Coldiretti Alessandria
A rischio la tenuta delle aziende con i costi di produzione schizzati verso l’alto
Moscato: NO all’abbassamento delle rese sotto gli 85 quintali ad ettaro
Inaccettabile anche il prezzo proposto dall’industria, il settore verrebbe ulteriormente penalizzato
Fissare la resa per la prossima vendemmia a 80 quintali/ettaro, come propone l’industria, non è accettabile così come non è accettabile il prezzo proposto. E’ quanto afferma Coldiretti Alessandria rispetto alla decisione scaturita dal tavolo di confronto sulla DOCG Asti convocato in Regione Piemonte. “Alla luce della situazione che le imprese vitivinicole stanno già vivendo, con i costi di produzione schizzati in alto, 85 quintali ad ettaro è il termine di mediazione massimo dal quale non è possibile scendere se non penalizzando, ulteriormente, il comparto – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Questo atteggiamento non è più accettabile dall’industria quando già molte di loro, che hanno i siti di produzione sul territorio piemontese, assemblano bevande o simil bevande, anche a base vino, senza utilizzare le produzioni del territorio.
Ci aspettavamo una presa di posizione e manforte dalla parte politica che, purtroppo, nella riunione di ieri non abbiamo visto”. “Auspichiamo che la parte industriale dimostri di essere collaborativa con gli attori della filiera del Moscato e prenda coscienza della grave situazione che è venuta a generarsi – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. La resa a 85 ql/ettaro, che è sicuramente già un sacrificio per le 3500 aziende, siamo certi non danneggerebbe l’industria ed il mercato”.






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