“Ogni negozio che resta aperto non è soltanto un’impresa che resiste, ma un punto di incontro che continua a dare vita alla comunità.”
In un’epoca dominata dall’e-commerce, dai grandi centri commerciali e dai cambiamenti nelle abitudini di consumo, la sopravvivenza dei negozi di vicinato è diventata una delle grandi sfide sociali ed economiche del nostro tempo. Non si tratta soltanto di difendere attività commerciali, ma di preservare luoghi di incontro, relazioni umane, sicurezza urbana e identità dei territori. L’iniziativa europea che ha premiato Silandro, Caldas da Rainha e Barcellona dimostra che invertire la tendenza è possibile attraverso politiche pubbliche mirate, innovazione digitale, sostegno al ricambio generazionale e valorizzazione dell’economia di prossimità.
Il messaggio che arriva da Bologna, dove si sono incontrate le prime Capitali europee del piccolo commercio, è chiaro: la chiusura dei negozi non è un problema privato degli imprenditori, ma una questione che riguarda la qualità della vita delle comunità. Difendere il commercio locale significa difendere il tessuto sociale delle città, dei borghi e dei quartieri. E in un’Europa che cerca nuovi modelli di sviluppo sostenibile, il negozio sotto casa torna ad assumere un valore che va ben oltre il semplice acquisto di un prodotto.
Pier Carlo Lava
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Commercio, resistere a scomparsa negozi si può, ‘medaglia’ a 3 città
A Bologna parlano comuni premiati da Europa, che sprona a seguire esempio
Bologna. La desertificazione commerciale dei centri storici, la scomparsa dei negozi di vicinato che affligge tanti piccoli Comuni, la mancanza di ricambio generazione, “non sono questioni private”, ma emergenze da affrontare con politiche pubbliche. Perché in ballo c’è la tenuta sociale di intere comunità, grandi e piccole. Nasce per questo il premio per le capitali europee del piccolo commercio, un riconoscimento assegnato dall’Unione europea a città che si siano distinte nel sostegno all’economia di prossimità, supportandone la trasformazione digitale e sostenibile, il ricambio generazionale. I vincitori della prima edizione del premio si sono ritrovate a Bologna in occasione dell’assemblea elettiva di Confesercenti (una delle associazioni che più hanno spinto per la nascita del riconoscimento): Silandro, 6.000 abitanti in Val Venosta, per i Comuni fino a 50.000 abitanti, Caldas de la Rainha, cittadina termale del Portogallo vincitrice nella categoria delle città dai 50.000 a 200.000 abitanti, e Barcellona, per le città con oltre 200.000 abitanti. Assegnati i premi della prima edizione, si pensa già alla seconda, alla quale, si mormora, potrebbero candidarsi anche le città di Piacenza e Ravenna. “Speriamo che anche l’Emilia-Romagna possa partecipare con qualche Comune alla prossima edizione. Gli strumenti li abbiamo, a cominciare dalla legge sugli hub urbani”, sottolinea il presidente regionale di Confesercenti, Dario Domenichini, aprendo l’incontro di questa mattina dedicato alle capitali del piccolo commercio.
“Commercio e turismo sono pilastri fondamentali per l’economia europea, con 30 milioni di persone occupate e oltre il 10% del Pil. L’Unione europea non istituisce solo le capitali europee del piccolo commercio, ma dà indicazioni a singoli Stati per aiutare i piccoli dettaglianti attraverso l’alleggerimento degli oneri amministrativi, il superamento degli ostacoli digitali, la sostenibilità, anche con fondi supplementari”, spiega Stefano Bollettinari, presidente di Vetrines d’Europe. “Sono già aperte le candidature per il 2027: il termine ultimo per le candidature è il 9 ottobre. Invitiamo le città dell’Emilia-Romagna a partecipare”, esorta Bollettinari. “L’attacco al commercio lo possiamo percepire come attacco al nostro stile di vita. L’economia di prossimità contribuisce a tenere salda rete sociale”, riconosce l’assessora comunale al Commercio di Bologna, Luisa Guidone.
Il premio è “un’iniziativa che viene dal territorio. Il Parlamento Europeo ha stanziato tre milioni di euro, consapevole che il commercio al dettaglio rappresenta uno dei pilastri dell’economia europee, una forza economica di prima piano e un settore radicato nelle nostre comunità. Oggi incoraggiamo le città a candidarsi ci auguriamo di vedere una partecipazione geografica ancora più ampia. E’ un’opportunità per valorizzare risultati già raggiunti, condividere idee e costruire il futuro del commercio al dettaglio in Europa”, sottolinea Giulia Del Brenna, capo unità Tessile, alimentare e vendita al dettaglio della Commissione europea. “Silandro è un Comune di 6.000 abitanti, in una valle alpina vicino al confine con Austria e Svizzera. Non siamo una grande città, ma siamo il primo comune sotto i 50.000 abitanti a ricevere riconoscimento”, esordisce la sindaca, Christine Kaasener.
“Questo titolo ci ha dato qualcosa di importante, una voce per dire quello che sappiamo da sempre, che il piccolo commercio è il motore della comunità, una risorsa da valorizzare e proteggere: il ricambio generazione non è una questione privata, è questione sociale. Un centro svuotato è una perdita di punti di incontro, la pressione del commercio digitale va affrontata con regole più giuste. Spesso ai tavoli europei voce piccoli comuni arriva debole e non arriva affatto”, osserva la sindaca, illustrando l’esperienza del comune altoatesino. “Gran parte dei cittadini europei non vive in grandi città ma in città piccole e media e per questo il nostro punto di vista conta. Non volevamo solo vincere un premio, ma anche rafforzare comunità locale”, raccontano il sindaco di Caldas de la Rainha, Vitor Marques e la responsabile Marketing digitale del Barrio commercial, Sara Felizardo Lopes Franco. Barcellona si è posta da tempo alla guida di questo movimento delle città a tutela del commercio di vicinato, promuovendo la nascita del premio europeo assieme a Vetrines d’Europe. “Il piccolo commercio in città grandi con Barcellona e Bologna le rende più umane. Le sfide delle città sono complesse e abbiamo bisogno di un’alleanza tra governi locali e associazioni di categoria, generando un impatto positivo anche nell’opinione pubblica, perché anche consumare è un atto politico”, osserva Josep Xurigué, vice direttore di Barcellona Comerc. Tra i progetti della città catalana la nascita di un osservatorio europeo dedicato al piccolo commercio e una giornata, fissata per il 9 maggio, per celebrare il tessuto commerciale. “Non è solo una sfida economica, ma sociale e culturale”, conclude Elisenda Martinez Batalla, coordinatrice del dipartimento del commercio di Barcellona.

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Geo
Bologna ha ospitato l’incontro tra le prime Capitali europee del piccolo commercio, riconoscimento promosso dall’Unione Europea e sostenuto da Vetrines d’Europe e Confesercenti. Tra le città premiate figurano Silandro in Alto Adige, la portoghese Caldas da Rainha e Barcellona, città che hanno sviluppato strategie innovative per sostenere il commercio di prossimità e contrastare la desertificazione commerciale. L’iniziativa punta a rafforzare il ruolo economico e sociale delle attività locali e a favorire la nascita di una rete europea impegnata nella tutela dei centri storici e delle comunità urbane. Alessandria Post segue con attenzione queste esperienze che possono offrire spunti preziosi anche per molte realtà italiane.
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