Torna in libreria l’introvabile “103 storie di seduzione” di Vittorio Orsenigo. Prefazione Lucio Koblas. Un viaggio nel fascino dell’assurdo e della sensualità. (Bibliotheka). Dal 21 agosto 2026, in libreria.


VITTORIO ORSENIGO TORNA IN LIBRERIA CON “103 STORIE DI SEDUZIONE”

 Una piccola opera ormai introvabile dello scrittore e regista milanese morto nel 2025 all’età di 99 anni

 Una serie di racconti capaci di evocare morbosità eccitanti, delicati prudori e tormenti metafisici, in cui dilaga una quieta sensualità che ammalia e stordisce

Vittorio Orsenigo

103 storie di seduzione ( e una postilla)

Prefazione di Lucio Koblas

Pagine 84 – 12 euro

Bibliotheka

In libreria, dal 21 agosto 2026

“Due o tre amori nel giro di un mese. Uno dei tre lo chiamava grottesco. Per gli altri, entrambi in via di rapida estinzione, cercava ancora le parole adatte”.

Vittorio Orsenigo possiede l’arte candida e raffinata dell’incompiutezza, come dimostrano le 103 storie di seduzione (e una postilla), un libro divenuto ormai introvabile.

“Se la scrittura avesse un sesso, quella di Orsenigo sarebbe sicuramente una scrittura femminile nell’accezione più accattivante e perversa del termine”, scrive Lucio Koblas nella prefazione. “I suoi racconti sfiorano una morbosità eccitante, accendono delicati prudori, tormenti metafisici, ma nel momento esatto in cui dilaga una quieta sensualità si sciolgono all’improvviso consapevoli del carattere sopraffattorio e arbitrario che impongono al lettore”.

Vittorio Orsenigo (1926 – 2025), regista e scrittore, si avvicina al panorama artistico milanese dell’immediato dopoguerra.Seguendo l’invito di Elio Vittorini, cura un ciclo di letture alla Casa della cultura di Milano presentando una selezione di testi teatrali di Christopher Isherwood, Bertold Brecht e Wystan Hugh Auden, allora poco noti in Italia. Nel 1950 esordisce come regista al Piccolo Teatro di Milano, grazie al direttore Paolo Grassi, con Ubu Roi di Jarry e Le Mammelle di Tiresia di Apollinaire. Giuseppe Pontiggia lo ha definito “uno straordinario raccontatore orale”, dotato di un’energia prorompente di fronte alla quale si resta stupefatti. “C’è un’impavidità dell’assurdo, c’è il coraggio di inoltrarsi per sentieri apparentemente senza sbocco, in vicoli ciechi da rapine”.

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