Quando Tania Montalto scrive “Terra bruciata”, non racconta soltanto la nostalgia di un amore lontano, ma trasforma il desiderio in una geografia interiore fatta di fuoco, fiumi prosciugati e attese che sembrano non finire mai. È una poesia che parla della mancanza, ma soprattutto della forza vitale che continua ad ardere anche nell’assenza.
Pier Carlo Lava
In questa intensa composizione poetica, l’amore si manifesta come una presenza che continua a vivere nel corpo e nella memoria, anche quando la persona amata è lontana. Fin dai primi versi, la poetessa introduce un’immagine potente: “La mia carne arsa dall’amore”. Non si tratta soltanto di una metafora passionale, ma della rappresentazione di una condizione esistenziale in cui il sentimento invade ogni spazio dell’essere. La poesia si sviluppa attraverso un continuo dialogo tra fuoco e acqua, due elementi simbolici opposti ma complementari. Da una parte troviamo il fuoco del desiderio che consuma e alimenta la sofferenza dell’attesa; dall’altra l’acqua, assente e desiderata, capace di riportare equilibrio e pienezza. Questa contrapposizione conferisce al testo una forte tensione emotiva.
Particolarmente efficace è il passaggio in cui la memoria del corpo diventa protagonista. Le mani, le carezze, la nudità condivisa non vengono descritte come semplice ricordo fisico, ma come tracce profonde lasciate nell’anima. L’erotismo della poesia rimane elegante, mai esplicito, e si trasforma in linguaggio della nostalgia. La sensualità non è fine a se stessa, ma diventa espressione della distanza e del desiderio. Uno dei punti più riusciti del testo è l’immagine del piccolo fuoco alimentato con rami secchi. È il simbolo della speranza che resiste, della memoria che non vuole spegnersi. La protagonista raccoglie metaforicamente ciò che trova attorno a sé per mantenere vivo il legame con l’assente, quasi a difendersi dall’oblio.
Nella seconda parte della poesia emerge una delle metafore più suggestive: “È greto il mio fiume”. Il fiume prosciugato rappresenta una vita sospesa, privata della sua energia vitale. Il letto di ghiaia diventa il luogo dell’attesa, dell’incompletezza e della sete affettiva. È un’immagine che richiama la migliore tradizione lirica contemporanea, capace di trasformare il paesaggio naturale in specchio delle emozioni umane. Il finale restituisce però una prospettiva di speranza. “Al tuo ritorno saremo finalmente un fiume in piena” è un verso che racchiude il senso dell’intera poesia. Dopo la siccità dell’assenza, il ritorno dell’amato promette una rinascita, una nuova abbondanza emotiva e sentimentale. Il fiume, prima ridotto a greto, ritrova la sua forza e la sua direzione.
Dal punto di vista stilistico, Tania Montalto adotta una scrittura limpida e immediata, caratterizzata da immagini evocative e da una forte coerenza simbolica. Il linguaggio è semplice ma ricco di suggestioni, e proprio questa apparente semplicità permette ai versi di raggiungere il lettore con autenticità.
Questa poesia può ricordare, per intensità emotiva e centralità dell’attesa amorosa, alcune pagine di Alda Merini, dove il desiderio si intreccia alla sofferenza e alla memoria, ma conserva anche una voce personale che privilegia il rapporto con gli elementi naturali e con i simboli del paesaggio.
Biografia dell’autrice
Tania Montalto appartiene a quella schiera di autrici contemporanee che fanno della poesia uno strumento di esplorazione emotiva e interiore. Nei suoi versi emergono frequentemente temi come l’amore, l’assenza, la memoria, il desiderio e il dialogo tra sentimento e natura. La sua scrittura si distingue per la capacità di utilizzare immagini semplici ma fortemente evocative, creando un linguaggio accessibile e al tempo stesso intenso. Le sue poesie mostrano una particolare attenzione alla dimensione emotiva dell’esistenza e alla trasformazione dei sentimenti in simboli e paesaggi interiori.
In Terra bruciata la poetessa ci ricorda che l’amore non è soltanto presenza, ma anche attesa, memoria e desiderio. E che talvolta proprio l’assenza rende più evidente la profondità di un legame. Come un fiume che aspetta la pioggia per tornare a scorrere, l’anima della protagonista continua a custodire la promessa di una pienezza futura.
Geo
Tania Montalto offre con questa poesia una riflessione intensa sul desiderio e sulla lontananza, temi universali che attraversano la letteratura di ogni tempo. Attraverso immagini naturali come il fuoco, il tramonto e il fiume, l’autrice costruisce un paesaggio emotivo di grande suggestione. Alessandria Post continua a valorizzare la poesia contemporanea come spazio privilegiato di ascolto delle emozioni e di dialogo tra esperienza personale e sensibilità collettiva.
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta una persona reale, ma una libera interpretazione artistica ispirata ai temi della bellezza, dell’emozione e della contemplazione.
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