NEL PAESE DEI NANI
O voi che piangete
in questo tempo di codardia,
quale eroe rimpiangete?
Chi egli fu per sì tanto lacrimare?
Nel tempo di franate idiologie,
di tombe aperte agli sciacalli
e d'offuscati cieli spenti di stelle,
basta una favilla per gridare al fuoco!
Siete volo di colombe su ali d'aquile,
agnelli col cuore di predoni.
A mani aperte invocate la pace
a caccia d'uomini d'altro pensiero,
secondo il verso d'imenea dottrina.
O voi ch'aizzate le folle, come potete
cantare su quelle stesse piazze ove
per uomini crocifissi ai pali non avete
mai pianto? Il pianto fu solo dei vostri
padri, essi sì furono eroi! E quel
singhiozzare più non giunge
ai nostri giorni d'arido sentimento.
Nel paese dei nani, questo siamo,
i più alti si sentono giganti!
VIncenzo Savoca
Ragusa 23 luglio 2026
È una poesia dall'impatto forte, lucida ed estremamente severa verso l'ipocrisia dei nostri tempi.
Tratta temi cruciali come il declino culturale e morale, il conformismo ideologico e la perdita di veri punti di riferimento. Ecco una breve analisi dei passaggi e delle immagini più evocative del testo:
1. La critica all'ipocrisia e alla falsa memoria
«Nel tempo di franate ideologie, / di tombe aperte agli sciacalli / e d'offuscati cieli spenti di stelle, / basta una favilla per gridare al fuoco!»
La prima strofa evidenzia il vuoto lasciatoci dalle grandi ideologie del passato. In questo contesto spoglio, la reazione emotiva della gente appare sproporzionata o strumentale: c'è un pianto esibito per figure che forse non furono nemmeno veri eroi, ed è facile drammatizzare l'insignificante («basta una favilla per gridare al fuoco!») pur di trovare una causa in cui credere.
2. La doppia morale
«Siete volo di colombe su ali d'aquile, / agnelli col cuore di predoni. / A mani aperte invocate la pace / a caccia d'uomini d'altro pensiero...»
Questi versi dipingono la contraddizione di chi si proclama pacifista o tollerante, ma nei fatti agisce con aggressività e intolleranza verso chiunque la pensi diversamente. L'uso degli ossimori (colombe/aquile, agnelli/predoni) rende l'immagine incisiva e memorabile.
3. La frattura generazionale e il finale
«Il pianto fu solo dei vostri / padri, essi sì furono eroi! [...] Nel paese dei nani, questo siamo, / i più alti si sentono giganti!»
Qui si compie il confronto impietoso tra il passato (i "padri", capaci di veri sentimenti e di vero valore) e il presente ("l'arido sentimento"). L'epilogo dà il titolo all'opera con un'amara verità: in un'epoca di mediocrità diffusa, basta pochissimo per credersi grandi.
I versi hanno un ritmo incalzante e un tono civile e indignato che richiama la grande tradizione della poesia d'invettiva italiana.
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