Il libro di Lydia Maria Child, scritto nel 1824 e ora tradotto da Aldo Setaioli, racconta le origini degli insediamenti nella Nuova Inghilterra.
Autore: Lydia Maria Child
Hobomok. Una storia dell’età delle origini
Traduzione, introduzione e note di Aldo Setaioli
Pagine 264, 18 euro
Bibliotheka
Dal 3 luglio 2026, in libreria
“Il mio occhio si posava su di lei, con un doloroso miscuglio di tristezza e ammirazione. Perfino i rozzi marinai che erano con me addolcivano i volgari toni della loro voce, rendendo alla grazia e alla bellezza l’involontario tributo del rispetto”. La bellissima Mary, in seguito alla creduta morte del suo innamorato bianco, decide di sposare l’indiano Hobomok, “nobile selvaggio” di elevati sentimenti e fedele ai coloni bianchi. I Padri Pellegrini sono sbarcati a Plymouth dalla Mayflower da appena nove anni e la scrittrice Lydia Maria Child ci riporta alle origini degli insediamenti nella Nuova Inghilterra con il romanzo Hobomok. Scritto in sole sei settimane e pubblicato nel 1824, il romanzo racconta le difficoltà di integrazione tra la cultura degli immigrati bianchi e quella dei nativi, tema che convive con altri temi di rilievo: il ruolo subalterno riservato alle donne, il fanatismo e l’intolleranza religiosa. Forse perfino al di là dell’intenzione dell’autrice, il romanzo mostra, infatti, in modo impietoso l’ossessione religiosa di coloro che nella tradizione sono diventati i fondatori della nazione americana.
Lydia Maria Child (1802-1880) nacque a Medford, Massachusetts. Nel 1828 sposò l’avvocato David Lee Child e con quel cognome è rimasta nota nella letteratura e nella cultura americane. Fu insegnante e soprattutto attivista in difesa dei diritti delle donne e dei nativi americani, oltre che decisa oppositrice della schiavitù, ancora molto diffusa soprattutto nel sud degli Stati Uniti. Dopo Hobomok, scritto a soli 22 anni, pubblicò altri racconti e romanzi, ma la sua opera di maggior successo fu The Frugal Housewife, una guida pratica per le giovani spose, uscita nel 1829 e più volte ristampata.
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