Pubblicato da Francesca Giordano

Map of flight route from Culiacán, Mexico, to Madrid, Spain, over the Atlantic Ocean
Map showing the flight path from Culiacán, Mexico, to Madrid, Spain, across the Atlantic Ocean.

Quando la devianza diventa l’unica narrazione possibile

Culiacán non è solo una città del Messico nord-occidentale. È, nell’immaginario collettivo globale, la capitale simbolica del narcotraffico. Ma per chi si occupa di educazione e società, Culiacán rappresenta una sfida teorica bruciante: cosa accade quando un intero sistema sociale smette di trasmettere valori civici e inizia a “educare” i giovani al crimine come unico orizzonte di vita?

L’Anomia come ecosistema

Il sociologo Robert Merton ci insegna che quando una società propone mete ambiziose (ricchezza, status, successo) ma nega i mezzi legittimi per raggiungerle, si genera l’anomia. A Culiacán, il narcotraffico non è un’anomalia, ma la “risposta razionale” alla chiusura dei canali legali. È qui che Albert Cohen trova la sua conferma: nasce una subcultura criminale che rovescia i valori borghesi. La scuola, la fatica del lavoro legale e il rispetto delle regole diventano segni di debolezza; la violenza e l’ostentazione diventano i nuovi marcatori di prestigio sociale.

La psiche tra fragilità e spavalderia

Spostando lo sguardo sull’individuo, la lettura psicoanalitica offre spunti drammatici. Gustavo Pietropolli Charmet parla spesso di un adolescente “fragile e spavaldo”. Nel contesto dei cartelli, questa fragilità è estrema: il ragazzo deve costruire un’identità maschile basata sulla forza per coprire il vuoto lasciato da istituzioni assenti o corrotte. L’adolescente di Culiacán cerca un “se ideale” nel narcotrafficante che sfreccia in SUV blindati, poiché è l’unico eroe che gli viene presentato.

A questo si aggiunge la deriva della pulsione di morte freudiana (Thanatos). La cultura narco ha estetizzato la fine violenta. La morte non è più il limite dell’esistenza, ma il compimento estetico della stessa. In questo scenario, la vita viene “consumata” rapidamente, negando ogni forma di progettualità a lungo termine.

La sfida pedagogica: è possibile l’educazione?

La domanda che dobbiamo porci come educatori è: dove si inserisce la pedagogia in questo vuoto di senso? Il lavoro di Don Claudio Burgio ci insegna che non esiste “ragazzo cattivo” che non sia, innanzitutto, un ragazzo in cerca di riconoscimento. La sua pedagogia del “fare” e dell’incontro dimostra che il cambiamento non avviene tramite prediche, ma attraverso l’offerta di un contesto alternativo.

Dobbiamo guardare alle riflessioni di Elena Malaguti sui contesti educativi competenti. Per scardinare la “pedagogia della strada” imposta dai narcos, non basta intervenire sul singolo; serve trasformare il territorio in una rete di relazioni protettive. La resilienza, come ci insegna Boris Cyrulnik, non è un tratto innato, ma si costruisce nell’incontro con un “tutore”. In una Culiacán governata dai cartelli, il compito della scuola e del terzo settore è diventare quel tutore di resilienza, capace di offrire una narrazione alternativa a quella, onnipresente e letale, del crimine.

Culiacán è lo specchio estremo di una crisi pedagogica universale. Quando lo Stato abdica al suo ruolo di educatore, il vuoto viene riempito da altre agenzie, più potenti e crudeli. Parlare di Culiacán oggi non è un esercizio di cronaca nera, ma un monito necessario: l’educazione non è un optional, è l’unico argine reale contro la barbarie, ovunque essa si manifesti.

A Culiacán, la dispersione scolastica non è un fallimento statistico: è un esodo programmato. Quando il narcotraffico diventa l’unico datore di lavoro che offre guadagno immediato, prestigio sociale e potere, la scuola perde ogni valore di “ascensore sociale”.

Il fallimento dell’istituzione

Da una prospettiva psico-pedagogica, dobbiamo chiederci cosa spinga un adolescente ad abbandonare i banchi per la strada.

  • La trappola dell’Anomia (Merton): La scuola richiede una gratificazione differita (studiare oggi per un lavoro domani). Il sistema del crimine offre, invece, una gratificazione immediata. La dispersione scolastica, in questo senso, è la scelta di chi percepisce l’istituzione formativa come un sistema inerte, incapace di promettere un futuro reale rispetto alla concretezza del potere criminale.
  • L’identità negativa: Come suggerisce Gustavo Pietropolli Charmet, l’adolescente cerca conferma del proprio valore. Se il contesto sociale (la “pedagogia del quartiere”) esalta il narcotrafficante, la scuola viene vissuta come un luogo di umiliazione, dove il giovane non trova specchi in cui riconoscersi. La dispersione diventa un atto di affermazione identitaria: smetto di andare a scuola per iniziare a “contare” davvero.

La resilienza come atto di resistenza

Il contrasto pedagogico è netto. Mentre la scuola tenta di costruire una cittadinanza consapevole, il territorio di Culiacán “educa” alla sottomissione o alla violenza.

Il ruolo del “Tutore” (Cyrulnik): Per contrastare la dispersione non bastano più le sole riforme strutturali. La scuola deve farsi presidio di relazioni umane. Il docente diventa un tutore di resilienza non solo trasmettendo nozioni, ma offrendo una prospettiva di “altro da sé”, una possibilità di immaginarsi in una vita diversa da quella tracciata dai cartelli.

Contesti competenti (Malaguti): La lotta alla dispersione a Culiacán (come in ogni periferia difficile) passa per la creazione di contesti educativi competenti.

 Se la scuola è isolata, perde. Se diventa il centro di una rete che coinvolge famiglie, associazioni e territorio, allora riesce a contendere le giovani vite al reclutamento criminale.

Culiacàn è lo specchio ingigantito di ciò che rischia di accedere ovunque lo Stato rinunci ad Educare. La lotta alla dispersione scolastica in Europa non è solo un problema di dati statistici o di tassi di abbandono; è la linea del fronte per la democrazia. Se perdiamo i nostri giovani nelle periferie, consegnandoli all’economia dell’illegalità, avremo trasformato le nostre Città in tanti piccoli, frammentati, teatri di Culiacàn.

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