuscirci, abbiamo portato avanti due grandi cantieri in parallelo. Il primo: costruire un database di prodotti in ciascuno di questi Paesi, grazie al supporto di collaboratori locali. Il secondo: tradurre tutto in portoghese, una lingua completamente nuova per Yuka. E con tutto intendiamo l’app, il sito web, le FAQ, le condizioni generali, ma anche le descrizioni di ogni additivo e ingrediente. Non è facile rendersene conto dall’esterno, ma è un lavoro immenso!imageimageimage“Perché Yuka si chiama così?”Durante il nostro primo pitch nel 2016, in occasione di un concorso, avevamo chiamato il progetto “La carota connessa”. Ma uno dei coach ci disse che con un nome del genere non saremmo arrivati molto lontano 😄 Per fortuna Benoît aveva qualche idea in più. Sua moglie è originaria dello Yucatán, in Messico, e lui aveva già depositato il nome “Yuca” pensando un giorno di aprire un ristorante. Il nome non aveva alcun legame con il nostro progetto, ma non avevamo più tempo per cercare altro. Abbiamo quindi presentato il progetto alla giuria con quel nome… e abbiamo vinto il concorso!­Se volete seguire le nostre avventure quotidiane, condivido regolarmente i dietro le quinte di Yuka su LinkedIn 😊
A presto,imageJulie
Co-fondatrice
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